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ANSA – il 75% Italiani dorme meno di 6 ore

sonno
ANSA.it – IL 75% ITALIANI DORME MENO DI 6 ORE, 28% FATICA A PRENDERE SONNO

Peccato che non ci sia il minimo accenno all’esposizione elettromagnetica in cui versa l’intera popolazione italiana e non solo.
Vittima inconsapevole di esposizioni a impianti radiotrasmittenti di radio, televisioni, telefonini , questi portati addirittura a letto e con il cordless quasi in ogni famiglia, la popolazione ormai versa in uno stato di tale stress neurologico che nel sonno manifesta tutti i disagi che proietta durante il giorno: lo squilibrio psico fisico inevitabilmente ha consegnato alla cronaca quotidiana violenza di ogni genere, dai delitti di famiglia ai suicidi in ogni strato sociale, tra medici e poliziotti, tra giovani e meno giovani, è il segnale della stato di agitazione permanente che per una lite anche banale porta a delitti con tale regolarità poiché manca quella capacità di autocontrollo.
Ripercussioni ovviamente anche sul lavoro, la qualità ne soffre, con gente ansiosa o che sonnecchia sul posto di lavoro non giova certamente all’economia in generale i cui contraccolpi li abbiamo notati già da tempo.
Insisto nel lanciare accuse nell’epidemia elettromagnetica, così come tanti medici tedeschi spesso lanciano appelli ai governanti, proprio perché hanno riscontrato reversibilità di manifestazioni neurologiche quando i loro pazienti si sono allontanati da zone elettrocontaminate.
Altro che allungamento dell’età, aumento di peso corporeo, alcool, cattiva alimentazione: questa è solo disinformazione.

Antonio Gagliardi-Elettrosmog Volturino.

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L’ELETTROSMOG INSERITO NEL PROGRAMMA DELL’UNIONE

Grazie all’appello lanciato dal Coordinamento dei Comitati romani contro l’elettrosmog l’ultima versione del Programma dell’Unione contiene un chiaro riferimento alla lotta contro l’inquinamento elettromagnetico.

Il mese scorso il Coordinamento dei Comitati romani aveva lanciato un appello, raccolto dalla stampa (Corriere della Sera del 6 febbraio), in cui si denunciava l’assenza nel Programma dell’Unione di qualsiasi riferimento alle politiche di tutela della salute della popolazione circa l’esposizione alle sorgenti di inquinamento elettromagnetico.

L’appello è stato raccolto dal Gruppo dei Verdi che, in uno degli ultimi incontri al Tavolo dell’Unione, ha sostenuto con forza l’esigenza che il Programma “Per il Bene dell’Italia” contenesse un espresso richiamo all’elettrosmog.

Allego di seguito il testo della parte in cui si definiscono gli ambiti di intervento su cui l’Unione si impegna ad agire qualora assuma il governo del paese:

“Si rende inoltre necessario ritornare ai principi della legge quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra”.

Siamo convinti che poteva essere fatto di meglio e di più per esaltare le politiche di tutela nei confronti dell’elettrosmog; si tratta, in ogni caso, di un piccolo ma significativo successo, ottenuto grazie alle pressioni esercitate dalle realtà civiche ed in particolare dal Coordinamento romano, che da anni si batte per il riconoscimento di una efficace e reale tutela della popolazione contro il proliferare delle sorgenti di emissione elettromagnetica.

Giuseppe Teodoro

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