Convegno campi elettromagnetici

Convegno campi elettromagnetici

Buonasera a tutti,
mi presento: sono Vito Pignataro dalla provincia di Bari,  da alcuni mesi sono diventato elettro-ipersensibile (tra l’altro pare che, questa dell’ elettroipersensibilità, in Italia sia solo un’invenzione di alcuni visionari che stanno male se esposti a CEM) ed ho cominciato ad interessarmi alla questione CEM da un ottica diversa. Devo questo mio nuovo superpotere al fatto che stando in ufficio, a causa di chissà quale fonte inquinante, sono stato irrorato da microonde di una certa intensità.

Inoltre, avendo un passato da radioamatore ed un’esperienza di 25 anni nel campo delle telecomunicazioni, posso permettermi di dire di avere un minimo di cognizione di causa, almeno nelle questioni tecniche.

Vengo al dunque.

A chi dice che il telefonino fa più male della SRB, vorrei far notare che, anche se la potenza di trasmissione del telefonino è inversamente proporzionale al livello di segnale rilevato (se si è in una cantina, il CEM del telefonino è di parecchi v/metro), il telefonino ha una trasmissione continua solo durante le fasi di reale attività (conversazione, collegamento dati, SMS, ecc..) altrimenti, trasmette solo un brevissimo impulso alla SRB ogni tot. secondi di assoluta inattività.

Le emissioni delle SRB sono continue per 24 h al giorno, non si a la possibilità di spegnerle di notte, e se chi ha installato le antenne è stato abbastanza bravo, ti può capitare un bel fascio di 6 V/metro (ammesso che il trasmettitore sia nella norma) direttamente sul letto dove in genere trascorri circa 8 ore a notte.

Non mi pare che le cose siano realmente paragonabili!

Certamente c’è che del telefonino ne fa un abuso, ma questa è una scelta individuale e spesso, grazie alle grosse e strapagate campagne di disinformazione, inconsapevole.

In altri paesi, i medici hanno fatto una campagna di informazione sulle precauzioni d’uso del cellulare, il Ministro della salute Francese ha fatto la stessa cosa, in Italia pare che le onde elettromagnetiche siano indispensabili alla salute delle persone, non si sa se una dose più massiccia possa fare più bene di una dose ridotta!

Il nostro Istituto Superiore della Sanità, pagato da noi per tutelare la nostra salute, si permette il lusso di organizzare un convegno di presentazione del nuovo progetto CAMELET dove ha invitato a relazionare una schiera di personaggi orientati (non voglio pensare al peggio) che per tutta la durata del convegno hanno continuato quasi ad elogiare le proprietà terapeutiche dei CEM. Non uno scienziato fuori dal coro, quasi che verrebbe da pensare che il dibattito sulla pericolosità dei CEM non sia mai esistito. Non mi pare che ci siano spazi per cominciare, per esempio, a censire la popolazione (sempre crescente) che accusa disturbi di un certo tipo o che si ammala di determinate malattie. Eppure basterebbe diffondere una corretta informativa ai medici di base ed utilizzarli per la raccolta dei dati. Ma questo non può accadere in Italia, non prima che il problema sia diventato di dimensioni enormi.

Comunque, a parte lo sfogo, vorrei che si cominci ad evitare di parlare SOLO di telefonia mobile, ma che si parli delle innumerevoli fonti di inquinamento elettromagnetico ugualmente dannose, e delle quali non se ne fa parola.

Da quando, come dicevo prima, ho in nuovi superpoteri, percepisco (stando male) le frequenze utilizzate da alcuni dispositivi, e quindi, contrariamente a chi i superpoteri non ce li ha, posso cercare (nei limiti del possibile) di espormi, probabilmente la mia ipersensibilità mi eviterà di avere dei problemi più gravi in seguito (lasciatemi essere ottimista!)

Ho cominciato a notare che:

  • la lampada a basso consumo che ho sulla scrivania emette una buona quantità di CEM (cambiato lampada e rimesso la lampada ad incandescenza, consumo di più ma è meno nociva);
  • l’unità centrale del PC è un piccolo forno a M.O., con un piccolo rilevatore di fughe di M.O. ho visto che è peggio del telefonino in condizioni di campo ridotto (con 4€ ho comprato un rotolo di nastro adesivo di alluminio ed ho sigillato le perdite come se si trattasse di fuoriuscita di liquidi, ed ho allontanato il pc dalle gambe);
  • ad una distanza di circa 25 cm dal monitor ho misurato con uno strumento a banda larga (500Khz-3Ghz) circa 6 V/metro (ho imparato a mettermi il più lontano possibile dal monitor)

Queste, e molte altre, sono le azioni che metto in atto giornalmente per limitare i danni, ma tutto questo dipende da me.

Se un mio vicino di casa fa un contratto con una compagnia telefonica, anche se non necessario o non richiesto, quasi sicuramente avrà in dotazione un bel modem o router WI-FI, lui sarà un felice ed inconsapevole nuovo pollo arrosto, ed io avrò un occasione in più per tare male.

Che posso fare per difendermi da questo? Nessuna se non intervengono nuove leggi!

O ancora.. tutti gli installatori di impianti di antifurto, hanno l’abitudine di lasciare i Radar a M.O. accesi, anche quando l’allarme è disinserito.

Il risultato è che le persone vengono, ancora una volta inconsapevolmente, inondate da CEM di una certa intensità (pensate che anche a 15-20 metri, il piccolo radar rileva il segnale riflesso dalla persona in movimento che fa da bersaglio).

Finché si tratta di impianti domestici, seppur inconsapevolmente, ognuno è libero di fare quello che gli pare, ma vi rendete conto che non esistono locali pubblici senza questi ordigni?

Che dire dei musei? Alla prossima visita in un museo date un’occhiata in giro, e fatemi sapere.

Eppure basterebbero piccoli accorgimenti in fase di installazione e evitare questo problema!

Niente!

Non se ne parla perché tutta la dialettica si sposta puntualmente sui telefonini, e non si parla di altro!

Probabilmente ho cominciato a stare male perché un installatore incosciente ha potenziato un paio di dispositivi WI-FI, ha utilizzato delle antenne direzionali (forse delle parabole) ed ha messo su un ponte radio per interconnettere due LAN, una delle due, per errore, era puntata nel mio ufficio e mi ha distrutto l’esistenza.

Ma la domanda che pongo io è la seguente:
Se i nostri bravi scienziati, finalmente cominciassero ad occuparsi seriamente della questione, si potrebbe pensare ad una più restrittiva e seria regolamentazione?
E’ possibile che se hai un picclo bruciatore per il riscaldamento di casa, a momenti hai bisogno del porto d’armi,e se decidi di acquistare ed installare apparati del genere non devi dar conto a nessuno?

Scusatemi tanto ma mi sono lasciato prendere la mano e solo ora mi sono accorto di aver esagerato un po’.

Scusatemi ancora e grazie all’amministratore per avermi accettato nel forum (mi rendo conto che sarò immediatamente radiato, non tanto per i contenuti, quanto per la logorrea).

Vito Pignataro – Forum elettrosmog

ageostan

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