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PLERT Bologna

Contributo del Comitato Cittadini Indipendenti “Città del Tricolore” al Piano Provinciale di localizzazione dell’emittenza radio e televisiva (PLERT) della Provincia di Bologna

Le nostra associazione di volontariato per la difesa dell’ambiente e tutela della salute, ha posto alle istituzioni più volte il problema di come integrare nel territorio le antenne radio televisive, che producono l’inquinamento elettromagnetico in maniera sia paesaggistica, che tenendo conto della salute delle persone.
Fare delle valutazioni in merito a una pianificazione tecnica non è semplice in quanto non abbiamo una divisione di monitoraggio ambientale idonea a studi specifici. Tuttavia intendiamo apporre alcune considerazioni sia del risanamento del pregresso, sia per le attuali riconfigurazioni delle antenne. Innanzitutto siamo contrari alla scelta di carattere estetico-artistico, ma intendiamo invece richiedere che nelle vicinanze di tali apparati ci sia cartello indicatore con le normative riguardanti informazioni del gestore, ma anche di distanza di sicurezza a tutela della salute per le radiazioni emesse.
Riteniamo necessario un continuo monitoraggio sul fondo elettromagnetico, con analisi delle criticità e il continuo aggiornamento delle mappature cartografiche da consultarsi in tempo reale, con informazioni ai cittadini. Ci riserviamo comunque di elaborare una valutazione più approfondita nei prossimi incontri, tenendo conto anche delle osservazioni di altri comitati e associazioni di consumatori, per disegnare un piano provinciale che tenga conto soprattutto della persona affinché possa vivere in un ambiente sano.

Associazione Comitato Cittadini Indipendenti
Adriana Palleni, la presidente

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TELEFONO, TUMORE PAROTIDE…

Il mio caso penso non sia unico in Italia, molte persone si saranno trovate ad affrontare il calvario di un tumore nella zona di utilizzo del telefono cellulare, senza pensare che la colpa sia di questi infernali giocattoli.
Mi rivolgo al coordinatore del forum per chiedere di sensibilizzare di più i vostri sostenitori, e magari rivolgervi maggiormente a questo studio oltre che al problema delle antenne, perchè ad ogni antenna possono corrispondere migliaia di altre fonti di radiazione potenti, i cordless a lunga gittata e i cellulari.
Cerchiamo di smuovere tutti gli studiosi che già conoscono quanti danni possano fare le onde telefoniche e che la pensano diversamente da Veronesi o da chi ha fatto studi per conto delle compagnie telefoniche.
Cerchiamo di costituire un comitato che possa avere voce e denunciare questi danni.
In altri paesi esistono già, contattiamoli.
Certo c’è bisogno del vostro aiuto e della vostra conoscenza e direzione.
A questo proposito vorrei affidarmi a voi per avere dati che esaudiscano la mia ricerca.
Sono appena stato operato alla parotide sinistra, mi hanno asportato un tumore maligno: Carcinoma mucoepidermoide.
Da più di vent’anni uso, in azienda, un cordless molto potente con antenna posizionata sui tetti, telefono modello “Jetfon”.
Il telefono l’ho sempre ascoltato a sinistra.
Vi chiedo.
Quali relazioni ci sono fra le onde del cordles e il mio tumore?
Potete fornirmi dei dati sicuri e valutabili?
Io sono convinto che purtroppo dopo l’utilizzo per ventidue anni per 10 ore al giorno di questo infernale telefono,sia la causa del mio tumore.
Come dimostrarlo?
Grazie per la vostra collaborazione,cordiali saluti.

Angelo Stradiotti

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“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”

Dal Corriere.it del 27/6/2004.

“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”
“Il cellulare in tasca riduce la fertilità negli uomini”
“Una ricerca dell’Università ungherese di Szeged: «Deteriora sia la concentrazione che la mobilità degli spermatozoi» ”

BUDAPEST (UNGHERIA) – Continua il dibattito in campo medico sulla nocività dei telefoni cellulari. Secondo una nuova ricerca sugli effetti sulla salute dell’uso dei cellulari, l’uso del telefonino può ridurre del 30% la produzione di sperma dell’uomo. Si tratta del primo studio a indicare che la fertilità maschile può essere danneggiata dalle emissioni. I più a rischio sono gli uomini che portano il cellulare nell’apposita custodia attaccata alla cintura o nelle tasche dei pantaloni. Ma perfino gli spermatozoi che sopravvivono all’esposizione subiscono un danno parziale, riducendo ulteriormente la fertilità.

LA RICERCA – Gli scienziati che hanno effettuato lo studio, in primo luogo il dottor Imre Fejes, del dipartimento di ostetricia e di ginecologia dell’Università di Szeged in Ungheria, avvertono però che il lavoro va approfondito, per confermare la scoperta e stabilire i meccanismi di funzionamento del fenomeno. Lo studio verrà presentato martedì prossimo a Berlino, in Germania. Ha scritto il dottor Fejes: “L’uso prolungato di telefoni cellulari può avere un effetto negativo sulla spermatogenesi (produzione di sperma) e sulla fertilità maschile, perché deteriora sia la concentrazione sia la mobilità degli spermatozoi”.

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