La ricerca

Risanare l’ambiente è un lavoro lungo e difficile poiché, al di la di auspicabili provvedimenti tesi al recupero ambientale, in verità dipende in massima parte da un’inversione di comportamenti,abitudini, educazione e cultura che richiederà un serio metodo educativo e quindi una lenta maturazione.
C’è però un aspetto dell’inquinamento ambientale, da qualche anno sempre più seguito e studiato a vari livelli, che può essere affrontato e risolto in tempo reale, poiché non dipende da un comportamento della collettività, ma solo da un atto di imperio del singolo; parliamo dell’inquinamento “indoor”, cioè dei luoghi chiusi.
Quest’aspetto è estremamente importante in considerazione del fatto che, in realtà, ognuno di noi trascorre in ambienti confinati (casa, vettura, posto di lavoro) oltre l’ottanta per cento della propria giornata e quindi della propria vita. Oggi, questo genere di inquinamento, presente negli ambienti chiusi, è di tre tipi: chimico – organico – fisico. E’ su questo ultimo versante che Ageostan® Medical Engineering rivolge le sue attenzioni, approfondendo lo studio delle alterazioni di campo magnetico nell’ambiente. Viviamo infatti in una civiltà dominata dall’energia elettrica, da fonti di calore e di luce che rendono tutto più comodo e funzionale. Le tecnologie che contribuiscono al raggiungimento di questo scopo causano, tuttavia, alterazioni di campo magnetico creando uno squilibrio elettrico che provoca marcate ripercussioni sulla sfera psico-fisica dei soggetti.
Il nostro corpo, essendo costituito in gran parte da cellule di metalli, sviluppa correnti elettromagnetiche ed in presenza di fonti energetiche si carica di energia. Le nostre cellule sono concepite per funzionare a una data tensione e, non possono sopportare grosse sollecitazioni e differenze di potenziale.
L’alterazione del campo magnetico naturale, il conseguente squilibrio elettromagnetico, e le inevitabili conseguenze sulla qualità della vita delle persone, sono evidenze che hanno motivato Ageostan® Medical Engineering a concentrare sempre più la sua attività di ricerca e studio sulla realizzazione di tecnologie in grado di proteggere l’individuo dall’elettrosmog.
Nei laboratori Ageostan® Medical Engineering, da subito, venne approntato un particolare reticolo selettivo in grado di neutralizzare gli effetti negativi dei campi elettromagnetici: venne brevettato e denominato S.T.A.N. (Stuoia Trapuntata Antionde Nocive).
I ricercatori Ageostan® vollero ambiziosamente sottoporre gli esiti delle loro ricerche a numerose Associazioni di medicina alternativa (BERIAR e BIOCIBERNETICA) che, attraverso avanzate apparecchiature quali; Moratest, Vegatest ed EAV, evidenziarono in modo inequivocabile il riequilibrio dell’organismo che faceva uso di S.T.A.N..
Si diede poi inizio alle prime operazioni di test presso L’Istituto di Medicina Sperimentale del C.N.R. e l’Università La Sapienza, di Roma, con sperimentazioni su cellule epiteliali e linfociti, che irradiate ad alta e bassa frequenza subivano rilevanti modifiche. Veniva poi eseguito nuovamente il test interponendo tra la fonte radiante e le cellule lo S.T.A.N. e si poteva apprezzare il fatto che queste ultime rimanevano inalterate.