Posts Taged elettrosmog

Cose di Casa – Contrastare l’elettrosmog e non solo

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Alcuni tessuti sono stati studiati con lo scopo di creare una barriera contro le onde elettromagnetiche.Questi materiali si utilizzano per confezionare tende e biancheria da letto, per tappezzare pareti, per la copertura di sedie e divani…

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Insonnia, mal di testa

Insonnia, mal di testa, tachicardia, tendiniti. Questo lamentano gli abitanti di via Carducci. E danno la colpa alle antenne telefoniche della Tim, della Omnitel, della Wind e della H3g installate sui piloni dello stadio Appiani, davanti alle case, sopra le teste della gente. In una parola: elettrosmog. L’esposto inviato alla Procura dai residenti si è tradotto in una complessa indagine coordinata dal pubblico ministero Renza Cescon. Il magistrato – ipotizzando il getto pericoloso di cose e le lesioni colpose – ha affidato al dottor Massimo Montisci, dell’Istituto di medicina legale dell’Università, e al professor Giuliano Bressa, già docente di tossicologia ambientale, il compito di studiare il fenomeno e di accertarne il nesso causale con l’ipotesi di reato. Ma la scienza ha potuto dare solo risposte deboli, non sufficienti ad affrontare un dibattimento. Per questo il rappresentante dell’accusa ha chiesto l’archiviazione del caso. Tuttavia gli abitanti di via Carducci si oppongo ad un colpo di spugna della magistratura. Ieri mattina, dinanzi al giudice Cristina Cavaggion, hanno ribadito le proprie ragioni. Il giudice si è riservato di decidere sulla sorte dell’inchiesta.
I campi elettromagnetici tanto bene non fanno. Questo è un sospetto diffuso. Ma le attuali conoscenze scientifiche escludono una correlazione causale tra l’esposizione alle emissioni a bassi livelli di radiazione e le sintomatologie lamentate dagli abitanti della via. In sostanza – è costretto a concludere il pubblico ministero – i malesseri patiti dalle parti offese non risultano essere in nesso materiale diretto con gli scarsi valori delle radiazioni non ionizzanti registrati. Nè è possibile sotto il profilo medico-legale classificare quei disturbi fisici come “malattia”. In sostanza, gli studi sin qui compiuti in via sperimentale non sono sufficienti per attribuire una rilevanza penale alle antenne dei telefonini.

Di differente opinione i residenti. Alcuni mesi fa, in concomitanza con il deposito della consulenza tecnica disposta dalla Procura, il professor Angelo Levis, presidente dell’Apple, l’associazione contro l’elettrosmog, aveva censurato le conclusioni dei periti dell’accusa, ricordando in particolare come proprio il professor Bressa sia un assertore della elettrosensibilità a tal punto da vendere attrezzature di difesa dai campi elettromagnetici. A dare ragione agli abitanti ci sono poi le consulenze dei medici legali Carlo Scorretti, docente all’Università di Parma, e Raffaele Giorgetti.

Una cosa è certa: in tema di elettrosmog gli enti locali predicano bene ma razzolano male. Basti ad esempio ricordare una recente indagine della Provincia sugli elettrodotti secondo la quale sarebbero almeno cinquemila le persone a rischio. Ma se questo è vero, perchè allora viene rilasciata una gran quantità di concessioni per l’installazione di antenne e tralicci? Bisogna proprio dire che il comportamento degli enti è “evangelico”: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Peccato che in gioco ci sia la salute della gente.

G.Colt.

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Prevenzione elettrosmog

Le recenti e più convinte notizie sulla nocività dei campi elettromagnetici, sostenute da ricerche e studi epidemiologici, che ne confermano la fondatezza, ha dato un ennesimo input ai comitati antielettrosmog di Avellino, per sostenere in città e in provincia la campagna di prevenzione. I comitati, insieme al dottore Gianfranco Turis, stanno avendo in varie scuole della città e della provincia incontri divulgativi per chiarire il rischio cui si è sottoposti utilizzando in maniera errata il cellulare, che porterebbe ad un aumento dell’incidenza neoplastica al nervo acustico. L’obiettivo che intendono raggiungere Gianfranco Turis, dirigente medico del P.S. del «Moscati» di Avellino, e i centri antielettrosmog è di limitare l’uso del cellulare, rivolgendosi soprattutto ai giovani studenti. Secondo alcune anticipazioni, l’Amministrazione comunale di Avellino, col sindaco Giuseppe Galasso, avrebbe deciso di approfondire l’argomento per una maggiore tutela della salute dei cittadini, costituendo una consulta ambientale che possa seguire e dare risposte a numerose tematiche.

Il Mattino online

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ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/2004

ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA
SONO SCONCERTANTI I RISULTATI DI UN’ULTERIORE RECENTISSIMA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SVEDESE: L’USO PROLUNGATO DEL CELLULARE FA QUADRUPLICARE IL RISCHIO DI NEUROMA ACUSTICO, TUMORE BENIGNO DEL NERVO UDITIVO. GLI EPIDEMIOLOGI DEL KAROLINSKA ISTITUTE DI STOCCOLMA SONO ARRIVATI A QUESTA CONCLUSIONE CONFERMANDO COSI’ I RISULTATI DEL 2002 OTTENUTI DA LORO COLLEGHI DELL’UNIVERSITA’ DI OREBRO, SEMPRE IN SVEZIA.
LA NUOVA RICERCA E’ STATA CONDOTTA NELL’AMBITO DI UNO STUDIO COORDINATO DALL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO (IARC), ORGANISMO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS).
Lo studio epidemiologico è stato condotto fra tutti gli ammalati di neuroma acustico diagnosticato, fra il 1999 ed il 2002, in individui di eta’ compresa fra 20 e 69 anni in Svezia. Si è visto che il rischio di contrarre tale patologia raddoppia dopo 10 anni di uso del cellulare. Il rischio sale a 3.9 volte se si considera il lato del capo sul quale viene appoggiato il cellulare durante la telefonata.
Uno degli autori dello studio, il prof. Anders Ahlbom, membro dell’ICNIRP e vice direttore del dipartimento di epidemiologia del Karolinska Istitute di Stoccolma, che nel corso di un’intervista ha per ora rifiutato di rivelare i risultati riguardanti altri tipi di tumori del cervello, quali l’astrocitoma ed il meningioma, dichiara: “Se sono possibili i neuromi acustici, allora l’argomentazione che gli effetti non sono biologicamente plausibili non è applicabile; e non sappiamo cosa sia possibile .”, e continua affermando che, addirittura, “. non si può escludere la possibilità che l’esposizione a breve termine abbia un effetto che può rivelarsi soltanto dopo un lungo periodo di latenza”.
Un altro prestigioso epidemiologo, il dr. Sam Milham (Dipartimento per la Salute dello Stato di Washington, USA), che lavora sugli effetti della radiazione elettromagnetica da più di 20 anni, dichiara che “. ciò è solo la punta di un iceberg . se i cellulari possono causare neuromi acustici, essi possono anche causare tutti gli altri tipi di tumori del cervello”. Lo stesso Milham non pensava che un aumentato rischio di tumore potesse essere visibile così presto. “Da quello che conosciamo sulla latenza dei tumori solidi – egli dice – non ci si aspetterebbe di vedere un aumento a 10 anni e sarebbe più plausibile a 20 anni di esposizione”. Il prof. Lennart Hardell, epidemiologo dell’Università di Orebro, sempre in Svezia, afferma che la ricerca di Ahlbom conferma i suoi risultati ed aggiunge: “noi consideriamo il neuroma acustico come un tumore che segnala un aumento del rischio di cancro generato dai cellulari. I risultati possono indicare un incremento del rischio per altri tipi di tumori del cervello”.
Quando vennero pubblicati i risultati dello studio di Hardell, nel 2002, questi furono bruscamente criticati da tanti altri ricercatori, compresi importanti esponenti dello stesso istituto Karolinska che definirono Hardell un allarmista ed un irresponsabile. Questo drammatico precedente deve costituire un chiaro messaggio per tutti coloro che, anche in Italia, sottovalutano o addirittura negano ogni rischio dovuto all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, contribuendo cosi’ a mettere a rischio la salute pubblica.
Riferimenti:
Lonn, Stefan; Ahlbom, Anders; Hall, Per; Feychting, Maria, “Mobile Phone Use and the Risk of Acoustic Neuroma”, Epidemiology. 15(6):653-659, November 2004, USA, www.epidem.com.
Microwave News, October 2004, PO Box 1799, Grand Central Station, New York, NY 10163-1799, USA, edited by Louis Slesin, www.microwavenews.com.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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Principio di Precauzione

caution
Da: “Beatrice Bardelli”
Oggetto: Principio di Precauzione

Amici,

l’unione fa la forza. Dobbiamo fare noi corretta informazione in ITALIA,
paese all’ultimo posto in Europa, insieme alla Turchia, per quanto riguarda
l’informazione (l’Italia è al 174° posto nel mondo: fonte Freedom House
statunitense).
A chi chiede “dati certi” dobbiamo rispondere che non è questo che recita
il Principio di precauzione su cui si fonda la nostra Legge quadro italiana
(n.36/2001) ed a cui ha fatto esplicito riferimento l’OMS nel famoso
documento del marzo 2000.

Beatrice Bardelli
+++++++++++++++++++++++++++++++
PRINCIPIO di PRECAUZIONE
< una POLITICA DI GESTIONE DEL RISCHIO che viene applicata in circostanze
caratterizzate da un alto grado di incertezza scientifica e riflette la
NECESSITA’ DI INTERVENIRE nei confronti di un rischio potenzialmente grave
SENZA ATTENDERE I RISULTATI DELLA RICERCA SCIENTIFICA >.
Da: Buriani Ernesto
A: elettrosmog@ondakiller.it; FORUMelettrosmogCONACEM@yahoogroups.com;
consumocritico@peacelink.it
Cc: Forum Elettrosmog ; forum
ambientalista
Oggetto: R: [elettrosmog] R: [FORUMelettrosmogCONACEM] R: [elettrosmog] R:
…SE ALZI IL PREZZO NON COMPRO .GRANDE MOBILITAZIONE PER SALVARELE NOSTRE
TASCHE .INVIA TANTE EMAIL ED SMS …
Data: lunedì 27 settembre 2004 9.42
Beatrice , non avevo certo intenti polemici, ci mancherebbe , so bene da
che parte è la porta dove tirare….. Sono assolutamente d’accordo con la
tua posizione , però, viste le grandi difficoltà che si hanno a dialogare
con enti e istituzioni che spesso fanno orecchie di mercante dicendo di non
avere competenze tecniche e quant’ altro e quindi chiedono dati certi ,
credo che si debba fare uno sforzo anche solo per selezionare ,
sistematizzare e organizzare quello di cui si dispone , rimanendo anche con
le orecchie aperte (fare da “antenna “…….perdonatemi) nei confronti di
tutte le notizie e studi di settore, creando anche un network fra utenti
che superi il forum, in modo da presentarsi con della documentazione
“monolitica”, da opporre anche nei TAR.
I TAR sono ad oggi l’ unico presidio che è rimasto , (e non tutti), il
“soldo” dei gestori ha comprato tutto…….Stà per partire una campagna
televisiva TIM sull’ UMTS con i costi della quale si potrebbero sfamare
metà degli affamati del mondo…..
A Reggio si stanno a per installare almeno 20-30 antenne SRB nei prossimi
mesi , con opposizione dei cittadini condivisa dalle circoscrizioni , ma
non conta nulla , passano dappertutto.
Che Dio (per chi ci crede) ce la mandi buona.
Saluti a tutti.

Ernesto Buriani
Process Engineering Innovation
—–Messaggio originale—–
Da: Beatrice Bardelli Inviato: venerdì 24 settembre 2004 15.29
A: FORUMelettrosmogCONACEM@yahoogroups.com; elettrosmog@ondakiller.it;
consumocritico@peacelink.it
Cc: Forum Conacem; Forum Elettrosmog; forum ambientalista
Oggetto: [elettrosmog] R: [FORUMelettrosmogCONACEM] R: [elettrosmog] R: .SE
ALZI IL PREZZO NON COMPRO .GRANDE MOBILITAZIONE PER SALVARELE NOSTRE TASCHE
….INVIA TANTE EMAIL ED SMS …
Proprio per quello che dici è stato reso obbligatorio dalla legge applicare
il Principio di precauzione per la questione campi elettromagnetici. E tale
Principio che è legge europea e legge nazionale va applicato anche in
assenza di dati certi. Ripeto per l’amianto. Il primo studio sulla sua
pericolosità risale al 1934 e quindi non ne è bastato uno. Altrimenti non
ci sarebbero stati tutti quegli operai morti per amianto. Pensa che oggi
non si è ancora raggiunto il PICCO delle morti (e dei morti) per
esposizione all’amianto. Tale PICCO sarà raggiunto solo tra qualche anno. E
l’industria sapeva come sapevano tante belle teste di scienziati.
Nonostante questo in Canada, paese produttore ed esportatore di amianto,
l’amianto NON è considerato cancerogeno. Vogliamo prenderci in giro e non
vogliamo ammettere che siamo noi le famose CAVIE su cui gli industriali ed
i gestori plurimiliardari stanno facendo la loro bella sperimentazione di
massa? I loro prodotti (cellulare-antenna) non sono dotati di Certificato
di Innocuità. E su questo non ci piove. La strenua difesa a priori
dell’utilizzo dei cellulari con la motivazione che mancano dati scientifici
certi non è stata riscontrata in altri campi molto meno foraggiatori di
miliardi. Un esempio? Gli OGM. E’ bastato un dubbio per bloccare tutto. Nel
nostro settore (elettrosmog) si stanno accumulando di giorno in giorno
dubbi su dubbi. E per questo dobbiamo far finta di niente ed aspettare che
TUTTI i risultati coincidano? Ma questo non è MAI successo! Vedi anche
l’esempio del FUMO. E qui mi fermo.

Beatrice Bardelli

———-
Da: Buriani Ernesto <>
A: elettrosmog@ondakiller.it; consumocritico@peacelink.it
Cc: Forum Conacem ; Forum
Elettrosmog ; forum ambientalista

Oggetto: [FORUMelettrosmogCONACEM] R: [elettrosmog] R: .SE ALZI IL PREZZO
NON COMPRO .GRANDE MOBILITAZIONE PER SALVARELE NOSTRE TASCHE .INVIA TANTE
EMAIL ED SMS …
Data: giovedì 23 settembre 2004 18.28
Beatrice , la documentazione sulla pericolosità dei telefonini e più in
generale delle sorgenti MicroWave a bassa potenza (antenne) è moltissima ma
contraddittoria. Recentemente , in un incontro con ARPA di Reggio Emilia (e
le autorità comunali , in merito ad una installazione SRB da noi
contestata), confrontando la pericolosità latente oggi dei CEM, con quella
latente negli anni 60 sull’ amianto, mi è stato risposto che per l’ amianto
è bastato UNO studio epidemiologico per dimostrarne la pericolosità, mentre
per le MicroWaves questo non esiste , ci sono tanti studi che dimostrano la
pericolosità come altrettanti che la negano. A questo punto , poiché sono
ASSOLUTAMENTE convinto che i CEM ad alta frequenza , anche a bassa potenza,
siano pericolosi , e che il limite di 6 V/m sia criminale (soprattutto nel
contesto legislativo e burocratico Italiano), invito tutti a concentrarsi
sulla ricerca , analisi e divulgazione di notizie CERTE E AGGIORNATE di
studi esaustivi sul tema , in quanto , tra l’ altro , la rivendicazione
legale del Principio di Cautela , sarebbe fortemente supportata da studi
CERTI , AGGIORNATI E CERTIFICATI. Se le notizie che i telefonini fanno male
sono certe, divulghiamole , segnalando i link dei centri di Ricerca ,
articoli , ricercatori e quant’ altro utile in materia. Purtroppo se
vogliamo fare qualche cosa (senza arrivare al Napalm….), dobbiamo alzare
il tiro e diventare molto più scientifici e rigorosi. Scusate se ho fatto
casino. Ciao a tutti.

Ernesto Buriani
Process Engineering Innovation
Comitato Pro

—–Messaggio originale—–
Da: Beatrice Bardelli [
Inviato: giovedì 23 settembre 2004 9.42
A: consumocritico@peacelink.it
Cc: Ondakiller; Forum Conacem; Forum Elettrosmog; forum ambientalista
Oggetto: [elettrosmog] R: .SE ALZI IL PREZZO NON COMPRO .GRANDE
MOBILITAZIONE PER SALVARELE NOSTRE TASCHE .INVIA TANTE EMAIL ED SMS …

Vi prego. Usate l’e-mail.
Non usate sms.
Stiamo combattendo da anni contro l’elettrosmog se anche voi, consumatori
critici, non capite il problema potremo suicidarci. Inviare sms significa
usare i cellulari. Più cellulari vengono usati più antenne vengono
“occupate”. Se i messaggi superano il numero di spazio presente in ogni
antenna i gestori potranno dire che SERVONO altre antenne e che sono
COSTRETTI dai CONSUMATORI ad installare tante altre ANTENNE per soddisfare
le loro richieste. Ed i gestori ne sono felici perché già stanno
guadagnando migliaia di miliardi per questo uso irrazionale dei cellulari
fatto dagli italiani. Brava gente sì ma che si fa menare per il naso dalla
pubblicità e dalla moda. Unici al mondo. Bel record. Ma la cosa tragica in
questo campo è che se tu usi molto il cellulare ed io no, può capitare (e
capita spessissimo) che la maledetta antenna la mettano proprio vicino a
casa mia o all’asilo di mia figlia. E poi riflettete una buona volta. Se le
assicurazioni di tutto il mondo, da quest’anno, si sono rifiutate di
assicurare le ditte che producono cellulari per timore di dover risarcire
anche gli EREDI, cosa vuol dire? Che gli studi ormai ci SONO. E dicono che
i cellulari sono pericolosi per la salute umana. Oltre ad essere strumenti
perfetti per tenere sotto controllo le persone. Se tutto questo vi lascia
indifferenti allora usate pure i vostri cellulari full time (e non solo per
le emergenze).
Vuol dire che gli italiani, tutti, hanno deciso che “è bello fare da cavia
per questa enorme sperimentazione di massa”. Ricordo che il sistema
cellulare-antenna è stato immesso sul mercato SENZA uno straccio di
documentazione che ne provi l’innocuità (che non esiste). Per questo il
prof. Hyland nel suo intervento al Parlamento europeo nel 2001 ha scritto
che le persone costrette ad una esposizione continua ai campi
elettromagnetici emesse dalle antenne, 24 ore al giorno per tutti i giorni
dell’anno per tutti gli anni della loro vita dovrebbero appellarsi al
Codice di Norimberga.

Beatrice Bardelli
Coordinamento Comitati toscani contro l’elettrosmog
———-
> Da: SOS CONSUMATORI
> A: consumocritico@peacelink.it
> Oggetto: .SE ALZI IL PREZZO NON COMPRO .GRANDE MOBILITAZIONE PER
SALVARELE NOSTRE TASCHE .INVIA TANTE EMAIL ED SMS …
> Data: mercoledì 22 settembre 2004 22.49
>
> La frase da inviare per email a tutti è:
> “se alzi il prezzo non compro ! ” – Collegati a questo link
>
> https://www.sosconsumatori.it/se_alzi_non_compro.htm Sos Consumatori
> www.telefonoblu.it ” fai il passaparola , inoltra questo sms
>
> La frase da inviare per sms a tutti è:
> “se alzi il prezzo non compro ! – Sos Consumatori”
www.telefonoblu.it
> fai il passaparola , inoltra questo sms
>
> I prezzi sono aumentati terribilmente dalla introduzione dell’euro ,
> le responsabilità sono diverse . Ma le polemiche contano poco ,
> contano i fatti . Oggi occorre fare di tutto per far risparmiare le
> famiglie
vessate
> dai prezzi . Non lanciamo alcun messaggio politico o parole d’ordine
> di
tipo
> politico .Rischierebbe infatti di generare ulteriore confuzione e non
> vogliamo fare denuncie di improbabili aumenti dell’inflazione per non
> favorire l’aumento dei prezzi come è invece stato fatto in questi
> ultimi
due
> anni. Abbiamo lanciato la campagna “Se alzi il prezzo non compro
> telefono blu sos consumatori ” che partirà simbolicamente il 16 di
> settembre e si prolungherà almeno per un mese . Si tratta di un grande
> , spe-riamo grandissimo passaparola fra i consumatori di tutte le
> regioni . Si invia alla proprie amiche ed amici un sms con questa
> frase .Altrettanto si fa
con
> le email inserendo oltre la frase anche il sito
> www.sosconsumatori.it ove
> oltre gli aggiornamenti si trovano le informazioni e tutte le azioni
> ,
decaloghi
> possibili per risparmiare .Telefono Blu Sos Consumatori ha raccolta
> già molte adesioni ,l’associazione Tu Dici collegata da 5 anni a
> Telefono Blu
,
> Liberi Consumatori , Azione Sociale (un coordimento di associazioni
> del sociale ) e altre decine di piccole associazioni in Italia.Sono
> migliaia
i
> consumatori che stanno inviando email ed sms ,ma abbiamo bisogno anche
del
> tuo aiuto .Contiamo insomma di raggiungere fra sms ed email otre un
milione
> di persone con questa catena. L’iniziativa comunica Pierre Orsoni ,
> punta inoltre a chiedere al Governo , alle Regioni e agli Enti locali
> :modifica studi di settore ,diminuzione accise benzina e vera
> concorrenza, saldi libe-ralizzati , trasparenza dei prezzi e
> osservatori regionali,
concorrenza
> al ribasso del sistema bancario/creditizio. Ovviamente ,facciamo sul
serio ,
> e l’appello è a tutti i consumatori a non comprare da chi ha alzato il
> prezzo .

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L’ODISSEA DEL 57ENNE MALATO DI ELETTROSMOG

“A stare in casa stavo male”
IL PRIMO COLPITO IN ITALIA

Fa capire che avrebbe fatto volentieri a meno di tutta questa pubblicità. Giuseppe Carletti, il 57enne di Cremona, è il primo malato in Italia di elettromagnetismo. L’odissea del pensionato, ex autista dell’Aem, ancora giovane, sia anagraficamente che di spirito, è iniziata quattro anni fa, dopo che una nota compagnia telefonica ha istallato un ponte (così si definiscono quelle specie di centraline che servono a mettere in rete i vari tralicci) proprio nel cortiletto retrostante il condominio dove vive, al civico 117 di via Del Giordano. “Quando sono in casa, ormai mi viene l’ansia, mi sento qualcosa che non so dire” racconta Giuseppe Carletti. La sua vita è cambiata da qualche anno. “Non ho mai sofferto di mal di testa. All’inizio quando andavo a fare le prime visite, non dicevo nemmeno di aver dietro casa quell’ap parecchiatura. Non associavo minimamente le due cose”. Il rumore, un ronzio martellante, continuo, ma la notte… “Non riuscivo più a dormire, nemmeno ora, sebbene l’abbiamo attutito con dei pannelli appositi antirumore” spiega il 57enne. Al punto che anche ora, per lui ormai ipersensibile e malato, quel rumore è una tortura cinese. Giuseppe Carletti è il primo malato di elettromagnetismo in Italia: malato certificato. “Ho prima fatto una vista all’Ospedale Maggiore, un breve periodo di ricovero” racconta Carletti. I sintomi, anzi i malori, erano diventati, poco tempo dopo l’istalla zione della centralina, insistenti. Mal di testa “Quelle fitte come se avessi un ago di una macchina da cucire continua. Fitte all’arcata sopraccigliare sinistra, che scendeva, e poi l’occhio che mi lacrimava di continuo” racconta Carletti. Mal di testa perenne, lui che non aveva mai sofferto di mal di testa, a volte persino il vomito. Insonnia l’unico modo per fuggire a quella tortura era uscire di casa. “Mi sembrava che la cosa si attenuasse quando ero fuori”. I consulti medici. Prima alla Clinica le Ancelle di Cremona. Diagnosi: cefalea a grappolo martellante. Un anno fa entra in cura al Centro per le cefalee dell’Università degli Studi di Parma. Riscontrati i sintomi, riscontrato che non v’era nulla di fisiologico che potesse giustificarli, anche per i medici era diventato un rebus stabilire quale fosse la causa. La svolta all’Unità Operativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro, un anno fa. Qui con tutta la documentazione accumulata negli anni, Giuseppe Carletti per la prima volta ha parlato di quel ripetitore ad un metro dalla finestra di casa. Esaminato tutto, visitato il 57 enne, per la prima volta viene individuato nel ripetitore la causa inquinante che provoca i disturbi al signor Carletti. Nel corso degli anni la famiglia Carletti ha presentato alcuni esposti all’Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, demandata al controllo delle antenne e degli impianti per telefonia mobile. L’Arpa ha riscontrato che effettivamente il rumore prodotto da quell’apparecchiatura, raffreddata con dei potenti condizionatori, era troppo elevato. Tanto che alla compagnia telefonica era stata elevata anche una contravvenzione e che la stessa era stata invitata a dotare di pannelli insonorizzanti la struttura. Cosa che alla fine è stata fatta. Ora il rumore è molto attutito. Un ronzio, qualcosa di sottile. “Lui è traumatizzato, ormai lo percepisce, ancora, specie di notte” racconta la moglie. Adesso tutta la vicenda è finita sul tavolo della Procura della Repubblica, un procedimento penale per lesioni a carico della compagnia telefonica.

Onda dopo onda l’elettrosmog è diventata anche una malattia. Come dire una cosa che forse era già “nell’aria”, che la si poteva aspettare. L’epoca della telefonia mobile si è aperta infatti accompagnata da decine di comitati, spontanei, sorti ogniqualvolta ci si trovasse di fronte all’istallazione di una nuova antenna. Cosa curiosa, infatti, perchè da anni, al contrario, le nostre città sono popolate da raditrasmettitori, ben più potenti delle antenne per telefonia mobile ma come dire ignorate. A parte questo resta il fatto che negli ultimi cinque anni sono cresciute come funghi queste ultime. I tetti dei palazzi, i tralicci, magari utlizzati anche per altri scopi, sono diventati i posti ideali per l’istallazione di antenne. Per quanto riguarda i danni prodotti dall’elettromagnetismo qui le scuole di pensiero sono profondamente differenti, e difficile forse trovare oggi una spiegazione o una teoria scientifica che sia unanimemente seguita. Ad esempio, come in molti ricordano, il caso delle antenne e delle parabole di Radio Vaticana, avevano acceso una forte polemica nell’opinione pubblica. Uno studido, fatto su alcuni quartieri romani, in prossimità dei trasmettitori, dimostravano come dal 1987 al 1995, si erano reigstari numerosi casi di lecuemia,s pecie tra i bambini. La legge in materia di trasmettitori è piuttosto restrittiva in Italia, tanto che le frequenze su cui viaggiano questi impianti sono decisamente più basse. Stabilire gli effetti a lungo termine sul corpo umano dall’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche è per il momento impossibile, essendo troppo recenti gli studi effettuati sul cosiddetto elettrosmog. Lo afferma la nota informativa della direzione generale degli Studi del Parlamento europeo (Scientific and Technolical Options Assessment). Questo non vuol dire però che siano scongiurati pericoli o rischi concreti. Secondo gli esper ti del centro studi europeo, l’esposizione continuata ai campi elettromagnetici potrebbe provocare danni gravi alla salute. Tutti siamo esposti quotidianamente a questi campi, provocati automaticamente dalla produzione di energia elettrica. Questo riguarda l’uso degli elettrodomestici in casa, il monitor dei computer, telefoni cellulari e le stazioni di base, i cavi dell’alta tensione, i cavi elettrici sotterranei. Ora, mentre è possibile schermare i campi elettrici, dai campi magnetici ci si può difendere solo allontanandosi dalla fonte di produzione. I rischi per la salute sono numerosi, puntualmente elencati nel rapporto. Dalle alterazioni al metabolismo alle conseguenze prodotte dai radicali liberi emessi dai campi elettromagnetici: danneggiamento delle proteine e delle membrane cellulari, modificazione dei geni e del DNA, riduzione degli ormoni antiossidanti, alterazione dei processi enzimatici e biochimici essenziali, alterazione dei livelli di calcio presenti nel sistema nervoso centrale, del cervello e del cuore. Possibili rimedi, secondo lo STOA: lontananza dalle fonti che producono campi elettromagnetici, riduzione dell’uso di cellulari e elettrodomestici, dieta antiossidante ( cavoli, cavoletti di Bruxelles, broccoletti, cavolfiore, crescione, fermenti lattici).

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Elettrosmog, Quali regole?

Data: 04/09/02
Tipologia: Incontro informativo
Partecipazione come: Sponsorizzazione
Organizzato da: organizzato
Presso: Festa provinciale dell’Unità, Bologna

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Newton – La giacca della salute

Un nuovo tessuto per fodere difende il corpo dall’elettrosmog, senza chiederci di cambiare look

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Elettrosmog: una sola scienza una sola verità

Data: 20/10/01
Tipologia: Convegno
Partecipazione come:
Organizzato da: organizzato
Presso: Lacco Ameno, Ischia

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Cose di Casa – Contro l’elettrosmog

Alcuni tessuti sono in grado di creare una barriera che aiuta a schermare le onde elettromagntiche. Si usano per le tende, per la biancheria del letto, o per rivestire le pareti

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