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Effetti dei cellulari sull’attività cerebrale dei topi e sulla salute umana

topo
Alleghiamo l’Abstract di un art. scientifico pubblicato su “Prague Medical Reports”, 2005; 106 (1): 91 – 100, in cui viene riportato che esponendo dei topi al campo elettromagnetico a frequenze della telefonia mobile si influenza l’attività cerebrale nei topi, e precisamente si dimostra un effetto sull’attività della corteccia cerebrale e dell’ippocampo.

Gli autori concludono affermando che i risultati del loro studio costituiscono una conferma che il campo elettromagnetico generato dai cellulari può influenzare l’attività del sistema nervoso centrale, e costituiscono altresì una conferma di alcune recenti ricerche sui possibili rischi per la salute umana a causa dell’uso dei cellulari.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

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“Effect of whole-body exposure to high-frequency electromagnetic field on the brain electrogeny in neurodefective and healthy mice.”

Barcal J, Cendelin J, Vozeh F, Zalud V.

Department of Pathophysiology of the Faculty of Medicine in Pilsen, Charles University in Prague, Czech Republic. jan.barcal@lfp.cuni.cz

A direct registration of brain cortical and hippocampal activity during a high-frequency electromagnetic field (HF EMF) exposure was performed. All experimental procedures were done under urethane anaesthesia (20%, 2 g/kg i.p.) in Lurcher mutant mice, wild type (healthy littermates) were used as controls. Experimental animals were exposed to the HF EMF with frequency corresponding to cellular phones. Our method is based on the use of gel electrodes (silicon tubes or glass microcapillaries filled with agar) where the connection with classical electrodes is located out of HF EMF space. ECoG evaluation showed a distinct shift to lower frequency components but clear effect has been observed only in wild type (healthy) mice whereas in Lurcher mutant mice only gentle differences between frequency spectra were found. Measurement of hippocampal rhythmicity showed gentle changes with increase of higher frequencies (i.e. opposite effect than in cortex) and changes in theta oscillations registered from a dentate gyrus and CA1 area in both types of animals (healthy and mutant). These findings support the idea about possible influencing the central nervous system by HF EMF exposure and support also some recent results about possible health risks resulting from cellular phones use.

PMID: 16007915 [PubMed – indexed for MEDLINE]

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Le minacce e le implorazioni di Franco Battaglia – una reazione

franco
Premetto che prima di interessarmi, per conto di Italia Nostra di SRB, ripetitori TV, radio ed elettrodotti ho fatto l’imprenditore fino al 31.12.99.
Quindi capisco che i gestori di telefonia mobile, delle tv e delle radio ritengano, avendo pagato una concessione di poter rivendicare il loro diritto a trasmettere.
Però UN DIRITTO NON DEVE SIGNIFICARE FARE CIO’ CHE SI VUOLE DETURPANDO LE CITTA’ A PIACERE: infatti prima di tutto le SRB e alcuni ripetitori nel bel mezzo delle città e nei punti panoramici sono un obbrobrio troppo spesso tollerato per consentire maggiori profitti. Poi dietro ogni innovazione possono esserci motivi di apprensione per la salute che non possono essere trattati in questo modo dall’ex Giornale di Montanelli con il pretesto di raccogliere consensi raccontando che si poteva evitare l’incidente di Linate per nebbia a causa della leggi del Centro Sinistra. Peccato che invece di tirare in ballo il prof. Veronesi “Il Giornale” non abbia ripetuto “le solite rassicurazioni del padre del codice delle Comunicazioni” ovvero l’ex ministro Gasparri…. Chi ha spirito critico intenda ma non credo proprio che la verità si possa spalmare in questo vergognoso modo per assecondare una campagna elettorale preludio di disordini, scontri e non certamente di dialogo, convivenza civile e concertazione.

Mario Cicchetti Italia Nostra Genova

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Le minacce e le implorazioni di Franco Battaglia

Roma,

Riceviamo e rigiriamo al Forum un farneticante scritto di Franco Battaglia pubblicato su “Il Giornale” del 27/2/06.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

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E Prodi rilancia il fantasma elettrosmog
di Franco Battaglia

Franco Battaglia

Quando me l’hanno detto non volevo crederci e, a costo di passare per scortese malfidato, ho controllato. A pagina 148 del programma dell’Unione – quello titolato «Per il bene dell’Italia» – sta scritto, testualmente: «Si rende necessario ritornare ai principi della legge quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra».

Diciamo la verità: non è a Palazzo Chigi che dovremmo mandarli, ma a Regina Coeli o, se preferiscono, a San Vittore. I lettori fedeli del Giornale apprezzeranno; per i nuovi arrivati, val la pena ricordare alcune circostanze.

Innanzitutto, ricordiamo che l’elettrosmog non esiste. Fu, esso, un’invenzione, approvata quasi all’unanimità, appunto, dal governo di centrosinistra. La genialità l’ebbe uno dei Ds, poi prontamente premiato vice-ministro, che fece notare che interrare le linee di trasmissione elettrica sarebbe stato un affare di 2 miliardi di vecchie lire a chilometro: una torta da 50 miliardi di euro.

Bisognava solo inventare la scusa per incartarla e portarla a casa: a spartirla si sarebbero senz’altro messi d’accordo. Cominciarono col raccontare alla gente, attraverso tutti gli organi d’informazione che controllavano – dal Corriere della Sera a Repubblica a Raitre – che vivere vicino alle linee ad alta tensione fa venire il cancro. E l’elettrosmog fu. Poi, siccome non c’era nessuno in tutto il mondo col cancro per via dell’elettrosmog, dissero che bastava il sospetto per destare l’allarme (piuttosto, fu l’allarme ad essere procurato dai sospetti insinuati dallo stesso governo), e approvarono la legge-quadro. Quasi all’unanimità, dicevo: il ministro (e, internazionalmente stimato, oncologo) Umberto Veronesi osservò che non solo non si prende il cancro, ma neanche aumenta il rischio di cancro a vivere dentro una tenda sotto un traliccio dell’alta tensione.

Ma era uno contro tutti e la legge-quadro passò. Ma – si era alla fine della legislatura – non passarono i decreti attuativi che Veronesi aveva rifiutato di firmare, giudicandoli «immorali»:
spendere 100.000 miliardi di lire con la scusa di proteggersi da un inesistente rischio di tumore è immorale – disse e scrisse l’oncologo – perché con la stessa cifra, tanto essa è colossale, si sconfiggerebbe definitivamente il cancro, quello vero.

Contemporaneamente, alcune centinaia di scienziati (oncologi, radioprotezionisti, pediatri, biologi, fisici) scrissero al presidente Ciampi pregandolo di adoperarsi per bloccare quella vergognosa cuccagna. La lettera fu pubblicata per intero solo dal Giornale, unico quotidiano nazionale che già da tempo forniva informazione scientificamente corretta sull’allarme che era stato montato. Da parte sua, il presidente Ciampi, esaminata la questione e con ammirevole determinazione, pose quegli scienziati sotto l’ala protettiva del Suo alto patronato.

Il nuovo governo istituì due commissioni: una internazionale di illustri radioprotezionisti, oncologi, epidemiologi e fisici, e l’altra nazionale, presso l’Agenzia dell’Ambiente, presieduta da Renato Ricci, professore emerito di fisica e presidente onorario della Società italiana di fisica. Entrambe le commissioni dissero che l’elettrosmog non esiste, la legge-quadro sull’elettrosmog è stupida, e che i decreti attuativi che il precedente governo aveva proposto (ma non approvato per opposizione di Veronesi) avrebbero creato un colossale buco di bilancio senza alcun ritorno sanitario.

Il governo di centrodestra approvò così decreti attuativi tali da rendere inoffensiva la legge-quadro: ad esempio, pose la soglia di campo magnetico a 3 microtesla anziché ai 100 suggeriti dalla comunità radioprotezionista internazionale e adottati in tutto il mondo. Il centrosinistra voleva adottare 0.2 microtesla, giusto il valore che serviva per confezionare l’appetitosa torta. Ci fecero pure un referendum, poi snobbato da tutti, visto che ormai tutti avevano capito.

Se qualcuno dovesse giudicarmi severamente per via di quelle allusioni a Regina Coeli e San Vittore, giudichi piuttosto quanto segue. Le leggi anti-elettrosmog approvate dal centrosinistra, senza aver salvato nessuno da nessuna malattia, sono responsabili di parte del ritardo nell’installazione di quel radar la cui assenza contribuì al disastro aereo del 2001 all’aeroporto di Linate (119 morti); sono responsabili dell’assenza di campo che impedì, a chi ci provava col telefono cellulare, di invocare i soccorsi, sempre nel 2001, per un incendio in una struttura per disabili nel Salernitano (19 morti) e, l’anno dopo, per un malore in acqua di un bambino di un centro estivo nel Pescarese (poi morto, assieme alla maestra che tentava di salvarlo, per annegamento). Quelle leggi, infine, sono responsabili della condanna per concorso in omicidio subìta dai dirigenti di Radio Vaticana: una condanna che allunga la lista degli innocenti condannati dalla politicizzata magistratura italiana.

Dovessero andare al governo, la prima e forse unica cosa su cui tutti – da Rutelli a Pecoraro Scanio, da Di Pietro a Bertinotti – si troveranno d’accordo sarà realizzare quel punto di programma. «Per il bene dell’Italia», naturalmente. Presidente Ciampi, La imploro in ginocchio, non deluda le mie manifestazioni di ammirazione per la Sua determinazione: completi quel Suo lodevole impegno e gli faccia cancellare almeno quella sciagurata frase da quel programma. Lo faccia, stavolta sì, per il bene dell’Italia.

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ANSA – il 75% Italiani dorme meno di 6 ore

sonno
ANSA.it – IL 75% ITALIANI DORME MENO DI 6 ORE, 28% FATICA A PRENDERE SONNO

Peccato che non ci sia il minimo accenno all’esposizione elettromagnetica in cui versa l’intera popolazione italiana e non solo.
Vittima inconsapevole di esposizioni a impianti radiotrasmittenti di radio, televisioni, telefonini , questi portati addirittura a letto e con il cordless quasi in ogni famiglia, la popolazione ormai versa in uno stato di tale stress neurologico che nel sonno manifesta tutti i disagi che proietta durante il giorno: lo squilibrio psico fisico inevitabilmente ha consegnato alla cronaca quotidiana violenza di ogni genere, dai delitti di famiglia ai suicidi in ogni strato sociale, tra medici e poliziotti, tra giovani e meno giovani, è il segnale della stato di agitazione permanente che per una lite anche banale porta a delitti con tale regolarità poiché manca quella capacità di autocontrollo.
Ripercussioni ovviamente anche sul lavoro, la qualità ne soffre, con gente ansiosa o che sonnecchia sul posto di lavoro non giova certamente all’economia in generale i cui contraccolpi li abbiamo notati già da tempo.
Insisto nel lanciare accuse nell’epidemia elettromagnetica, così come tanti medici tedeschi spesso lanciano appelli ai governanti, proprio perché hanno riscontrato reversibilità di manifestazioni neurologiche quando i loro pazienti si sono allontanati da zone elettrocontaminate.
Altro che allungamento dell’età, aumento di peso corporeo, alcool, cattiva alimentazione: questa è solo disinformazione.

Antonio Gagliardi-Elettrosmog Volturino.

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IL 75% ITALIANI DORME MENO DI 6 ORE, 28% FATICA A PRENDERE SONNO

ROMA – Per un italiano su tre dormire diventa sempre piu’ difficile, e la notte si trasforma in un incubo. Secondo una indagine condotta da Salute Naturale su 1000 italiani di eta’ compresa fra i 25 e i 65 anni, gli insonni sono sempre di piu’: il 34% impiega piu’ di 20 minuti per addormentarsi, il 24% si sveglia di continuo nel cuore della notte, e per ritornare tra le braccia di Morfeo si prova di tutto; cosi’ il 75% degli italiani dorme ormai meno di 6 ore a notte.

Si parte dagli insonni cronici: il 12% sotto i 39 anni, il 17% fra i 40 e i 54 e addirittura il 22% sopra i 55 anni. Il disturbo notturno in assoluto piu’ frequente e’ quello della difficolta’ a prendere sonno che colpisce in maniera pesante il 28% degli italiani di tutte le eta’. In media, un italiano su tre (34%) impiega piu’ di 20 minuti ad addormentarsi; l’8% regolarmente piu’ di mezz’ora.

Per addormentarsi, spiega l’indagine, si prova di tutto e di piu’: cresce il ricorso a erbe e tisane rilassanti (59%) o si fa zapping col telecomando (52%); si prova con i sonniferi (46%) o si cerca di leggere un libro (41%); ci si fa un bagno caldo (34%) o si mettono i tappi alle orecchie se i rumori dalla strada non accennano a diminuire (25%).

Ma una volta addormentati la battaglia non e’ finita: un italiano su quattro (24%) si sveglia di continuo nel cuore della notte e il 19% alle prime luci dell|alba cede e decide di alzarsi e mettere su il caffe’.

”Il vero grande problema non soltanto l’insonnia cronica, quanto l’addormentamento e la difficolta’ a mantenere il sonno – commenta Marco Zucconi, neurologo del Centro Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano – i risvegli notturni stanno diventando la norma, come del resto la tendenza a dormire sempre di meno. In generale le cause vanno anche ricercate nell’allungamento dell’eta’, ma anche alla cattiva alimentazione e al conseguente aumento diffuso del peso corporeo, nonché all’incremento del consumo di alcol”.

In conclusione a dormire le classiche otto ore filate oggi e’ meno di un italiano su dieci (8%), mentre il 75% degli italiani dorme ormai meno di 6 ore.

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CANADA – Università taglia il web senza fili

canada
Una università del Canada, la Lakehead University, nell’Ontario, ha deciso di ridurre al minimo la diffusione delle connessioni web senza fili, il cosiddetto WI-FI, visti i timori delle conseguenze che le onde possono avere per la salute. Secondo alcuni scienziati, le onde potrebbero provocare cancro e leucemia.

LA STAMPA – ESTERO pag 11

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L’ELETTROSMOG INSERITO NEL PROGRAMMA DELL’UNIONE

Grazie all’appello lanciato dal Coordinamento dei Comitati romani contro l’elettrosmog l’ultima versione del Programma dell’Unione contiene un chiaro riferimento alla lotta contro l’inquinamento elettromagnetico.

Il mese scorso il Coordinamento dei Comitati romani aveva lanciato un appello, raccolto dalla stampa (Corriere della Sera del 6 febbraio), in cui si denunciava l’assenza nel Programma dell’Unione di qualsiasi riferimento alle politiche di tutela della salute della popolazione circa l’esposizione alle sorgenti di inquinamento elettromagnetico.

L’appello è stato raccolto dal Gruppo dei Verdi che, in uno degli ultimi incontri al Tavolo dell’Unione, ha sostenuto con forza l’esigenza che il Programma “Per il Bene dell’Italia” contenesse un espresso richiamo all’elettrosmog.

Allego di seguito il testo della parte in cui si definiscono gli ambiti di intervento su cui l’Unione si impegna ad agire qualora assuma il governo del paese:

“Si rende inoltre necessario ritornare ai principi della legge quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra”.

Siamo convinti che poteva essere fatto di meglio e di più per esaltare le politiche di tutela nei confronti dell’elettrosmog; si tratta, in ogni caso, di un piccolo ma significativo successo, ottenuto grazie alle pressioni esercitate dalle realtà civiche ed in particolare dal Coordinamento romano, che da anni si batte per il riconoscimento di una efficace e reale tutela della popolazione contro il proliferare delle sorgenti di emissione elettromagnetica.

Giuseppe Teodoro

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Tavolo delle Antenne

Contributo dell’associazione Comitato Cittadini Indipendenti “Città del Tricolore” al tavolo della Municipalità della città di Bologna per una integrazione ambientale, paesaggistica e sanitaria delle antenne della telefonia radiobase

Osservazioni: alcuni mesi fa abbiamo depositato le nostre osservazioni riguardanti la pianificazione delle antenne della telefonia radiobase con uno studio del Dott. Maurizio Vignati.
Tuttora riteniamo che il tavolo non risponda alle esigenze di tutti i cittadini. Innanzitutto manca la figura dell’Assessore all’Ambiente, concertazione indispensabile in riferimento alla tutela dell’ambiente e delle persone.
Poiché allo stato attuale dell’arte le antenne della telefonia aumentano continuamente, e la popolazione è costantemente esposta ai campi elettromagnetici sebbene i valori sono fissati ad un obiettivo di qualità, è utile confrontarsi con la letteratura scientifica ed con quanto pubblicato dall’OMS in riferimento alle città sane.
Tali antenne fisse, di fronte a una forte domanda di servizio, vengono sempre più installate in aree urbane, in prossimità di edifici e sui tetti degli edifici stessi. “Tutte intorno a te” così tante, da farci riflettere sull’evento contemporaneo delle tecnologie introdotte nella vita delle persone e i costi e benefici che esse producono.
Orientiamoci alla prevenzione. E fino a quando non ci saranno garanzie di rispetto, di normative più idonee di quelle attuali che garantiscano anche le fasce di età dei minori e delle persone più deboli a casa si patologie croniche, chiediamo di sospendere le nuove installazioni e riconfigurazioni delle antenne. Invitiamo la Municipalità a porre delle indicazioni culturali, etiche ed educative sull’uso del telefono cellulare, con limitazioni in alcuni luoghi da stabilirsi in collaborazione con i comitati. Se così non fosse invitiamo i rappresentanti dei cittadini inseriti nel tavolo ad uscirne, in quanto altrimenti corresponsabili delle future scelte negative della città.

Associazione Comitato Cittadini Indipendenti (Adriana Palleni, la Presidente)
e Comitati che hanno sottoscritto la prima istanza

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PLERT Bologna

Contributo del Comitato Cittadini Indipendenti “Città del Tricolore” al Piano Provinciale di localizzazione dell’emittenza radio e televisiva (PLERT) della Provincia di Bologna

Le nostra associazione di volontariato per la difesa dell’ambiente e tutela della salute, ha posto alle istituzioni più volte il problema di come integrare nel territorio le antenne radio televisive, che producono l’inquinamento elettromagnetico in maniera sia paesaggistica, che tenendo conto della salute delle persone.
Fare delle valutazioni in merito a una pianificazione tecnica non è semplice in quanto non abbiamo una divisione di monitoraggio ambientale idonea a studi specifici. Tuttavia intendiamo apporre alcune considerazioni sia del risanamento del pregresso, sia per le attuali riconfigurazioni delle antenne. Innanzitutto siamo contrari alla scelta di carattere estetico-artistico, ma intendiamo invece richiedere che nelle vicinanze di tali apparati ci sia cartello indicatore con le normative riguardanti informazioni del gestore, ma anche di distanza di sicurezza a tutela della salute per le radiazioni emesse.
Riteniamo necessario un continuo monitoraggio sul fondo elettromagnetico, con analisi delle criticità e il continuo aggiornamento delle mappature cartografiche da consultarsi in tempo reale, con informazioni ai cittadini. Ci riserviamo comunque di elaborare una valutazione più approfondita nei prossimi incontri, tenendo conto anche delle osservazioni di altri comitati e associazioni di consumatori, per disegnare un piano provinciale che tenga conto soprattutto della persona affinché possa vivere in un ambiente sano.

Associazione Comitato Cittadini Indipendenti
Adriana Palleni, la presidente

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Progetto di insanizzazione

Domani 8 a Radio Popolare Network di Venezia sarà mandata in onda un’intervista ad Antonio Gagliardi- ElettrosmogVolturino sulla protesta inviata da molti rappresentanti le associazioni internazionali al direttore generale dell’OMS circa le irregolarità commesse da uno dei dirigenti, come Michael Repacholi, coordinatore dell’ OMS per l’ Unità radiazioni, Ambiente e Salute, ai danni della salute mondiale con irresponsabili raccomandazioni ai governi di non effettuare rilevazioni di misure all’interno di abitazioni.
Perché riceve 150.000 dollari all’anno dalle industrie della telefonia mobile, nonostante le regole deontologiche dell’Oms lo vietino!
In concomitanza con l’appello allarmato di medici tedeschi che scrivono al loro governo per i danni lamentati dai loro pazienti proprio a causa dell’esposizione alle emissioni elettromagnetiche delle stazioni radiobase e i telefonini stessi.
Il progetto di insanizzazione di massa continua…

A. Gagliardi

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