Nota: la maggiore incidenza di leucemia infantile entro i due chilometri da Radio Vaticana è risultata di 6 volte e non di 2 volte come erroneamente scritto.
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Il gip ha chiesto alla Procura nuovi accertamenti sui casi di leucemia Elettrosmog, riparte l’inchiesta sulle emissioni di Radio Vaticana
È di nuovo bufera sull’elettrosmog di Radio Vaticana. Un’indagine riparte dopo aver rischiato di diventare carta straccia e i difensori degli indagati minacciano di ripercorrere la vecchia strada del ricorso in Cassazione.
La ripresa dell’inchiesta è dovuta al gip Zaira Secchi: il giudice ha disposto che la procura compia altri accertamenti sui casi di leucemia denunciati dai cittadini di Roma nord. È l’esito in cui speravano il procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e il pm Stefano Pesci, che avevano proposto l’archiviazione non per convinzione ma soltanto come escamotage per aggirare il problema dei termini scaduti. L’accusa ha giocato d’azzardo e ha vinto, cosa che ha suscitato qualche malumore nella difesa: l’avvocato Marcello Melandri, annunciando che si rivolgerà alla Suprema Corte, ha definito «abnorme» l’ordinanza del gip.
L’inchiesta è stata aperta nell’ottobre del 2003 per accertare se nove casi di leucemia mieloide, che hanno colpito altrettanti bambini fra il ’94 e il 2000, siano da imputare all’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana, a Santa Maria di Galeria, e del radar della Marina militare a La Storta.
Il Coordinamento dei comitati Roma Nord avrebbe individuato altri 19casi più recenti e intanto sul registro degli indagati sono finiti in sei: il cardinale Roberto Tucci, padre Pasquale Borgomeo e l’ingegnere Costantino Pacifici per l’emittente della Santa Sede (a causa dell’elettrosmog Tucci e Borgomeo sono già stati condannati in primo grado a dieci giorni di arresto per getto pericoloso di cose); gli ufficiali Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco ed Emilio Guarini per l’impianto con le stellette. A questo punto sarà una perizia epidemiologica a stabilire se c’è un legame tra i tumori e le onde elettromagnetiche.
Per i Comitati Roma nord la decisione del giudice «è una notizia che ci riempie di fiducia e speranza nel corso della giustizia, ci saranno altri due anni per scoprire la verità. Se Radio Vaticana non ha nulla da temere, perchè non accettare le decisioni del tribunale?».
«Finalmente si riparte», dice il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, sottolineando che «però bisogna dare in fretta una risposta ai cittadini».
L’associazione ricorda che «un’indagine epidemiologica della Agenzia di sanità pubblica evidenzia un eccesso di leucemie infantili entro i sei chilometri da Radio Vaticana, con un raddoppio del rischio nel raggio di due chilometri».
«I cittadini che vivono in quest’area – conclude Parlati – hanno diritto di essere informati e soprattutto tutelati».
Lavinia Di Gianvito
RADIO VATICANA / IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI CHIEDE ALTRI DUE ANNI D’INDAGINE.
“La notizia di poco fa ci riempie di fiducia e speranza nel corso della Giustizia.” Questa la prima reazione a caldo del Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
E continuano: “Ci sgomenta invece la dichiarazione dei legali degli indagati della Radio Vaticana: ricorrere per la seconda volta in Cassazione costituisce un ennesimo tentativo di sottrarsi all’accertamento della Verità.”
“Se Radio Vaticana e la Santa Sede non hanno nulla da temere, perché non accettare le decisioni del Tribunale di Roma ?”
“Se la Radio Vaticana e la Santa Sede affermano che i loro impianti non hanno mai nuociuto alla salute delle decine di migliaia di Cittadini che vivono in quel territorio, non esisterà occasione migliore per dimostrare scientificamente questa loro tesi.”
“Chiediamo la massima collaborazione degli enti sanitari locali preposti, fra cui la ASL Roma E, perché mettano a disposizione dei periti della Procura della Repubblica tutti i dati epidemiologici in loro possesso, anche attraverso i dati sulle esenzioni per le patologie gravi e le schede delle dimissioni ospedaliere”.
“I Cittadini stanno raccogliendo già i dati nel territorio, ma non possono essere lasciati soli in questo lavoro”.
“Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord aveva già fornito ai magistrati 12 nuovi casi a marzo 2004, mentre altri 7 ne sono stati trovati successivamente, le cui schede sanitarie vengono via via portate in Tribunale. Questi 19 casi non sono inclusi nelle indagini precedenti che si fermavano al 1999.”
“Quanti altri casi i Cittadini, da soli, non sono riusciti a censire ?”
“Quanti casi si dovranno ancora verificare perché vengano prese delle soluzioni radicali, come lo spostamento della stazione radiofonica vaticana in un territorio sufficientemente lontano da ogni presenza umana e tale da non nuocere più a nessuno ?”

Alleghiamo l’Abstract di un art. scientifico pubblicato su “Prague Medical Reports”, 2005; 106 (1): 91 – 100, in cui viene riportato che esponendo dei topi al campo elettromagnetico a frequenze della telefonia mobile si influenza l’attività cerebrale nei topi, e precisamente si dimostra un effetto sull’attività della corteccia cerebrale e dell’ippocampo.
Gli autori concludono affermando che i risultati del loro studio costituiscono una conferma che il campo elettromagnetico generato dai cellulari può influenzare l’attività del sistema nervoso centrale, e costituiscono altresì una conferma di alcune recenti ricerche sui possibili rischi per la salute umana a causa dell’uso dei cellulari.
Saluti,
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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“Effect of whole-body exposure to high-frequency electromagnetic field on the brain electrogeny in neurodefective and healthy mice.”
Barcal J, Cendelin J, Vozeh F, Zalud V.
Department of Pathophysiology of the Faculty of Medicine in Pilsen, Charles University in Prague, Czech Republic. jan.barcal@lfp.cuni.cz
A direct registration of brain cortical and hippocampal activity during a high-frequency electromagnetic field (HF EMF) exposure was performed. All experimental procedures were done under urethane anaesthesia (20%, 2 g/kg i.p.) in Lurcher mutant mice, wild type (healthy littermates) were used as controls. Experimental animals were exposed to the HF EMF with frequency corresponding to cellular phones. Our method is based on the use of gel electrodes (silicon tubes or glass microcapillaries filled with agar) where the connection with classical electrodes is located out of HF EMF space. ECoG evaluation showed a distinct shift to lower frequency components but clear effect has been observed only in wild type (healthy) mice whereas in Lurcher mutant mice only gentle differences between frequency spectra were found. Measurement of hippocampal rhythmicity showed gentle changes with increase of higher frequencies (i.e. opposite effect than in cortex) and changes in theta oscillations registered from a dentate gyrus and CA1 area in both types of animals (healthy and mutant). These findings support the idea about possible influencing the central nervous system by HF EMF exposure and support also some recent results about possible health risks resulting from cellular phones use.
PMID: 16007915 [PubMed – indexed for MEDLINE]

Premetto che prima di interessarmi, per conto di Italia Nostra di SRB, ripetitori TV, radio ed elettrodotti ho fatto l’imprenditore fino al 31.12.99.
Quindi capisco che i gestori di telefonia mobile, delle tv e delle radio ritengano, avendo pagato una concessione di poter rivendicare il loro diritto a trasmettere.
Però UN DIRITTO NON DEVE SIGNIFICARE FARE CIO’ CHE SI VUOLE DETURPANDO LE CITTA’ A PIACERE: infatti prima di tutto le SRB e alcuni ripetitori nel bel mezzo delle città e nei punti panoramici sono un obbrobrio troppo spesso tollerato per consentire maggiori profitti. Poi dietro ogni innovazione possono esserci motivi di apprensione per la salute che non possono essere trattati in questo modo dall’ex Giornale di Montanelli con il pretesto di raccogliere consensi raccontando che si poteva evitare l’incidente di Linate per nebbia a causa della leggi del Centro Sinistra. Peccato che invece di tirare in ballo il prof. Veronesi “Il Giornale” non abbia ripetuto “le solite rassicurazioni del padre del codice delle Comunicazioni” ovvero l’ex ministro Gasparri…. Chi ha spirito critico intenda ma non credo proprio che la verità si possa spalmare in questo vergognoso modo per assecondare una campagna elettorale preludio di disordini, scontri e non certamente di dialogo, convivenza civile e concertazione.
Mario Cicchetti Italia Nostra Genova
Roma,
Riceviamo e rigiriamo al Forum un farneticante scritto di Franco Battaglia pubblicato su “Il Giornale” del 27/2/06.
Saluti,
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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E Prodi rilancia il fantasma elettrosmog
di Franco Battaglia
Franco Battaglia
Quando me l’hanno detto non volevo crederci e, a costo di passare per scortese malfidato, ho controllato. A pagina 148 del programma dell’Unione – quello titolato «Per il bene dell’Italia» – sta scritto, testualmente: «Si rende necessario ritornare ai principi della legge quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra».
Diciamo la verità: non è a Palazzo Chigi che dovremmo mandarli, ma a Regina Coeli o, se preferiscono, a San Vittore. I lettori fedeli del Giornale apprezzeranno; per i nuovi arrivati, val la pena ricordare alcune circostanze.
Innanzitutto, ricordiamo che l’elettrosmog non esiste. Fu, esso, un’invenzione, approvata quasi all’unanimità, appunto, dal governo di centrosinistra. La genialità l’ebbe uno dei Ds, poi prontamente premiato vice-ministro, che fece notare che interrare le linee di trasmissione elettrica sarebbe stato un affare di 2 miliardi di vecchie lire a chilometro: una torta da 50 miliardi di euro.
Bisognava solo inventare la scusa per incartarla e portarla a casa: a spartirla si sarebbero senz’altro messi d’accordo. Cominciarono col raccontare alla gente, attraverso tutti gli organi d’informazione che controllavano – dal Corriere della Sera a Repubblica a Raitre – che vivere vicino alle linee ad alta tensione fa venire il cancro. E l’elettrosmog fu. Poi, siccome non c’era nessuno in tutto il mondo col cancro per via dell’elettrosmog, dissero che bastava il sospetto per destare l’allarme (piuttosto, fu l’allarme ad essere procurato dai sospetti insinuati dallo stesso governo), e approvarono la legge-quadro. Quasi all’unanimità, dicevo: il ministro (e, internazionalmente stimato, oncologo) Umberto Veronesi osservò che non solo non si prende il cancro, ma neanche aumenta il rischio di cancro a vivere dentro una tenda sotto un traliccio dell’alta tensione.
Ma era uno contro tutti e la legge-quadro passò. Ma – si era alla fine della legislatura – non passarono i decreti attuativi che Veronesi aveva rifiutato di firmare, giudicandoli «immorali»:
spendere 100.000 miliardi di lire con la scusa di proteggersi da un inesistente rischio di tumore è immorale – disse e scrisse l’oncologo – perché con la stessa cifra, tanto essa è colossale, si sconfiggerebbe definitivamente il cancro, quello vero.
Contemporaneamente, alcune centinaia di scienziati (oncologi, radioprotezionisti, pediatri, biologi, fisici) scrissero al presidente Ciampi pregandolo di adoperarsi per bloccare quella vergognosa cuccagna. La lettera fu pubblicata per intero solo dal Giornale, unico quotidiano nazionale che già da tempo forniva informazione scientificamente corretta sull’allarme che era stato montato. Da parte sua, il presidente Ciampi, esaminata la questione e con ammirevole determinazione, pose quegli scienziati sotto l’ala protettiva del Suo alto patronato.
Il nuovo governo istituì due commissioni: una internazionale di illustri radioprotezionisti, oncologi, epidemiologi e fisici, e l’altra nazionale, presso l’Agenzia dell’Ambiente, presieduta da Renato Ricci, professore emerito di fisica e presidente onorario della Società italiana di fisica. Entrambe le commissioni dissero che l’elettrosmog non esiste, la legge-quadro sull’elettrosmog è stupida, e che i decreti attuativi che il precedente governo aveva proposto (ma non approvato per opposizione di Veronesi) avrebbero creato un colossale buco di bilancio senza alcun ritorno sanitario.
Il governo di centrodestra approvò così decreti attuativi tali da rendere inoffensiva la legge-quadro: ad esempio, pose la soglia di campo magnetico a 3 microtesla anziché ai 100 suggeriti dalla comunità radioprotezionista internazionale e adottati in tutto il mondo. Il centrosinistra voleva adottare 0.2 microtesla, giusto il valore che serviva per confezionare l’appetitosa torta. Ci fecero pure un referendum, poi snobbato da tutti, visto che ormai tutti avevano capito.
Se qualcuno dovesse giudicarmi severamente per via di quelle allusioni a Regina Coeli e San Vittore, giudichi piuttosto quanto segue. Le leggi anti-elettrosmog approvate dal centrosinistra, senza aver salvato nessuno da nessuna malattia, sono responsabili di parte del ritardo nell’installazione di quel radar la cui assenza contribuì al disastro aereo del 2001 all’aeroporto di Linate (119 morti); sono responsabili dell’assenza di campo che impedì, a chi ci provava col telefono cellulare, di invocare i soccorsi, sempre nel 2001, per un incendio in una struttura per disabili nel Salernitano (19 morti) e, l’anno dopo, per un malore in acqua di un bambino di un centro estivo nel Pescarese (poi morto, assieme alla maestra che tentava di salvarlo, per annegamento). Quelle leggi, infine, sono responsabili della condanna per concorso in omicidio subìta dai dirigenti di Radio Vaticana: una condanna che allunga la lista degli innocenti condannati dalla politicizzata magistratura italiana.
Dovessero andare al governo, la prima e forse unica cosa su cui tutti – da Rutelli a Pecoraro Scanio, da Di Pietro a Bertinotti – si troveranno d’accordo sarà realizzare quel punto di programma. «Per il bene dell’Italia», naturalmente. Presidente Ciampi, La imploro in ginocchio, non deluda le mie manifestazioni di ammirazione per la Sua determinazione: completi quel Suo lodevole impegno e gli faccia cancellare almeno quella sciagurata frase da quel programma. Lo faccia, stavolta sì, per il bene dell’Italia.

ANSA.it – IL 75% ITALIANI DORME MENO DI 6 ORE, 28% FATICA A PRENDERE SONNO
Peccato che non ci sia il minimo accenno all’esposizione elettromagnetica in cui versa l’intera popolazione italiana e non solo.
Vittima inconsapevole di esposizioni a impianti radiotrasmittenti di radio, televisioni, telefonini , questi portati addirittura a letto e con il cordless quasi in ogni famiglia, la popolazione ormai versa in uno stato di tale stress neurologico che nel sonno manifesta tutti i disagi che proietta durante il giorno: lo squilibrio psico fisico inevitabilmente ha consegnato alla cronaca quotidiana violenza di ogni genere, dai delitti di famiglia ai suicidi in ogni strato sociale, tra medici e poliziotti, tra giovani e meno giovani, è il segnale della stato di agitazione permanente che per una lite anche banale porta a delitti con tale regolarità poiché manca quella capacità di autocontrollo.
Ripercussioni ovviamente anche sul lavoro, la qualità ne soffre, con gente ansiosa o che sonnecchia sul posto di lavoro non giova certamente all’economia in generale i cui contraccolpi li abbiamo notati già da tempo.
Insisto nel lanciare accuse nell’epidemia elettromagnetica, così come tanti medici tedeschi spesso lanciano appelli ai governanti, proprio perché hanno riscontrato reversibilità di manifestazioni neurologiche quando i loro pazienti si sono allontanati da zone elettrocontaminate.
Altro che allungamento dell’età, aumento di peso corporeo, alcool, cattiva alimentazione: questa è solo disinformazione.
Antonio Gagliardi-Elettrosmog Volturino.
ROMA – Per un italiano su tre dormire diventa sempre piu’ difficile, e la notte si trasforma in un incubo. Secondo una indagine condotta da Salute Naturale su 1000 italiani di eta’ compresa fra i 25 e i 65 anni, gli insonni sono sempre di piu’: il 34% impiega piu’ di 20 minuti per addormentarsi, il 24% si sveglia di continuo nel cuore della notte, e per ritornare tra le braccia di Morfeo si prova di tutto; cosi’ il 75% degli italiani dorme ormai meno di 6 ore a notte.
Si parte dagli insonni cronici: il 12% sotto i 39 anni, il 17% fra i 40 e i 54 e addirittura il 22% sopra i 55 anni. Il disturbo notturno in assoluto piu’ frequente e’ quello della difficolta’ a prendere sonno che colpisce in maniera pesante il 28% degli italiani di tutte le eta’. In media, un italiano su tre (34%) impiega piu’ di 20 minuti ad addormentarsi; l’8% regolarmente piu’ di mezz’ora.
Per addormentarsi, spiega l’indagine, si prova di tutto e di piu’: cresce il ricorso a erbe e tisane rilassanti (59%) o si fa zapping col telecomando (52%); si prova con i sonniferi (46%) o si cerca di leggere un libro (41%); ci si fa un bagno caldo (34%) o si mettono i tappi alle orecchie se i rumori dalla strada non accennano a diminuire (25%).
Ma una volta addormentati la battaglia non e’ finita: un italiano su quattro (24%) si sveglia di continuo nel cuore della notte e il 19% alle prime luci dell|alba cede e decide di alzarsi e mettere su il caffe’.
”Il vero grande problema non soltanto l’insonnia cronica, quanto l’addormentamento e la difficolta’ a mantenere il sonno – commenta Marco Zucconi, neurologo del Centro Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano – i risvegli notturni stanno diventando la norma, come del resto la tendenza a dormire sempre di meno. In generale le cause vanno anche ricercate nell’allungamento dell’eta’, ma anche alla cattiva alimentazione e al conseguente aumento diffuso del peso corporeo, nonché all’incremento del consumo di alcol”.
In conclusione a dormire le classiche otto ore filate oggi e’ meno di un italiano su dieci (8%), mentre il 75% degli italiani dorme ormai meno di 6 ore.

Una università del Canada, la Lakehead University, nell’Ontario, ha deciso di ridurre al minimo la diffusione delle connessioni web senza fili, il cosiddetto WI-FI, visti i timori delle conseguenze che le onde possono avere per la salute. Secondo alcuni scienziati, le onde potrebbero provocare cancro e leucemia.
LA STAMPA – ESTERO pag 11
Grazie all’appello lanciato dal Coordinamento dei Comitati romani contro l’elettrosmog l’ultima versione del Programma dell’Unione contiene un chiaro riferimento alla lotta contro l’inquinamento elettromagnetico.
Il mese scorso il Coordinamento dei Comitati romani aveva lanciato un appello, raccolto dalla stampa (Corriere della Sera del 6 febbraio), in cui si denunciava l’assenza nel Programma dell’Unione di qualsiasi riferimento alle politiche di tutela della salute della popolazione circa l’esposizione alle sorgenti di inquinamento elettromagnetico.
L’appello è stato raccolto dal Gruppo dei Verdi che, in uno degli ultimi incontri al Tavolo dell’Unione, ha sostenuto con forza l’esigenza che il Programma “Per il Bene dell’Italia” contenesse un espresso richiamo all’elettrosmog.
Allego di seguito il testo della parte in cui si definiscono gli ambiti di intervento su cui l’Unione si impegna ad agire qualora assuma il governo del paese:
“Si rende inoltre necessario ritornare ai principi della legge quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra”.
Siamo convinti che poteva essere fatto di meglio e di più per esaltare le politiche di tutela nei confronti dell’elettrosmog; si tratta, in ogni caso, di un piccolo ma significativo successo, ottenuto grazie alle pressioni esercitate dalle realtà civiche ed in particolare dal Coordinamento romano, che da anni si batte per il riconoscimento di una efficace e reale tutela della popolazione contro il proliferare delle sorgenti di emissione elettromagnetica.
Giuseppe Teodoro
Contributo dell’associazione Comitato Cittadini Indipendenti “Città del Tricolore” al tavolo della Municipalità della città di Bologna per una integrazione ambientale, paesaggistica e sanitaria delle antenne della telefonia radiobase
Osservazioni: alcuni mesi fa abbiamo depositato le nostre osservazioni riguardanti la pianificazione delle antenne della telefonia radiobase con uno studio del Dott. Maurizio Vignati.
Tuttora riteniamo che il tavolo non risponda alle esigenze di tutti i cittadini. Innanzitutto manca la figura dell’Assessore all’Ambiente, concertazione indispensabile in riferimento alla tutela dell’ambiente e delle persone.
Poiché allo stato attuale dell’arte le antenne della telefonia aumentano continuamente, e la popolazione è costantemente esposta ai campi elettromagnetici sebbene i valori sono fissati ad un obiettivo di qualità, è utile confrontarsi con la letteratura scientifica ed con quanto pubblicato dall’OMS in riferimento alle città sane.
Tali antenne fisse, di fronte a una forte domanda di servizio, vengono sempre più installate in aree urbane, in prossimità di edifici e sui tetti degli edifici stessi. “Tutte intorno a te” così tante, da farci riflettere sull’evento contemporaneo delle tecnologie introdotte nella vita delle persone e i costi e benefici che esse producono.
Orientiamoci alla prevenzione. E fino a quando non ci saranno garanzie di rispetto, di normative più idonee di quelle attuali che garantiscano anche le fasce di età dei minori e delle persone più deboli a casa si patologie croniche, chiediamo di sospendere le nuove installazioni e riconfigurazioni delle antenne. Invitiamo la Municipalità a porre delle indicazioni culturali, etiche ed educative sull’uso del telefono cellulare, con limitazioni in alcuni luoghi da stabilirsi in collaborazione con i comitati. Se così non fosse invitiamo i rappresentanti dei cittadini inseriti nel tavolo ad uscirne, in quanto altrimenti corresponsabili delle future scelte negative della città.
Associazione Comitato Cittadini Indipendenti (Adriana Palleni, la Presidente)
e Comitati che hanno sottoscritto la prima istanza