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Cellulari e tumori

Fonte: GENITRONSVILUPPO Cosa sanno i neurologi dei cellulari che noi non sappiamo? La settimana scorsa 3 eminenti neurochirurghi in un’intervista per la CNN con Larry King hanno dichiarato che non tengono il cellulare accanto alle loro orecchie. “Credo sia una pratica sicura”, ha dichiarato il Dr. Keith Black, chirurgo al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, “quella di utilizzare un viva-voce in moda da mantenere lontana l’antenna a microonde dal proprio cervello”. Così i ricercatori sono nuovamente al lavoro per scoprire se il più grande strumento di business è la causa del cancro al cervello per le persone che lo utilizzano costantemente.

Il Dr. Vini Khurana, professore associato di neurochirurgia presso l’Australian National University ha dichiarato apertamente la sua critica verso i cellulari spiegando: “Io uso i cellulari sono con il viva-voce. Non lo tengo assolutamente vicino al mio orecchio. Così con la recente morte del senatore statunitense Edward M. Kennedy di un tumore che gli scettici verso i cellulari lo associano all’uso del dispositivo elettronico, hanno contribuito a rinfocolare il lungo e discusso dibattito sull’uso del cellulare e del cancro. Il supposto legame fra la malattia e l’uso del telefono mobile non è convalidato da molti esperti tra cui l’American Cancer Society. La teoria che i cellulari provochino tumori cerebrali “sfida la credulità”, ha dichiarato il Dr. Eugene Flamm del Montefiore Medical Center. Secondo la Food and Drug Administration, 3 grandi studi epidemiologici dal 2000 non hanno mostrato effetti nocivi. Il CTIA – la Wireless Association, il principale gruppo di commercio e industria dei cellulari ha dichiarato: “La stragrande maggioranza degli studi che sono stati pubblicati in rinomate riviste scientifiche di tutto il mondo dimostrano che i telefoni mobili non rappresentano un rischio per la salute”.

Ma il F.D.A. rileva tuttavia che la ricerca non risponde a domande e quesiti a lungo termine riguardo l’esposizione all’uso del cellulare. Per questo numerosi critici spiegano che gli studi sono viziati proprio per questo motivo e perché non distinguono un uso casuale e da uno frequente. Ad ora si sa che i cellulari emettono radiazioni non ionizzanti, quindi solo onde di energia che sarebbero troppo deboli per rompere i legami chimici e danneggiare la struttura del DNA causando notoriamente il cancro. E non vi è alcun meccanismo biologico noto a spiegare come le radiazioni ionizzanti potrebbero causare il cancro. Ma i ricercatori che hanno sollevato le preoccupazioni sono gli stessi a dire che solo perché la scienza non può spiegare il meccanismo non significa necessariamente che il danno possa compiersi. Preoccupazioni si sono concentrate poi sul calore generato dai cellulari e dal fatto che le frequenze radio vengono assorbite in gran parte dalla testa e dal collo. In studi recenti però suggeriscono un rischio, i tumori tendono a verificarsi sullo stesso lato della testa dove il paziente tende generalmente ad appoggiarvi il telefono cellulare. L’anno scorso già l’American Journal of Epidemiologyha pubblicato dei dati che evidenziano un rischio più elevato del 58% per un tipo di tumore dovuto all’uso pesante del cellulare in Israele. E ancora un altro studio svedese ha evidenziato un raddoppio del rischio di neuroma acustico dopo 10 anni di pesante uso del cellulare.

Penetrazione delle radiazioni dei telefoni cellulari nel cranio di un uomo adulto, di un bambino di 10 anni e in uno di 5 anni

Tutt’ora persone come Louis Slesin, redattore del Microwaves News ha dichiarato che “Ci sono alcuni risultati molto sconcertanti e che suggeriscono un grave problema anche se è troppo presto per giungere a conclusioni definitive”. Il Dr. Paul J. Rosch, professore al New York Medical College invece ha annunciato una pesante realtà “Sempre più bambini utilizzano i cellulari e proprio loro possono esserne i più colpi. I loro cervelli sono in rapida crescita ma il loro cranio è ancora molto sottile”. E dietro le quinte fra cellulari e fornitori di servizio sta avendo seguito la tanto attesa ricerca della Interphone, il progetto di ricerca in cui partecipano 13 paesi di tutto il mondo coordinato da un’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Il progetto considerato il più completo ad esaminare il potenziale legame tra uso del cellulare e cancro dovrebbe essere stato originariamente pubblicato nel 2006 ma la relazione finale non è stata ancora rilasciata e la frustrazione tra alcuni scienziati si sta percependo, spiegando che tale ritardo non dovrebbe essere tollerato in un contesto come questo. Ad oggi per le persone che sono preoccupate per ogni possibile rischio una soluzione molto semplice è quella di utilizzare un auricolare. Ma il timore è anche dovuto al fatto che nonostante il rischio individuale dell’utilizzo del cellulare sia basso, con 3 miliardi di utenti in tutto il mondo, anche un minuscolo rischio si tradurrebbe in una grande preoccupazione per la salute pubblica a livello globale. “Non possiamo ancora dire con certezza che i cellulari siano sicuri o meno”, ha dichiarato il Dr. Nero nell’intervista della CNN. “La mia preoccupazione è che con l’utilizzo diffuso dei cellulari, la peggiore delle ipotesi sarebbe di scoprire una correlazione fra cancro e telefoni mobili in via definitiva in studi che termineranno fra 10 anni, quando milioni di dispositivi mobili verranno utilizzati costantemente in tutto il mondo”.

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Effetti del cellulare GSM sul cervello

Uno studio scientifico condotto in Italia dimostra possibili effetti dell’uso dei telefoni cellulari GSM sulle persone affette da epilessia a causa degli stimoli subiti dalla corteccia cerebrale adiacente ad essi.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Fatebenefratelli “San Giovanni Calibita” di Roma, diretti da Paolo M. Rossini, ed è stata pubblicata sul numero di luglio degli “Annals of Neurology”.

E’ stato visto che la curva di eccitabilità intracorticale dell’emisfero cerebrale esposto si modifica significativamente durante l’uso del cellulare, rispetto all’emisfero non esposto.

Riferimento: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ana.20906/abstract

I ricercatori hanno sottoposto un gruppo di volontari a campi magnetici corrispondenti a quelli dei tipici cellulari prodotti con un’apparecchiatura di stimolazione magnetica transcranica.

Subito prima, subito dopo e a un’ora dalle sedute sperimentali, della durata di 45 minuti ciascuna, hanno rilevato i potenziali evocati a livello della corteccia motoria.

In 12 dei 15 soggetti testati, l’eccitabilità intracorticale era significativamente modificata, anche se l’effetto era transitorio e in un’ora la situazione tornava quella precedente all’esposizione.

Riportiamo qui di seguito l’abstract pubblicato sugli “Annals of Neurology”, luglio 2006.

Lo studio è stato cofinanziato dalla Telecom.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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“Mobile phone emissions and human brain excitability”

Florinda Ferreri, MD 1 2, Giuseppe Curcio, PhD 1 3, Patrizio Pasqualetti, PhD 2, Luigi De Gennaro, PhD 3, Rita Fini, Tech 1 2, Paolo Maria Rossini, MD, PhD 1 2 4 *

1Department of Neurology, University Campus Biomedico, Isola Tiberina

2Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca, Department of Neuroscience, Hospital Fatebenefratelli, Isola Tiberina

3Department of Psychology, University La Sapienza, Rome

4Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Centro S. Giovanni di Dio, Hospital Fatebenefratelli, Brescia, Italy

*Correspondence to Paolo Maria Rossini, Department of Neuroscience, Hospital Fatebenefratelli, Isola Tiberina 39, 00186 Rome, Italy

Funded by:
Telecom Italia Mobile; Grant Number: EC7305
Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca

Abstract

Objective

To test – via Transcranial Magnetic Stimulation (TMS) – the excitability of each brain hemisphere after real or sham exposure to the electromagnetic field (EMF) generated by a mobile phone operating in the Global System for Mobile Communication (GSM).

Methods

Fifteen male volunteers attended two experimental sessions, one week apart, in a cross-over, double-blind paradigm. In one session the signal was turned ON (EMF-on, real exposure), in the other it was turned OFF (EMF-off, sham exposure), for 45 minutes. Motor Evoked Potentials (MEPs) were recorded using a paired-pulse paradigm (testing intracortical excitability with 1 to 17 ms interstimulus intervals), both before and at different times after exposure to the EMF. Short Intracortical Inhibition (SICI) and Facilitation (ICF) curves were evaluated both on the exposed and non-exposed hemispheres. Tympanic temperature was collected during each session.

Results

The intracortical excitability curve becomes significantly modified during real exposure, with SICI being reduced and ICF enhanced in the acutely exposed brain hemisphere as compared to the contralateral, non-exposed hemisphere or to sham exposure. Tympanic temperature showed no significant main effect or interactions.

Interpretation

These results demonstrate that GSM-EMFs modify brain excitability.
Possible implications and applications are discussed. Ann Neurol 2006

Received: 27 November 2005; Revised: 29 April 2006; Accepted: 2 May 2006

Digital Object Identifier (DOI)
10.1002/ana.20906 About DOI

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“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”

Dal Corriere.it del 27/6/2004.

“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”
“Il cellulare in tasca riduce la fertilità negli uomini”
“Una ricerca dell’Università ungherese di Szeged: «Deteriora sia la concentrazione che la mobilità degli spermatozoi» ”

BUDAPEST (UNGHERIA) – Continua il dibattito in campo medico sulla nocività dei telefoni cellulari. Secondo una nuova ricerca sugli effetti sulla salute dell’uso dei cellulari, l’uso del telefonino può ridurre del 30% la produzione di sperma dell’uomo. Si tratta del primo studio a indicare che la fertilità maschile può essere danneggiata dalle emissioni. I più a rischio sono gli uomini che portano il cellulare nell’apposita custodia attaccata alla cintura o nelle tasche dei pantaloni. Ma perfino gli spermatozoi che sopravvivono all’esposizione subiscono un danno parziale, riducendo ulteriormente la fertilità.

LA RICERCA – Gli scienziati che hanno effettuato lo studio, in primo luogo il dottor Imre Fejes, del dipartimento di ostetricia e di ginecologia dell’Università di Szeged in Ungheria, avvertono però che il lavoro va approfondito, per confermare la scoperta e stabilire i meccanismi di funzionamento del fenomeno. Lo studio verrà presentato martedì prossimo a Berlino, in Germania. Ha scritto il dottor Fejes: “L’uso prolungato di telefoni cellulari può avere un effetto negativo sulla spermatogenesi (produzione di sperma) e sulla fertilità maschile, perché deteriora sia la concentrazione sia la mobilità degli spermatozoi”.

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