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ELETTROSMOG DI RADIO VATICANA E ALLUCINAZIONI CATECUMENALI

Si “scava” nel “tufo” di Cesano pur di distogliere l’attenzione dagli effetti disastrosi delle emissioni elettromagnetiche della Radio più potente del mondo.

Quando 182 bambini di due mense scolastiche di Roma Nord, nel lontano 1998, furono intossicati da salmonella per opera di una ditta di ristorazione di area cattolica, i periti di parte, scagliandosi con zelo contro le conclusioni del perito nominato dalla Procura della Repubblica e dello stesso Osservatorio Epidemiologico regionale, cercarono di dimostrare che la salmonella potesse provenire da uno sbalzo di pressione dell’acquedotto romano.

Riscontriamo una metodologia simile, ma molto più rozza, quando personaggi senza alcuna preparazione tecnica e senza conoscenza del territorio, animati solamente da un insano zelo parrocchiale, giustificano l’aumento di mortalità per tumore nell’area di Cesano evidenziato dai primi studi all’inizio degli anni 80 dal medico Carlo Santi, menzionando di tutto e di più: il gas radon delle pietre di tufo, il disastro di Chernobyl del 1986, misteri dell’Esercito, il deposito di scorie nucleari presso la sede Enea della Casaccia.

Mischiare problematiche serie e diverse mettendo tutto in un grande calderone è una tecnica rozza e ascientifica che si smonta con molta facilità.

Le indagini epidemiologiche dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio prima e quelle del Tribunale di Roma poi hanno interessato un’area di circa dieci chilometri di raggio dal sito della radio Vaticana.

Il deposito nucleare si trova dentro quell’area ma più vicina alla cittadina di Anguillara.

La mortalità non risulta aumentata in vicinanza del sito dell’Enea.

C’è una significativa differenza epidemiologica tra la mortalità di militari a guardia del sito della radio Vaticana e della caserma prospiciente e la mortalità dei lavoratori dell’Enea e degli abitanti limitrofi al centro di stoccaggio.

Si è visto che l’incidenza delle patologie leucemiche decresce allontanandosi dalla stazione radiofonica e che questa dipendenza inversamente proporzionale alla distanza è confermata, ed è anzi rafforzata, quando si considerano le distanze esatte fra antenne e vittime invece delle distanze fra il “baricentro” delle 28 antenne e le medesime vittime.

La stessa scuola di Fanteria dell’Esercito italiano ha emesso raccomandazioni.

Gli stessi presidi sanitari della radio Vaticana hanno emesso prescrizioni a tutela dei coloni e dei lavoratori, finendo con l’espellere i primi.

L’Ispesl di Monteporzio Catone ha monitorato e relazionato.

Le stesse Ferrovie dello Stato hanno dovuto schermare i loro treni che si bloccavano proprio nei punti più vicini al sito vaticano.

Non si può parlare a vanvera ignorando tutte queste cose e anni e anni di studi e ricerche.

C’è una significativa differenza tra la mortalità rilevata a Cesano e La Storta con quella rilevata nel centro di Anguillara più vicino al centro Enea.

– Il fatto che due casi (fra quelli accertati ufficialmente) si siano verificati all’interno del centro trasmissioni della Marina Militare della Storta, che si trova all’interno dell’area di indagine, rafforza l’ipotesi del nesso fra campi elettromagnetici a radiofrequenza e malattie leucemiche.

-Il fatto che l’epidemiologia del territorio sia stata confrontata con quella di Roma, ove esiste un inquinamento atmosferico dovuto al traffico urbano di gran lunga più pesante di quello dell’area di interesse, dimostra che l’evidenza del nesso sarebbe stata ben più evidente se il confronto fosse stato fatto con un territorio urbanisticamente omogeneo.

Tant’è che lo studio epidemiologico disegnato nell’ambito del procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo attualmente in corso contro la radio Vaticana e la Marina Militare eliminerà questo limite sostanziale delle prime due indagini epidemiologiche.

Cosa si vuole dimostrare, che le radiazioni di Chernobyl, per una sorta di prodigio, siano state attratte dalle 28 antenne del Vaticano seminando tassi di radioattività maggiori proprio a Cesano e dintorni?

Oppure, per una sorta di coincidenza, si vuole accusare i cittadini morti o ammalati di Cesano e dintorni di essere colpevolmente più vulnerabili di altri cittadini romani al gas radon?

Non so se sia il caso di impiegare altro tempo per dare credito e ampliare la confusione prodotta da personaggi tristi in cerca di attenzione che purtroppo aggravano la situazione di parzialità e di prostituzione di numerosi esperti istituzionali.

Coordinamento Comitato Roma Nord

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LE ANTENNE PROLIFERANNO: LA QUINTA E’ ALL’ ISOLA 44!

Sembra una storia infinita, che vede come protagonisti sempre gli stessi attori: da una parte una concessionaria di servizi telefonici che sta installando un altro ripetitore all’interno del Comprensorio in prossimità dell’isola 44 e, dall’altra, la solita Sales Sud che ha concesso la disponibilità a ricevere l’antenna su terreni a verde inedificabile del Comprensorio, attribuiti alla sua proprietà.

Oramai fatti di questo genere non ci sorprendono più. Ma questo non significa che non continuino ad indignarci perché, malgrado le preoccupazioni manifestate da tanti consorziati per possibili correlazioni fra inquinamento elettromagnetico e salute pubblica e nonostante la presenza di altre numerose antenne nel comprensorio, si continua ad installarne altre.

Ma che fine ha fatto la risoluzione del Consigilio del Municipio XX del 12 febbraio 2003 con la quale, all’unanimità, il Consigilio “impegnava il suo Presidente a richiedere al Sindaco di Roma la sospensione momentanea delle installazioni delle antenne all’interno del Municipio XX, al fine di valutare con lo stesso Municipio siti alternativi ove posizionare le antenne senza creare ulteriori situazioni di allarme sociale?”

Se ricordiamo bene, questa risoluzione prendeva lo spunto dalle proteste già a quell’epoca avanzate dagli abitanti di via Galli e dell’Olgiata.

Sarebbe interessante ricevere risposta.

G. M.

periodico “La Quercia” associazione Pro Olgiata

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Condivisione di richiesta di dimissioni del Dott. Repacholi

Il dott. Repacholi dichiarava alla “Commonwealth of Australia, Official Committee Hansard, Senate
Environmental, Communications, Information Technology and the Arts
References Committee, Reference: Electromagnetic Radiation –
Thursday, 31 August 2000 – Canberra.” di essere stato consulente di parte di industrie dell’energia e
delle telecomunicazioni in alcuni procedimenti giudiziari svoltisi in Nuova Zelanda.

E’ mai possile che gli standard dell’ICNIRP sono fermi al 1998.
E’ mai possibile che restano ancora non accettati altri effetti bilogici altre quello termico.
Chiedo non solo le dimissioni del Dott. Repacholi, ma anche di molti altri, anche in seno all’ISS ed inaltri ministeri.
L’elenco sarebbe lunghissimo.

Aderendo pienamente
Gianfranco Turis
Coordinamento Comitati Antielettrosmog Avellino

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Effetti dei CEM a radiofrequenza, ed in particolare a 1800 MHz

Radio Frequency Manager (RFM)1
Riportiamo una notizia del 29/9 tratta dal sito www.microwavenews.com riguardante i risultati di una ricerca scientifica condotta in Cina sugli effetti dei CEM a radiofrequenza, ed in particolare a 1800 MHz (telefonia mobile), resi noti nel corso del 4° Seminario Internazionale sugli effetti biologici dei CEM svoltosi a Kunming (Cina) dal 12 al 16 settembre scorsi.

E’ stato dimostrato che esponendo delle cellule ad una campo elettromagnetico a 1800 MHz per 24 ore, ad una intensità corrispondente ad un SAR di 3 Watt/Kg, si ha un aumento della rottura del DNA statisticamente significativo.

Un SAR di 3 Watt/Kg, aggiungiamo noi, è un valore di esposizione comparabile con i limiti di base definiti a tali frequenze dall’ICNIRP e recepiti dalla Raccomandazione 519/99 della Comunità Europea.

Tali limiti di base, secondo l’ICNIRP e secondo quella Raccomandazione, includono un fattore di sicurezza di 50 volte nei confronti dei livelli che generano gli effetti acuti (termici) sul capo e sul tronco (2 Watt/Kg) e sugli arti (4 Watt/Kg).

Ciò significa che tali limiti di base non proteggono da effetti ben più gravi com quelli di danneggiamento del DNA.

Microwavenews ricorda come tale effetto sia stato già messo in evidenza più di dieci anni fa dalle ricerche dei dr. Lai e Singh dell’Università di Seattle, il cui lavoro è stato ripetutamente attaccato dall’industria dei cellulari e dai loro consulenti.

Ricordiamo che lo studio Reflex (2001-2004), co-finanziato dalla Comunità Europea, è arrivato a conclusioni simili.

I risultati di quest’ultimo studio sono stati resi noti proprio un anno fa e sono stati pubblicati a giugno scorso sulla rivista Mutation Research (Vol. 583, Issue 2, pp.178-183, 6 June 2005).

Il dr. Michael Repacholi, responsabile del Progetto CEM dell’OMS, è stato componente del comitato organizzatore e del comitato accademico svoltosi in Cina.

Saluti.
Raffaele Capone, Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

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Le geopatie: una rete di onde invisibili

Vi siete mai chiesti perché il vostro gatto predilige determinati posti dove il vostro cane non si metterebbe mai? Perché le formiche percorrono sempre una certa strada e non un’altra? Perché in un pioppeto si può riscontrare un filare malato, senza che tutto il bosco lo sia? Perché i fulmini cadono sempre nello stesso posto?
Da tempo immemorabile i rabdomanti sanno che la terra è immersa in un reticolo globale e che i punti geoenergetici sono distribuiti sulla superficie terrestre, seguendo linee parallele su assi nord-sud ed est-ovest. Come scienza però la geobiologia è nata nel 1935 dalle ricerche mediche del dottor Ernst Hartmann, dell’università di Heidelberg, e da allora si occupa delle influenze, positive o negative, sulla salute dell’uomo di certi fenomeni tellurici.
Dato che ogni sistema vivente sulla Terra è sottoposto ad influenze cosmiche e telluriche, l’organismo subisce le variazioni di frequenza e d’intensità del campo elettromagnetico del pianeta, dovute alla rotazione del globo terrestre su sé stesso e alla sua rivoluzione intorno al sole.
Il nostro pianeta si comporta insomma come la piastra negativa di un immenso condensatore, l’altra parte del quale, il cosmo, costituisce la carica positiva.
Questa cosmo coppia provoca un campo di natura elettromagnetica, il cui punto di origine è il centro della terra. Esso si manifesta sotto forma di una vasta griglia invisibile, definita rete, griglia o reticolo di Hartmann, che copre tutta la superficie del pianeta e in corrispondenza della quale si verifica l’emissione di particolari radiazioni.
Gli studi hanno confermato le teorie, soprattutto per i seguenti due aspetti:
1. Esiste un rapporto molto stretto fra determinati luoghi e l’insorgenza di certe malattie (ciò è anche confermato da diversi studi epidemiologici);
2. Vivendo per lunghi periodi in particolari zone geopatiche, il corpo umano reagisce per adeguarsi alle variazioni, ma così facendo può facilmente sviluppare malattie.
Gli edifici più pericolosi sono quelli costruiti sopra fessure geologiche del terreno, falde acquifere, sorgenti sotterranee, falde freatiche, concentrazioni di metano o altri gas; in corrispondenza di nodi della rete di Hartmann, tutte le radiazioni generate da questi elementi sono riportate in superficie e risultano dannose alla nostra salute.
La situazione si aggrava ulteriormente se, in corrispondenza del nodo, abbiamo il pilastro delle fondamenta in cemento armato poiché esso condurrà le radiazioni per tutto l’edificio.
Altrettanto grave è se, sempre in corrispondenza del nodo, passano delle tubazioni dell’acqua o si trova anche un nodo del reticolo di Curry.
I risultati delle ricerche hanno evidenziato la gravità delle conseguenze per la nostra salute e vale quindi la pena di approfondire il discorso, affinché ognuno possa imparare a schermare i luoghi in cui vive.
Su tutta la terra, dalla superficie del suolo alla biosfera, esiste dunque un vero e proprio reticolo, le cui maglie si trovano ogni due metri circa sulla direzione nord-sud e perpendicolarmente ogni 2,5 metri circa su quella est-ovest. Lo spessore della “maglia ” (detta anche “parete” della rete) è di circa 21 centimetri che, come la distanza dall’una all’altra, può variare a seconda della natura del suolo.
Il pericolo per la salute è massimo nei punti di incrocio fra le maglie.
Così come le correnti marine alterano la forma delle reti da pesca, la forma dei reticoli si modifica in corrispondenza di corsi d’acqua, materiale elettrico, ferroso o metallico in genere o altro ancora che vedremo più avanti.
Il reticolo ha quindi tre zone di intensità diversa:
1. La zona neutra: essa è compresa fra i limiti di ciascun riquadro; in essa non vi sono radiazioni rilevanti e le attività vitali vi si svolgono senza alterazioni. E’ la zona ideale per la vita dell’uomo, specie per rimanervi lunghi periodi e per il sonno.
2. Le pareti: per tutta la loro lunghezza costituiscono una zona di prima intensità, la cui debole azione non può nuocere all’uomo, a meno che l’intensità non sia aumentata da fenomeni diversi.
3. I nodi: le zone di massima intensità di radiazioni telluriche; si trovano all’intersezione delle pareti e dunque sono dei riquadri di circa 21 cm di lato; anche qui le dimensioni possono variare notevolmente e sono aumentate da oggetti metallici, specie se collegati alla corrente elettrica, da corsi d’acqua e da faglie sotterranee e cavità del sottosuolo.
Come succede nei corsi d’acqua di superficie, l’acqua piovana filtrata dal terreno scorre fino a che le vene acquifere secondarie confluiscano in una vena principale e dal rigagnolo sotterraneo si formi un ruscello.
Strati di argilla, rocce o altro possono frapporsi al suo corso, ma l’acqua si cerca un passaggio e forma il suo alveo. Incontra delle strettoie davanti alle quali ristagna e poi spinge con forza per superarle, producendo turbolenze e attriti e quindi un’energia che si ir-radia verso l’alto.
La velocità della corrente e la portata d’acqua determinano l’intensità di quest’ultimo fenomeno. Altri tipi di perturbazione sono causati da accumuli di metano, radon, petrolio e altro.
Per avere un quadro completo della situazione dobbiamo chiarire ancora alcuni punti:
1. Tutti i materiali vibrano e irradiano;
2. Il campo radiante naturale è la base per la genesi e la conservazione della vita;
3. Oggi, alle radiazioni naturali (onde Spherics, onde di Schumann, etc.) si aggiungono quelle create dall’uomo con inevitabili interferenze reciproche, che sono risultate nocive alla salute dell’uomo;
4. Gli organismi viventi sono sensibili a campi elettromagnetici (CEM) di diversa frequenza e, cosa che inizialmente ha molto stupito, anche di intensità fortemente minore di quella che veniva considerata percepibile dall’organismo. Il nostro corpo infatti utilizza delle frequenze base per comunicare al suo interno. Quindi se un’onda esterna è molto debole, ma utilizza una frequenza simile o uguale a quella del nostro sistema neurovegetativo, potrà interferire con il funzionamento dell’organismo ed essere altamente dannosa se vi siamo sottoposti a lungo, sicuramente più dannosa di un’altra più intensa, ma con frequenza dissimile da quella fisiologica.
Ne consegue che:
1. Non tutte le zone perturbate sono patogene;
2. Gli effetti variano da persona a persona, ma si acuiscono se l’individuo è ammalato;
3. Nell’uomo moderno abbiamo una diminuzione delle resistenze ai campi patogeni a causa dello stato di intossicazione generale, causato dalla vita innaturale che conduciamo, piena di interferenze energetiche e alimentari;
4. Più lungo è il periodo di esposizione, maggiore è la probabilità di ammalarsi, soprattutto se non si introducono nella propria vita cambiamenti che permettano di scaricare l’inquinamento accumulato e interventi che schermino le nostre abitazioni;
5. I disturbi iniziali sono del tutto aspecifici e di tipo funzionale, ma hanno una forte tendenza alla cronicizzazione (insonnia, astenia, cefalea, depressione, vertigini, scarsa concentrazione, etc.). Dopo diversi anni possono insorgere malattie cardiovascolari, degenerazioni cellulari, tumori.

I riscontri sono ormai migliaia, ottenuti sia tramite esami di laboratorio che tramite statistiche. Ne citerò alcuni fra i più significativi.
* Uno degli esperimenti più interessanti è quello del Dr. Petschke. Egli scelse tre punti di un tavolo, uno neutro, uno lungo la parete e uno sul punto di incrocio della rete di Hartmann. In questi punti, scrupolosamente, effettuò 62 esperimenti sulla velocità di sedimentazione del sangue. Si ebbero enormi variazioni del risultato, dipendenti dalla posizione delle provette, certamente non ascrivibili alla casualità. La sedimentazione risultò ritardata sul reticolo e sull’incrocio e normale nel punto neutro.
* Famosissimo l’esperimento di Hartmann stesso su 24.000 topi di laboratorio. Dopo aver rilevato il reticolo nella zona dell’esperimento, Hartmann collocò delle gabbie con 12.000 topolini nelle zone neutre della rete, mentre posizionò le gabbie con i restanti 12.000 sui nodi del reticolo, poi inoculò in tutti i topolini la stessa quantità di cellule tumorali. Nelle settimane successive constatò che i topolini che vivevano sui nodi si ammalarono tutti di cancro e morirono nel giro di 40 giorni, mentre la malattia crebbe durante i primi giorni nei topolini posizionati in zona neutra poi si stabilizzò per un lungo periodo. Alla fine del periodo di osservazione erano sopravvissuti 8.000 topolini. L’organismo, non indebolito dal campo di disturbo geopatico, era riuscito a vincere la malattia.
* Nel 1963 a Moulins in Francia al dott. Picard capitò una strana coincidenza. Dopo aver avuto in cura una ragazzina, poi morta per un cancro alla regione destra del pube, il medico ebbe in cura una signora ammalata di cancro all’utero che abitava al piano di sotto della sua paziente deceduta; poi gli si presentò un uomo con tumore alla prostata che abitava in quella casa, nella quale tutte le camere da letto erano sovrapposte e i letti in posizione obbligata. Nella famiglia che andò ad abitare l’appartamento della prima paziente, il figlio cominciò ad avere dolore nel muovere la gamba destra. Quando il dott. Picard venne a sapere che un altro inquilino, cinque anni prima, era morto di cancro alla prostata, non ne poté più e fece venire dalla Svizzera una delle prime geobiologhe europee, Blanche Merz, che rilevò nella zona dei letti maledetti un incrocio fra un nodo di Hartmann e un corso d’acqua sotterraneo.
Cosa succede in casa
Qualunque apparecchio che funziona ad energia elettrica emette un campo elettrico e un campo magnetico a bassa frequenza. All’interno dell’abitazione i campi elettrici e i campi magnetici di questo tipo più rilevanti sono generati dagli elettrodomestici.
Il campo magnetico, che si misura in microtesla (mT) dipende dalla corrente e si ha quando l’apparecchio è acceso e circola corrente.
Il campo elettrico, che si misura in volt per metro (V/m), dipende dalla tensione e viene emesso anche quando l’apparecchio è spento ma ha il cavo collegato alla presa elettrica.
Il campo elettrico e il campo magnetico sono generati da apparecchi fissi, come lavatrici e lavastoviglie, e da apparecchi portatili come il rasoio elettrico e il phon.
Dalle misurazione effettuate nelle case, in genere, il campo elettrico è inferiore a 5 V/m. Sul guanciale del letto, se è appoggiato a un muro in cui passano i fili elettrici dell’impianto, si possono rilevare 10-15 V/m.
Quindi anche schermando la vostra abitazione, dovete mettere in pratica i seguenti accorgimenti contro le problematiche elettromagnetiche.
Distanze di sicurezza
10 consigli per vivere in una casa più sana:
1. Oltre a mantenere la distanza di un metro quando apparecchi elettrici fissi come la lavastoviglie sono in funzione, evitare di sistemare il letto vicino a una parete divisoria alla quale, dall’altra parte, sia appoggiato un elettrodomestico.
2. Abituarsi a guardare la televisione sedendosi ad almeno 3 metri di distanza dallo schermo. Evitare di far giocare i bambini ai lati e dietro al televisore quando è acceso.
3. Il phon emette in genere da 1 a 15 microtesla a distanza di 15-20 cm. Per ridurre l’esposizione, aumentare il più possibile la distanza tra l’apparecchio e la testa dell’utilizzatore. In alternativa usare un phon da parete che ha il motore fissato al muro e un tubo flessibile.
4. Sostituire la radiosveglia sul comodino con una sveglia tradizionale.
5. Il telefono cellulare riceve ed emette radiofrequenze. L’apparecchio auricolare non riduce l’esposizione, come alcune case vogliono farvi credere. La miglior soluzione è limitarne l’uso.
6. I monitor emettono campi magnetici soprattutto ai lati e dietro lo schermo. Gli ultimi modelli sono a bassa emissione. Controllare che vi siano le sigle MPR o TCO per assicurarsi che il monitor emetta nel raggio di 50 Cm (MPR) un campo magnetico minore di 0,25 mT e uno elettrico minore di 25 V/m a 30 cm (TCO) emette 0.2 mT e 10 V/m.
7. Preferire il rasoio a pile, o manuale, all’apparecchio elettrico. Se si tratta di modelli vecchi, a pochi centimetri dall’apparecchio è possibile misurare un campo magnetico fino a 1000 microtesla.
8. Gli apparecchi elettrici per tagliare i capelli, soprattutto i più vecchi, emettono campi magnetici alti e possono arrivare in alcuni casi a 1000 microtesla a pochi cm di distanza.
9. L’interfono per ascoltare a distanza i neonati va tenuto almeno a 70 cm di distanza dalla testa del bambino.
10. Non utilizzare la coperta elettrica; anche se staccate la corrente il reticolo di rame all’interno consente di formare un campo elettromagnetico.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
Faliero CAPINERI – L’acqua e il cancro
Blanche MERZ – I luoghi alti – Sugar Edizioni 1983
REMI’ Alexandre – Geobiologia, red/studio redazionale, Como 1991
Massimo FRISARI-R.VALMI’ – La salute in casa, Ediz. Sarva, Bo 1991
Paolo BENDA – Dimensioni Sconosciute, edito in proprio, Arezzo 1995 Ricevuta in redazione via e-mail

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Antenne e ambiente, arriva Pecoraro Scanio

antenna
Una visita in città per sensibilizzare sulle tematiche ecologiche e spingere i cittadini ad avere maggiore rispetto dell’ambiente che li circonda. E’quella che l’onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, effettuerà domani pomeriggio. La presenza del politico è legata alla partecipazione al convegno “Ambiente, non un costo ma una risorsa”, organizzato dall’associazione culturale “Logos Immagines” ed ideato da Anna Rita De Fulviis. Il congresso, oltre a fornire l’analisi scientifica dell’attuale situazione ambientale in provincia, costituirà un utile banco di prova per analizzare e proporre soluzioni legate ai fenomeni di inquinamento elettromagnetico. Tra le tematiche affrontate, infatti, non mancherà quella, di grande attualità sul nostro territorio, relativa alle antenne. E’ del 13 dicembre 2004, d’altronde, l’approvazione della legge regionale n° 45. Con essa la Provincia acquisirebbe specifiche competenze in merito alla gestione ed alla pianificazione delle antenne. La norma, inoltre, dovrebbe essere inserita all’interno del piano provinciale di coordinamento. L’assessore all’Ambiente, Antonio Assogna, in tal senso, ha espresso parere favorevole alla predisposizione immediata di uno studio dettagliato sullo stato dell’inquinamento elettromagnetico. Il convegno inizierà alle 15,30 nella sala polifunzionale della provincia. Oltre ad esperti ambientali, interverranno il presidente Ernino D’Agostino, il consigliere regionale Augusto Di Stanislao, il sindaco di Roseto, Franco Di Bonaventura.

An.Val.

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L’ELETTROSMOG CAMBIA IL DNA

dna
Effetti mortali di particolari campi magnetici negli insetti, mutazioni nei topi.
Interessante, per un fenomeno che secondo Battaglia, Veronesi & co. non esiste
Se sottoposto a forti campi elettromagnetici il Dna di un individuo puo’ anche trasformarsi.
Lo dimostra uno studio condotto con fondi Ue da tre ricercatori dell’Accademia delle scienze e delle arti del Kosovo, secondo i quali la scoperta rischia di mettere in dubbio l’affidabilita’ dei test del Dna su cui si fondano molte indagini in campo criminologico.
Dal lavoro emerge infatti che la struttura del Dna non e’ fissa, ma potrebbe essere condizionata da fattori biologici o biochimici.
Nell’esperimento, riferisce l’universita’ di Pristina, sono stati utilizzati tessuti di topo.
Lo studio segue precedenti ricerche condotte presso lo stesso ateneo su conseguenze dell’elettrosmog come gli effetti mortali di particolari campi magnetici negli insetti.

Sull’elettrosmog, Franco Battaglia (sì, ancora lui) ha scritto il libro “Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte”, a cui Umbertone Veronesi (sì ancora lui) ha garantito la prefazione.
Sull’opera, Carlo Stagnaro (sì, ancora lui) scriveva su “La provincia di Como”:

Un fantasma si aggira per l’Italia.
E’ lo spettro dell’elettrosmog.
Invisibile, impalpabile e inafferrabile, penetra nelle case, si aggira per strada, allunga le sue eteree mani ossute su giovani e vecchi.
Così, almeno, vorrebbe il refrain ambientalista.
Invece, sconfiggere questo evanescente nemico è molto più facile di quanto si creda.
E’ come il babau della nostra gioventù: puoi cercarlo sotto il letto o dentro l’armadio, perfino negli angoli più reconditi e bui della camera, ma non lo troverai.
Per la semplice ragione che non esiste.
Lo sostiene Franco Battaglia, docente di chimica fisica alla Terza Università di Roma, nel suo ultimo libro: Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte.

Si tratta di una raccolta commentata degli articoli che lo scienziato ha pubblicato su diverse riviste e quotidiani per dimostrare che, dietro lo spauracchio dell’inquinamento elettromagnetico, si nascondono in realtà sordidi obiettivi politici e concreti interessi economici.

“Non è stato difficile scoprire la verità – spiega Battaglia a La Provincia – Dopo un primo sommario esame dei rapporti dell’Organizzazione mondiale della sanità era chiaro che vi era un abisso tra le conoscenze in possesso dalla comunità scientifica e le notizie propagandate dai media, da alcune associazioni ambientaliste e da alcune associazioni sedicenti per la difesa dei consumatori”.

“Ogni studio più attento di quei rapporti dell’OMS e di quelli di altre istituzioni (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, American Physical Society, etc.) avvalorava il sospetto che in Italia l’elettrosmog fosse un problema inventato da mercanti di terrore per tornaconto personale”.

Il professore non è certo tenero con gli ecologisti: ma non si può esserlo con persone che, andando contro il parere unanime della comunità scientifica, inventano di sana pianta un problema, lo spacciano per tragedia e si propongono come salvatori della patria – al non modico prezzo di un business (quello della misura dei campi e dell’interramento dei cavi) del valore di un centinaio di migliaia di miliardi di vecchie lire, cinquanta miliardi di euro se preferite.

Mica Bruscolini

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Cose di Casa – Contrastare l’elettrosmog e non solo

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Alcuni tessuti sono stati studiati con lo scopo di creare una barriera contro le onde elettromagnetiche.Questi materiali si utilizzano per confezionare tende e biancheria da letto, per tappezzare pareti, per la copertura di sedie e divani…

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Leucemia e linee di potenza: evidenze nascoste per 3 anni

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: Leucemia e linee di potenza: evidenze nascoste per 3 anni.

Il 29 ottobre scorso Sky News (https://www.sky.com/skynews/article/0,,30000-1157451,00.html) ha comunicato che il Ministero della Salute del Regno Unito avrebbe tenuto nascosto per tre anni uno studio che mette in relazione le linee di trasmissione dell’energia elettrica e la leucemia infantile. I bambini al di sotto dei 15 anni vissuti entro 100 metri dalle suddette linee sono stati sottoposti ad un rischio doppio di contrarre la leucemia.

In un’intervista pubblicata ieri 30 ottobre dal quotidiano l’ “Independent” (https://news.independent.co.uk/uk/health_medical/story.jsp?story=577526), il dott. Gerald Draper, del Gruppo di Ricerca su Cancro nell’Infanzia di Oxford, ha negato di aver soppresso i risultati del suo studio che ha esaminato 35000 casi di leucemia infantile fra il 1962 ed il 1995. Drapped ha ammesso di aver presentato i suoi risultati preliminari in un convegno “privato” 18 mesi fa. Ha aggiunto che a quel tempo i risultati dello studio erano “confusi”.

Non appena Sky News ha iniziato a parlare del nuovo studio, il Partito Conservatore inglese ha diffuso un comunicato stampa (https://www.conservatives.com/tile.do def=news.press.release.page&obj_id=116894)
in cui chiede al Governo Blair di rendere noto quando sia venuto a conoscenza di tali risultati e le azioni intraprese in merito. Il Partito Conservatore ha aggiunto che se tale rapporto è stato tenuto segreto per 3 anni, ciò rappresenterebbe una “disgrazia”.

Cordiali saluti.
Raffaele Capone.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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Giornale di Brescia – Ageostan, maglie-laboratorio

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