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Elettrosmog, Risoluzione di Benevento

Scienziati esortano alla massima precauzione e Ricerca Indipendente,
a Proteggere la Salute dall’Esposizione ai Campi elettromagnetici

Un gruppo di scienziati sta incitando la gente a prendere sensibili precauzioni contro i potenziali rischi della salute legati all’esposizione ai campi elettromagnetici.

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La sentenza TAR dà ragione al comune di Gambettola, Telecom deve spostare l’antenna

Il sindaco di Gambettola, Jader Garavina, ha comunicato che da ieri E’ STATO DISATTIVATO il segnale per telefonia mobile dell’antenna telecom installata in via udine.
Quella antenna è a 20 metri dall’ASILO NIDO COMUNALE ed è stata al centro di polemiche.
La disattivazione del segnale è importante per l’amministrazione ed è il risultato della controversia con la telecom iniziata alcuni anni fa.
IL GIUDICE HA DATO RAGIONE AL COMUNE e quindi la telecom HA DOVUTO DARE CORSO ALL’ORDINANZA DEL SINDACO che imponeva lo spostamento dell’antenna.
IL SINDACO – MEDICO E’ PARTICOLARMENTE SODDISFATTO DEL RISULTATO
” ERA UNA SITUAZIONE DI PERICOLO CHE ANDAVA RISOLTA, ci sono voluti anni ma alla fine abbiamo vinto presto sarà demolito il traliccio in ferro”.
LA PERICOLOSITA’ DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE DI QUELL’ANTENNA fu sollevata per la prima volta dal verde Stefano Brigidi nel 1995, poi rimbalzata più volte in consiglio comunale per le interpellanze presentate dalle minoranze.
Poi IL COMUNE SI DOTO’ DI UN REGOLAMENTO votato all’unanimità, IN BASE AL QUALE IL SINDACO HA EMESSO L’ORDINANZA, telecom fece ricorso al TAR MA ORA HA PERSO LA SUA BATTAGLIA.

VINCENZO D’ALTRI – Il resto del carlino (edizione di cesena)

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Informazioni sui cellulari

tel

La domanda:

Salve,
non posseggo un telefono cellulare, ma per questioni di lavoro saltuariamente dovrò utilizzarne uno.

Dando per scontato che non lo terrò tutto il giorno appeso al collo, quali parametri dovrei valutare per l’acquisto?

L’antenna esterna è davvero meno dannosa?

Ci sono marche o modelli che tendono più verso la sicurezza o che tendano  a ridurre l’inquinamento ambientale?

grazie

Claudio, Brunico

La risposta

I telefoni cellulari in commercio devovo soddisfare i limiti imposti sul SAR (specific absorption rate) ossia il tasso di assorbimento specifico di energia.
Nelle norme viene considerato il SAR come valore, mediato sul corpo intero o solo su alcune parti di esso, del tasso di assorbimento di energia per unità di massa. Questi limiti sono stati dettati dall’ICNIRP e sono riferiti, come
detto, sia al corpo intero che ad alcune parti di esso.
Per quanto riguarda il telefono cellulare, è di interesse l’assorbimento a livello della testa. In questo caso il limite è di 2 W/Kg mediato su 10g.

Il fatto di riferirsi a misure di SAR e non a valore di campo elettrico e magnetico deriva dalla considerazione che la potenza assorbita da una data porzione di massa biologica non dipende solo dalla potenza emessa dal cellulare, ma anche dalla polarizzazione del campo , dalla forma dell’antenna, dalla sua posizione, dalla forma del telefono, dalla profondità di penetrazione dell’onda elettromagnetica al variare della frequenza, dai parametri chimico-fisici dell’area biologica interessata ecc.

In questo caso, una scelta oculata nell’acquisto di un telefono cellulare è sicuramente l’acquisizione di informazioni inerenti i valori di SAR  presenti in seguito all’esposizione al telefono stesso.

Il fatto che il limite sia di 2W/Kg non limita il produttore nell’adottare accorgimenti tecnici per ottenere valori sensibilmente inferiori a questo valore. Esistono, infatti, dei cellulari che hanno ottenuto dei valori di
SAR inferiori a 0,8W/Kg, quindi meno della metà del limite imposto.

Detto questo è altresì da considerare che i limiti ICNIRP si basano solo su effetti termici (acuti) e non tengono assolutamente in conto eventuali effetti dovuti all’esposizione prolungata (cronici) anche in considerazione del fatto che le diverse modulazioni e/o tecniche di accesso utilizzate nella telefonia mobile generano diverse forme dei potenziali generati e delle correnti indotte.

In ultima analisi, non ne farei una questione di antenna esterna o interna.
Fermo restando il rispetto del limite dei 2W/Kg, minore è il SAR e meglio è.

Cordialità

Ing. Luigi Sapone

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TORINO – I FAMIGLIARI DELL’UOMO DI 39 ANNI UCCISO DA UN CANCRO AL CERVELLO ANDRANNO DA GUARINIELLO CHE INDAGA SUI PRESUNTI DANNI PROVOCATI DALL’ELETTROSMOG

Un’altra vittima nella casa della morte
Salgono a sei i decessi per tumore nel condominio che sorge accanto alle antenne della Maddalena

C’è un altro uomo morto di tumore al cervello tra coloro che negli ultimi anni hanno abitato nei condominii adiacenti al Colle della Maddalena tra la selva di antenne e parabole vista parco. Si chiamava Giuseppe Demeglio. Aveva 39 anni quando morì nel 2002 e fino a oggi la sua famiglia è stata zitta. «Troppo dolore e un po’ di cattiva informazione su quanto era successo, mi hanno spinto a soprassedere, ma adesso basta. Andrò in Procura e denuncerò tutto perchè mio figlio è stato ucciso da quelle maledette antenne e ora voglio giustizia».

Parla Celestino «Tino» Demeglio, gioielliere di 72 anni, padre di Giuseppe che racconta il calvario del figlio «affrontato comunque – dice – con dignità e voglia di vivere fino all’ultimo». Tra la diagnosi e il decesso passarono tre anni scanditi da radio-chemio-terapie e operazioni urgenti dai costi elevati che il padre sostiene di essersi sobbarcato non senza sacrifici economici. Prima di lui, altre cinque persone erano morte a causa di neoplasie, altre due sono attualmente in cura. Abitavano tutte in uno stabile di strada del Colle 178 – il famigerato «condominio della morte» – che sorge a qualche decina di metri dai tralicci invasi da antenne a parabole.

C’è di più: l’anomalia che portò Guariniello nel 1999 ad aprire un fascicolo contro ignoti contestando il reato di «omicidio colposo» è che tutti questi casi si fossero registrati tra non consanguinei. Ed è questo il nodo centrale del secondo filone d’inchiesta sull’elettrosmog perchè, vista l’assenza di parentela cade l’ipotesi di predisposizione genetica alla malattia. C’è di più: tutti gli abitanti in questione sono stati colpiti da linfomi o leucemie indicati dai primi studi internazionali come quelli da tenere sotto osservazione per un’eventuale correlazione con l’elettrosmog. Il compito è arduo: stabilire un nesso causale tra l’insorgenza di queste patologie e
l’esposizione a campi elettromagnetici che – per inciso – hanno superato i limiti previsti dalla legge già dal 1982 alimentando nel tempo la psicosi degli abitanti.

Sono proprio loro oggi che, non riuscendo a dimensionare il reale pericolo, si appellano alla magistratura come l’ultimo baluardo a difesa della propria salute. Guariniello, per conto suo, ha commissionato uno studio epidemiologico su tutti gli abitanti della zona e si aspettano i risultati definitivi per capire se altri casi di malattia siano emersi negli ultimi anni. In questo condominio oggi ci vivono ancora delle persone: «ma non posso negare –
dice l’amministratore – che qualcuno ha lasciato perdere l’acquisto, una volta conosciuta la situazione in cui viviamo». Anche la famiglia De Meglio poco prima del decesso di Giuseppe si trasferì a Castelnuovo. Quelli che sono rimasti in collina a sfidare l’incubo elettrosmog raccontano di fenomeni quasi paranormali: «Citofoni che trasmettono musica di radio torinesi, apparati elettronici che vanno ripetutamente in tilt».

Qualche esempio? «Le macchinine telecomandate dei bambini vanno esattamente nella direzione opposta a quella indicata dal telecomando. Ovvero: schiacci a sinistra e vanno a destra, trasmetti l’input di andare in avanti e incredibilemnete vanno indietro». Per non parlare poi delle televisioni. «Il segnale spesso è disturbato. Se però stacchi l’antenna – racconta uno degli inquilini di strada del Colle, per incanto la Tv trasmette un segnale nitidissimo».

LA STAMPA – cronaca cittadina

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Domani e dopodomani due processi contro Radio Vaticana

RADIO VATICANA / DOMANI RIPRENDERA’ PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA IL PROCESSO INDIZIARIO PER OMICIDIO PLURIMO COLPOSO CONTRO I RESPONSABILI DELLA RADIO VATICANA. VENERDI’ INIZIERA’ IL SECONDO PROCESSO PER GETTO PERICOLOSO DI COSE DOPO LA CONDANNA DEL 9 MAGGIO 2005 ED IL CONSEGUENTE RICORSO IN APPELLO PRESENTATO DAI DIFENSORI DEI CONDANNATI.

Il COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD SI COSTITUIRA’ ANCORA UNA VOLTA, RISPETTIVAMENTE, PARTE CIVILE E PARTE OFFESA NEI DUE DISTINTI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI.

Il 13 giugno scorso il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, dott.ssa Zaira Secchi, disponeva di procedere all’espletamento dell’indagine epidemiologica richiesta dalla Procura della Repubblica volta a determinare l’incidenza di mortalità per leucemia e per l’insieme dei tumori del sistema emolinfopoietico nella zona a rischio nel periodo compreso fra il 1990 ed il 2001, e l’incidenza delle medesime patologie nell’infanzia, nella stessa zona a rischio, negli anni dal 1989 al 2005.

Domani il GIP conferirà al proprio perito l’incarico per la conduzione dello studio epidemiologico che dovrà concludersi in circa due anni.

Il giorno successivo, in Corte d’Assise d’Appello dello stesso Tribunale, inizierà il processo d’appello per getto pericoloso di cose contro i responsabili della Radio Vaticana già condannati in primo grado, il 9 maggio 2005, a 10 giorni di reclusione con sospensione della pena, nonché al risarcimento dei danni alle parti offese e alle parti civili e al pagamento delle spese processuali.

Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord si costituirà, rispettivamente, parte civile e parte offesa nei due distinti procedimenti giudiziari, così come aveva fatto in passato.

Tutto ciò accade in concomitanza con la nomina del direttore generale della Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, a portavoce del Vaticano.

Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord ritiene che ciò possa rappresentare un ulteriore rafforzamento dell’opposizione vaticana ad una soluzione definitiva della vicenda attraverso uno spostamento totale degli impianti radiofonici di Santa Maria di Galeria in un luogo sufficientemente lontano da ogni presenza umana, così come richiesto da anni dai Cittadini.

Ciò perché padre Lombardi, che manterrà la propria carica istituzionale nella Radio Vaticana, ha sempre fortemente respinto ogni responsabilità in merito alla situazione ambientale e sanitaria denunciata nel territorio limitrofo agli impianti radiofonici da lui diretti.

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Cellulari ed attività cerebrale

Inviamo l’Abstract di un art. scientifico pubblicato sul “Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism, n. 26, 2006.

Viene dimostrato, mediante l’uso della tomografia PET, che il cellulare influenza il flusso del sangue cerebrale umano.

I risultati sono consistenti, affermano gli autori, con il fatto che tali campi elettromagnetici determinano cambiamenti nell’attività neuronale.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism (2006) 26, 885–890.
doi:10.1038/sj.jcbfm.9600279; published online 22 February 2006

Mobile phone affects cerebral blood flow in humans.

Sargo Aalto 1,2, Christian Haarala 3,4, Anna Brück1, Hannu Sipilä1, Heikki Hämäläinen 3,4 and Juha O Rinne 1

1 Turku PET Centre, University of Turku, Turku, Finland
2 Department of Psychology, Åbo Akademi University, Åbo, Finland
3 Centre for Cognitive Neuroscience, University of Turku, Turku, Finland
4 Department of Psychology, University of Turku, Turku, Finland

Correspondence: S Aalto, Turku PET Centre, University of Turku, PO Box 52, FIN-20521 Turku, Finland. E-mail: sargo.aalto@utu.fi

Received 2 August 2005; Revised 20 September 2005; Accepted 19
October 2005; Published online 22 February 2006.

Top of pageAbstract

Mobile phones create a radio-frequency electromagnetic field (EMF) around them when in use, the effects of which on brain physiology in humans are not well known. We studied the effects of a commercial mobile phone on regional cerebral blood flow (rCBF) in healthy humans using positron emission tomography (PET) imaging. Positron emission tomography data was acquired using a double-blind, counterbalanced study design with 12 male subjects performing a computer-controlled verbal working memory task (letter 1-back).

Explorative and objective voxel-based statistical analysis revealed that a mobile phone in operation induces a local decrease in rCBF beneath the antenna in the inferior temporal cortex and an increase more distantly in the prefrontal cortex. Our results provide the first evidence, suggesting that the EMF emitted by a commercial mobile phone affects rCBF in humans. These results are consistent with the postulation that EMF induces changes in neuronal activity.

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Campi magnetici a 50/60 Hz: una nuova prova maggior rischio leucemia infantile

Inviamo l’Abstract di un art. scientifico pubblicato sull’International Journal of Cancer, Vol. 119, Issue 3, pages 643-650, Wiley InterScience Ed., August 1, 2006.

Riferimento web: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ijc.21374/abstract

Vengono riportati i risultati di un’indagine epidemiologica (caso-controllo) eseguita in Giapppone sulla leucemia infantile e i campi magnetici residenziali alla frequenza della rete elettrica (50 Hz o 60 Hz).

Ecco i dati e i risultati principali:

1) 54 % della popolazione giovanile coinvolta nello studio;

2) 312 nuovi casi totali di leucemia linfoblastica acuta (ALL) o di leucemia mieloide acuta (AML) diagnosticati dal 1999 al 2001 (2.3 anni) (età 0 – 15 anni);

4) utilizzati 603 controlli adattati per sesso, età ed area residenziale.

3) determinato su base settimanale il livello medio del campo magnetico nelle camere dei bambini.

Risultati:

4) il rischio per i bambini esposti ad un campo magnetico di 0.4 microTesla o maggiore, rispetto alla categioria di riferimento (campo magnetico inferiore a 0.1 microTesla) è risultato di 2.6 volte per l’AML + l’ALL, e 4.7 volte per la sola ALL.

5) la maggior parte dei casi di leucemia riscontrati nella categoria di esposizione più elevata erano sottoposti a livelli di campo magnetico molto più elevati di 0.4 microTesla.

6) i risultati forniscono un’ulteriore evidenza che l’esposizione al campo magnetico elevato è associata ad un maggior rischio di leucemia infantile, specialmente per l’ALL.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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Epidemiology

Childhood leukemia and magnetic fields in Japan: A case-control study of childhood leukemia and residential power-frequency magnetic fields in Japan

Michinori Kabuto 1 *, Hiroshi Nitta 1, Seiichiro Yamamoto 2, Naohito Yamaguchi 3, Suminori Akiba 4, Yasushi Honda 5, Jun Hagihara 6, Katsuo Isaka 7, Tomohiro Saito 8, Toshiyuki Ojima 9, Yosikazu Nakamura 9, Tetsuya Mizoue 10, Satoko Ito 11, Akira Eboshida 11, Shin Yamazaki 12, Shigeru Sokejima 12, Yoshika Kurokawa 1, Osami Kubo 3

1 National Institute for Environmental Studies, Ibaraki, Japan
2 National Cancer Center, Tokyo, Japan
3 Tokyo Women’s Medical University, Tokyo, Japan
4 Kagoshima University, Kagoshima, Japan
5 University of Tsukuba, Ibaraki, Japan
6 Miyagi University, Miyagi, Japan
7 Tokushima University, Tokushima, Japan
8 National Research Institute for Child Health and Development, Tokyo, Japan
9 Jichi Medical School, Tochigi, Japan
10 University of Occupational and Environmental Health, Fukuoka, Japan
11 Hiroshima University, Hiroshima, Japan
12 Kyoto University, Kyoto, Japan

*Correspondence to Michinori Kabuto, National Institute for
Environmental Studies, 16-2 Onogawa, Tsukuba, Ibaraki, 305-8506, Japan

Funded by:
Special Coordination Funds for Promoting Science and Technology from the Ministry of Education, Culture, Sports, Science and Technology for 1999-2001

Abstract
Residential power-frequency magnetic fields (MFs) were labeled as a possible human carcinogen by the International Agency for Research on Cancer panel. In response to great public concern, the World Health Organization urged that further epidemiologic studies be conducted in high-exposure areas such as Japan. We conducted a population-based case-control study, which covered areas inhabited by 54% of Japanese children. We analyzed 312 case children (0-15 years old) newly diagnosed with acute lymphoblastic leukemia (ALL) or acute myelocytic leukemia (AML) in 1999-2001 (2.3 years) and 603 controls matched for gender, age and residential area. Weekly mean MF level was determined for the child’s bedroom. MF measurements in each set of a case and controls were carried out as closely in time as possible to control for seasonal variation. We evaluated the association using conditional logistic regression models. The odds ratios for children whose bedrooms had MF levels of 0.4 T or higher compared with the reference category (MF levels below 0.1 T) was 2.6 (95% CI = 0.76-8.6) for AML + ALL and 4.7 (1.15-19.0) for ALL only. Controlling for some possible confounding factors did not alter the results appreciably. Even an analysis in which selection bias was maximized did not fully explain the association. Most of the leukemia cases in the highest exposure category had MF levels far above 0.4 T. Our results provided additional evidence that high MF exposure was associated with a higher risk of childhood leukemia, particularly of ALL. © 2006 Wiley-Liss, Inc.

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Received: 28 September 2004; Accepted: 31 May 2005
Digital Object Identifier (DOI)

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Effetti del cellulare GSM sul cervello

Uno studio scientifico condotto in Italia dimostra possibili effetti dell’uso dei telefoni cellulari GSM sulle persone affette da epilessia a causa degli stimoli subiti dalla corteccia cerebrale adiacente ad essi.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Fatebenefratelli “San Giovanni Calibita” di Roma, diretti da Paolo M. Rossini, ed è stata pubblicata sul numero di luglio degli “Annals of Neurology”.

E’ stato visto che la curva di eccitabilità intracorticale dell’emisfero cerebrale esposto si modifica significativamente durante l’uso del cellulare, rispetto all’emisfero non esposto.

Riferimento: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ana.20906/abstract

I ricercatori hanno sottoposto un gruppo di volontari a campi magnetici corrispondenti a quelli dei tipici cellulari prodotti con un’apparecchiatura di stimolazione magnetica transcranica.

Subito prima, subito dopo e a un’ora dalle sedute sperimentali, della durata di 45 minuti ciascuna, hanno rilevato i potenziali evocati a livello della corteccia motoria.

In 12 dei 15 soggetti testati, l’eccitabilità intracorticale era significativamente modificata, anche se l’effetto era transitorio e in un’ora la situazione tornava quella precedente all’esposizione.

Riportiamo qui di seguito l’abstract pubblicato sugli “Annals of Neurology”, luglio 2006.

Lo studio è stato cofinanziato dalla Telecom.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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“Mobile phone emissions and human brain excitability”

Florinda Ferreri, MD 1 2, Giuseppe Curcio, PhD 1 3, Patrizio Pasqualetti, PhD 2, Luigi De Gennaro, PhD 3, Rita Fini, Tech 1 2, Paolo Maria Rossini, MD, PhD 1 2 4 *

1Department of Neurology, University Campus Biomedico, Isola Tiberina

2Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca, Department of Neuroscience, Hospital Fatebenefratelli, Isola Tiberina

3Department of Psychology, University La Sapienza, Rome

4Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Centro S. Giovanni di Dio, Hospital Fatebenefratelli, Brescia, Italy

*Correspondence to Paolo Maria Rossini, Department of Neuroscience, Hospital Fatebenefratelli, Isola Tiberina 39, 00186 Rome, Italy

Funded by:
Telecom Italia Mobile; Grant Number: EC7305
Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca

Abstract

Objective

To test – via Transcranial Magnetic Stimulation (TMS) – the excitability of each brain hemisphere after real or sham exposure to the electromagnetic field (EMF) generated by a mobile phone operating in the Global System for Mobile Communication (GSM).

Methods

Fifteen male volunteers attended two experimental sessions, one week apart, in a cross-over, double-blind paradigm. In one session the signal was turned ON (EMF-on, real exposure), in the other it was turned OFF (EMF-off, sham exposure), for 45 minutes. Motor Evoked Potentials (MEPs) were recorded using a paired-pulse paradigm (testing intracortical excitability with 1 to 17 ms interstimulus intervals), both before and at different times after exposure to the EMF. Short Intracortical Inhibition (SICI) and Facilitation (ICF) curves were evaluated both on the exposed and non-exposed hemispheres. Tympanic temperature was collected during each session.

Results

The intracortical excitability curve becomes significantly modified during real exposure, with SICI being reduced and ICF enhanced in the acutely exposed brain hemisphere as compared to the contralateral, non-exposed hemisphere or to sham exposure. Tympanic temperature showed no significant main effect or interactions.

Interpretation

These results demonstrate that GSM-EMFs modify brain excitability.
Possible implications and applications are discussed. Ann Neurol 2006

Received: 27 November 2005; Revised: 29 April 2006; Accepted: 2 May 2006

Digital Object Identifier (DOI)
10.1002/ana.20906 About DOI

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Ricihiesta a Governo:modificare Cod. comunicazioni e decreti attuativi legge 36

Egr. Presidente del Consiglio on. Romano Prodi
Gent. Ministro della Salute on. Livia Turco
Egr. Ministro dell’Ambiente on. Alfonso Pecoraro Scanio.
p.c.:
Egr. Presidente della Regione Lazio on. Piero Marrazzo
Egr. Sindaco del Comune di Roma on. Walter Veltroni.
Oggetto: Richiesta di modifiche alla legislazione attuale sulla regolamentazione delle procedure di autorizzazione
all’installazione, all’esercizio e al controllo delle sorgenti elettromagnetiche artificiali e sui limiti di esposizione della popolazione ai campi magnetici, elettrici ed elettromagnetici.
Egregio Presidente del Consiglio, Egregi Ministri,

premesso

che il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord:

– è una associazione legalmente costituita, senza scopi di lucro, che da anni si occupa delle problematiche in Oggetto;

– in questi ultimi anni ha partecipato al processo propositivo di normative volte alla regolamentazione dell’installazione, dell’esercizio e del controllo delle sorgenti artificiali di campi elettromagnetici in bassa ed in alta frequenza come, ad esempio, la delibera di Consiglio comunale n. 211/00 del Comune di Roma, le proposte di disegno di legge quadro nazionale e la legge regionale recentemente approvata dalla Giunta della Regione Lazio ed in attesa di essere discussa in Consiglio regionale;

considerato

– che il Decreto Legislativo 1 agosto 2003 n. 259, recante il Codice delle Comunicazioni Elettroniche, con le disposizioni di cui agli Artt. dal n. 86 al n. 94, ha eccessivamente facilitato e ridotto le procedure volte all’installazione, all’esercizio e al controllo degli impianti radiotrasmittenti delle reti della telefonia mobile, portando ad una crescente ed indiscriminata proliferazione di sorgenti di campi elettromagnetici in alta frequenza, abrogando norme sancite dalla Costituzione italiana e di garanzia del diritto alla salute, di salvaguardia dell’ambiente (rif. Art. 218, comma 3, lettera q, abrogante la Legge 1 luglio 1997 n. 189 e, in particolare, l’Art. 2-bis di questa) e definendo norme limitanti il diritto alla proprietà privata (rif. Art. 91, commi 1, 2, 4, 5 e 6), anch’esso garantito dalla nostra Costituzione;

– che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003, “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati alle frequenze comprese fra 100 KHz e 300 GHz” (GU n. 199 del 28-8-2003) ha di fatto abolito, in contrasto con l’oggetto del DPCM medesimo e della Legge 22 febbraio 2001 n. 36, il concetto di obiettivo di qualità in materia di definizione del livello di esposizione al campo elettromagnetico a radiofrequenza e a microonde (rif. Art. 4, comma 1, Allegato B, Tabella 3) e consente di installare quegli impianti anche in pertinenze tipicamente residenziali come i lastrici solari (rif. Art. 3, comma 2);

– che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003, “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” (GU n. 200 del 29-8-2003) ha definito valori numerici del limite di esposizione, del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità per il campo magnetico (induzione magnetica) alla frequenza di rete che non hanno alcuna valenza scientifica e che risultano essere, rispettivamente, 250 volte, 25 volte e oltre 7 volte più elevati (rif. Artt. 3 e 4) del valore di campo magnetico (0.4 microTesla)  oltre il quale si ha un rischio doppio di contrarre la leucemia infantile [1, 2];

– che il suddetto DPCM ha fissato valori numerici del limite di esposizione al campo magnetico (induzione magnetica) generato da dispositivi funzionanti alla frequenza di rete comprese fra 0 Hz e 100 KHz, non riconducibili alle linee di trasmissione, che è 250 volte superiore al valore di campo magnetico (0.4 microTesla) oltre il quale si ha un rischio doppio di contrarre la leucemia infantile (rif. Art. 1, comma 3);

il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

chiede alle SS. VV. illustrissime di modificare il Decreto Legislativo 1 agosto 2003 n. 259 e i due DPCM 8 luglio 2003 al fine di ristabilire le garanzie di tutela della salute, dell’ambiente e del diritto alla proprietà privata che le norme qui richiamate hanno fortemente leso.

Restando in attesa di una Vs. cortese e pronta risposta inviamo i nostri più distinti saluti.

p. Coordinamento dei Comitati di Roma Nord
ing. Raffaele Capone (presidente)

[1] Ahlbom A., Day N., Feichtyng M., Roman E., Skinner J., Dokerty J., Linet M., McBride M., Michaelis J., Olsen J. H., Tynes T., P. K. Verkasalo, “A Pooled Analysis of magnetic fields and childhood leukaemia”, British Journal of Cancer, September 2000, 83 (5); 692-698.

[2] International Agency for Research on Cancer (IARC, an Agency of World Health Organisation), Press Release n° 136, 27 June 2001.

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ELETTROSMOG BOLOGNA. ASPPI ATTIVA SPORTELLO INFORMATIVO

bologna
BOLOGNA- Uno sportello informativo sull’elettrosmog. E’ l’ultima inziativa messa in campo dall’Asppi, Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari di Bologna, per “garantire ai propri associati informazioni attendibili sul fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico e acustico”. In un comunicato, l’associazione segnala infatti che “una casa localizzata nelle vicinanze di un’antenna della telefonia mobile, di un aeroporto, di un elettrodotto o di un locale rumoroso e’ destinata a perdere parte del suo valore economico”. Per questo e’ stato attivato lo sportello direttamente nella sede centrale dell’Asppi, in via Testoni, che sara’ gestito, informa l’associazione, da un “esperto del settore”.

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