Sul sito di Galileo 2001 (www.galileo2001.it) è stato pubblicato il programma di un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che si svolgerà a Roma, presso quello stesso Istituto, il 16 marzo prossimo.
Verrà presentato il progetto “Camelet – Salute e campi elettromagnetici” del Ministero della Salute, che verrà condotto dall’ISS.
Alleghiamo un art. pubblicato su “Mutation Research/Genetic Toxicology and Environmental Mutagenesis”, Volume 626, Issues 1-2, 10 January 2007, Pages 34-41.
Viene dimostrato che irradiando per 12 ore cellule umane in vitro con un campo elettromagnetico a 50 Hertz (energia elettrica) di intensità pari a 1 milliTesla (= 10 volte 100 microTesla), viene indotta un’azione mutagena sul loro DNA pari a 3.75 volte rispetto a cellule non esposte a quel campo e. m. .
Irradiando contemporaneamente le medesime cellule umane in vitro con lo stesso campo e. m. e con raggi gamma (radiazione ionizzante) di intensità pari 0.3 Gray e a 3 Gray, si ha un aumento dell’azione mutagena sul loro DNA pari, rispettivamente, a 2.6 e 2.75 volte rispetto al caso di assenza di esposizione al campo e. m. e di sola irradiazione ai raggi gamma aventi le predette intensità.
Ne deriva, concludono gli autori, che il campo e. m. a 50 Hz non solo ha una propria azione mutagena, ma potenzia l’azione mutagena tipica delle radiazioni ionizzanti.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
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Mutation Research/Genetic Toxicology and Environmental Mutagenesis Volume 626, Issues 1-2 , 10 January 2007, Pages 34-41 doi:10.1016/j.mrgentox.2006.08.005
Copyright © 2006 Elsevier B.V. All rights reserved.
Microsatellite analysis for determination of the mutagenicity of extremely low-frequency electromagnetic fields and ionising radiation in vitro
Robert J. Mairs, a), b); Kate Hughes, a); Sara Fitzsimmons, a); Kevin M. Prise, c); Anne Livingstone, a), d); Lesley Wilsona, d); Nazia Baig, a); Anne Marie Clark, a); Alan Timpson, a); Gaurang Patel, c); M. Folkard c); Wilson J. Angerson, e); Marie Boyd, a).
a) Targeted Therapy Group, Division of Cancer Science and Molecular Pathology, Glasgow University, Cancer Research UK Beatson Laboratories, Glasgow G61 1BD, UK
b) Department of Child Health, Yorkhill Hospital, Glasgow, UK
c) Gray Cancer Institute, Mount Vernon Hospital, P.O. Box 100, Northwood HA6 2JR, UK
d) Department of Clinical Physics, Western Infirmary, Glasgow G11 6NT, UK
e) Department of Surgery, University of Glasgow, Royal Infirmary, Glasgow G31 2ER, UK
Received 28 March 2006; revised 28 June 2006; accepted 1 August 2006. Available online 20 September 2006.
Abstract
Extremely low-frequency electromagnetic fields (ELF-EMF) have been reported to induce lesions in DNA and to enhance the mutagenicity of ionising radiation. However, the significance of these findings is uncertain because the determination of the carcinogenic potential of EMFs has largely been based on investigations of large chromosomal aberrations.
Using a more sensitive method of detecting DNA damage involving microsatellite sequences, we observed that exposure of UVW human glioma cells to ELF-EMF alone at a field strength of 1 mT (50 Hz) for 12 h gave rise to 0.011 mutations/locus/cell. This was equivalent to a 3.75-fold increase in mutation induction compared with unexposed controls. Furthermore, ELF-EMF increased the mutagenic capacity of 0.3 and 3 Gy γ-irradiation by factors of 2.6 and 2.75, respectively. These results suggest not only that ELF-EMF is mutagenic as a single agent but also that it can potentiate the mutagenicity of ionising radiation. Treatment with 0.3 Gy induced more than 10 times more mutations per unit dose than irradiation with 3 Gy, indicating hypermutability at low dose.
Corresponding author at: Targeted Therapy Group, Division of Cancer
Science and Molecular Pathology, Glasgow University, Cancer Research
UK Beatson Laboratories, Glasgow G61 1BD, Scotland, UK. Tel.: +44
141 330 4126; fax: +44 141 330 4127
(ANSA) – ROMA – Deve andare avanti l’inchiesta per accertare la sussistenza di un nesso di causalità tra le 19 morti per leucemia avvenute a Cesano, a nord della capitale, e le onde elettromagnetiche emesse dagli impianti di Radio Vaticana e da un sito della Marina Militare installati in quella zona. Lo ha deciso la Quarta sezione penale della Corte di Cassazione dichiarando inammissibili i ricorsi presentati dai sei imputati (Gino Bizzarri, Vittorio Di Cecco, Emilio Guarini, Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo, Costantino Pacifici) contro l’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma lo scorso febbraio aveva disposto la prosecuzione degli accertamenti epidemiologici.
Trasferiti nell’estrema periferia gli impianti di radiofonia.
Accordo raggiunto fra il comune di Molfetta e le emittenti radiofoniche presenti sul territorio: le antenne per la trasmissione del segnale radio, attualmente site nei pressi dell’ex mercato ortofrutticolo, saranno tutte de-localizzate e poste sul traliccio recentemente costruito in contrada “S. Margherita” (su un’area comunale nei pressi del cimitero).

Money concept
COMUNICATO STAMPA
ELETTROSMOG E PIANO REGOLATORE: IL COMUNE RINUNCIA A OLTRE VENTI MILIONI DI EURO PER NON DISCIPLINARE IL FENOMENO DELL’INVASIONE DI ANTENNE !
Assume contorni sempre più inspiegabili e censurabili l’atteggiamento del Comune di Roma nei confronti del fenomeno di proliferazione selvaggia di sorgenti di inquinamento elettromagnetico nel territorio urbano.
Roma risulta essere ad oggi la Capitale d’Italia anche per numero di antenne e ripetitori installati. Infatti è stato calcolato, con approssimazione per difetto, che gli impianti attualmente esistenti nel territorio urbano sono oltre 2600. E si tratta di un dato destinato a crescere sensibilmente, a causa dell’affermarsi di nuove tecnologie più o meno invasive (Umts, Wi-fi, Dvb-h).
L’espandersi illimitato di queste infrastrutture di telecomunicazione ha da sempre costituito un serio problema per la comunità cittadina, vuoi per i rischi sulla salute umana, generati dalla crescita esponenziale dei campi elettromagnetici, vuoi per gli aspetti ambientali e di decoro urbano, effetto del degrado prodotto dalla selva di protuberanze sullo skyline urbano, peraltro tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità !
E il Comune, a fronte di questa invasione incontrollata come ha risposto ?
Siglando un Protocollo d’Intesa con gli operatori del settore che, dalla sua entrata in vigore (luglio 2004), ha prodotto semplicemente il raddoppio di antenne, tralicci e ripetitori nella città !
Ma v’è di più. I gestori telefonici, che sono disposti ad offrire cifre allettanti, pur di convincere privati e condomìni a locare terrazzi e lastrici solari e, dunque, assicurarsi i siti più appetibili ove collocare le antenne di telefonia mobile (si stima che il canone di locazione si aggiri tra i 15 mila ed i 50 mila euro l’anno !), hanno innescato una spregevole catena speculativa, ove a guadagnarci sono esclusivamente i proprietari unici di edifici e, soprattutto, gli Enti immobilari !
Ebbene, il Comune di Roma, che con il suo protocollo d’intesa ha di fatto rinunciato a regolamentare questo fenomeno, rifugiandosi in un accordo pattizio, non ha saputo gestire neppure l’aspetto economico della vicenda, per il quale avrebbe di sicuro intascato una cifra ragguardevole.
Al riguardo, abbiamo voluto calcolare, sempre approssimativamente e sempre per difetto, il valore degli introiti sottratto all’Amministrazione pubblica. Dal luglio 2004 (data di entrata in vigore del Protocollo d’Intesa) fino ad oggi il Comune, rinunciando a gestire questa torta, ha semplicemente sciupato ben oltre 20 milioni di Euro !
Non c’è che dire: un patrimonio enorme ! Una bella fetta di Finanziaria comunale, che avrebbe fatto comodo alle casse capitoline e se spalmata sui 19 Municipi, avrebbe fornito un efficace apporto agli interventi di riqualificazione e/o risanamento dei territori nonchè al contenimento e monitoraggio in continuo delle emissioni elettromagnetiche.
Ma non è finita ! Nonostante questa clamorosa incapacità di saper individuare risorse certe, il Comune persiste nell’errore, rifiutandosi di discutere ed approvare in Consiglio la Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare, sottoscritta da ben 23 mila cittadini, con la quale si chiede, una volta per tutte, di chiudere la pagina indecorosa dei protocolli ed aprire quella virtuosa del Piano Regolatore degli impianti di telecomunicazione.
Questa proposta, presentata più di un anno fa in Campidoglio, è rimasta inevasa, nonostante lo Statuto comunale assegni al Consiglio un tempo massimo di sei mesi per l’inserimento tra gli argomenti da trattare.
Siamo sempre più convinti che l’indecoroso fenomeno della proliferazione selvaggia di infrastrutture per telecomunicazioni, che persiste e si estende in ogni angolo del territorio, abbrutendo l’orizzonte urbano e compromettendo la qualità della vita dei cittadini, deve poter essere ricondotto ad un serio programma di controllo ed una coerente disciplina da parte dell’Amministrazione Comunale !
L’attuale assetto del reticolo tecnologico offende la Città Eterna ed i suoi abitanti ed è preciso dovere di chi amministra intervenire a rimuovere le cause del fenomeno.
Il Comune fino ad oggi si è trincerato dietro il comodo alibi che un eventuale Regolamento, in assenza della legislazione regionale di settore, avrebbe subìto le censure della giustizia amministrativa.
Viceversa, le più recenti ed autorevoli sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato riconoscono il diritto dei Comuni di varare regolamenti, anche quando mancano apposite norme regionali e, pertanto, anche il Comune di Roma è pienamente legittimato ad elaborare la propria disciplina in merito.
Ora auspichiamo che il Consiglio Comunale, nella sua rinnovata veste e composizione, dedichi una attenzione particolare ed immediata alla vicenda, assegnando un percorso certo e contenuto nei tempi alla Delibera.
Ma, se ciò non dovesse accadere, a fronte dei numerosi solleciti già effettuati, siamo pronti a mobilitare la città intera, con iniziative di protesta, anche eclatanti !
Giuseppe Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani contro l’elettrosmog
Sodalizio contro sindaco
Volturino – Si torna sulla vicenda dell’inquinamento elettromagnetico a Volturino.
Ad intervenire è il presidente dell’Associazione da anni in lotta contro le antenne selvagge, Antonio Gagliardi.
Secondo il presidente del sodalizio, il sindaco di Volturino, Donato Dotoli, non avrebbe commissionato alcuno studio all’ARPA poiché il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico è stato previsto dal Ministero dell’Ambiente da quest’anno e che si avvale delle strutture regionali, quali le Arpa, incaricate di sorvegliare il rispetto dei limiti di legge, in tutti i comuni del territorio italiano.
«I valori di emissione rilevati dall’Arpa, attraverso gli strumenti della Fondazione Bordoni, sono sì al di sotto dei limiti, ma è pur vero che l’Arpa stessa ha prodotto e reso alla Procura di Lucera e al sindaco stesso, un altro documento in cui raccomanda proprio al sindaco Dotoli di non autorizzare altri impianti perchè sono stati rilevati valori molto prossimi ai limiti consentiti.
E dalla conoscenza di questo documento sino ad oggi sono state installate altre 7 antenne senza autorizzazione e senza che il sindaco abbia adottato provvedimenti di sospensione.
E l’ennesima denuncia alla Procura è partita con allegato il documento dell’Arpa che scoraggia altre installazioni.
Dunque come può essere rassicurante se non ingannevole che le emissioni delle antenne siano sotto la soglia consentita se non sono stati effettuati altri rilevamenti dopo quelle 7 antenne?
Piuttosto incombe una grave responsabilità sul primo cittadino di Volturino che evita costantemente di rispondere dello stato di totale illegalità amministrativa di quegl’impianti opponendo resistenza alle pressioni dell’Associazione.
Ha evitato anche di rispondere all’Istituto Superiore di Sanità che gli aveva scritto di essere interessato a svolgere una indagine epidemiologica subito dopo il servizio del TG Uno dedicato a Volturino.
Proprio da un mese l’ho anche informato che il dott. Trincucci, medico legale all’ospedale Lastaria di Lucera, mi ha confidato preoccupazione per la frequenza di ricoveri tumorali da Volturino, senza considerare quelli che sono ricoverati presso altri nosocomi.
Così pure la costituzione della commissione tecnico-scientifica fatta fallire subito dopo la sua costituzione.
Quella commissione avrebbe dovuto confermare se i dati sanitari allarmanti raccolti dal sottoscritto: insonnia, ansia, ipertensione, cataratte, infertilità, impotenza, tumori e malformazioni oltre ad un’aspettativa di vita più bassa rispetto ai paesi vicini, avessero avuto una valenza scientifica».

E’ ufficiale.
Il prof. Umberto Veronesi è perito di parte a favore della Radio Vaticana nel procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose attualmente in corso al Tribunale di Roma.
Ricordiamo che il prof. Veronesi, durante la sua carica di ministro della salute del Governo Amato, ad aprile del 2001 formò, con apposito decreto, la commissione di studio su Radio Vaticana.
Vedere ns. messaggio allegato qui sotto.
Oggi, in un’aula dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si è svolta la riunione fra i periti del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e i periti di parte.
ROMA – Si è svolta ieri, al Tribunale di Roma, un’ulteriore udienza del processo indiziario per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose nei confronti dei responsabili della Radio Vaticana e del Centro Trasmissioni della Marina Militare.
E’ stata fissata al 1 novembre prossimo la data ufficiale d’inizio dell’indagine epidemiologica che dovrà concludersi in un anno e mezzo.
Il Ministero della Giustizia non ha concesso l’anticipo di 75.000 dei 200.000 euro necessari alla conduzione dello studio.
L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, al quale appartiene il dott. Andrea Micheli, perito del Giudice per le Indagini Preliminari e responsabile dell’indagine epidemiologica, anticiperà tale somma.
La prossima udienza in Tribunale è stata fissata al 23 novembre 2006.
Cordiali saluti.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.
I risultati sono simili a quelli di uno studio di due anni fa dell’Università di Szeged in Ungheria, che ha trovato una riduzione del 30 % nel conto dello sperma fra gli uomini che hanno tenuto un telefono cellulare in standby nella tasca o alla cinghia dei pantaloni. Quella ricerca non ha controllato anche lo stile di vita.
Antonio Gagliardi_Elettrosmog Volturino
Centro Congressi Adriano Olivetti
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
E TELEFONI CELLULARI:
QUALE IMPATTO SULLA SALUTE ?
“Come dobbiamo comportarci
con i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari?
La parola agli scienziati, ai giuristi, ai consumatori.
Fra gli interventi: Raffaele Guariniello,
procuratore aggiunto di Torino.”
DAMANHURcrea 28 OTTOBRE 2006
COMUNE DI VIDRACCO
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E TELEFONI CELLULARI:
QUALE IMPATTO SULLA SALUTE?
Le più comuni sorgenti di campi elettromagnetici sono rappresentate
da linee elettriche, stru-menti
dotati di motore elettrico, schermi per computer, apparati per
telecomunicazioni e dif-fusione
radiotelevisiva, telefoni cellulari e relative stazioni radio base.
Sono molte le incertez-ze
sui potenziali rischi dei campi elettromagnetici, soprattutto sulla
correlazione tra l’esposi-zione
a campi elettromagnetici (in particolare, quelli della telefonia
mobile) e l’insorgere di
patologie nell’uomo. Non si sono ancora evidenziati rapporti certi di
causa-effetto, tanto che
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel dubbio, ha
raccomandato di attenersi
comunque al “principio di precauzione” (prudent avoidance), che è una
politica di gestione del
rischio applicata in situazioni con un alto grado di incertezza
scientifica.
Ma se la ricerca scientifica tarda ad esprimere giudizi definitivi
come dobbiamo comportarci
nei confronti dei campi elettromagnetici e dei telefoni cellulari?
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E TELEFONI CELLULARI:
QUALE IMPATTO SULLA SALUTE?
PROGRAMMA
ore 9.30 La paura della tecnologia
Marco Rapellino
ore 10.00 Inquinamento elettromagnetico:
metodologia di rilevamento
e sistemi di protezione
Nicola Limardo
ore 10.30 Effetti delle onde
elettromagnetiche sull’organismo umano
Anna Villarini
ore 11.00 Pausa
ore 11.20 Progressi scientifici nel campo
del bioelettromagnetismo
Flavio Ronchetto – Santi Tofani
ore 12.00 Obblighi e responsabilità
in tema di esposizione a campi elettromagnetici
prodotti da impianti di telefonia cellulare
Raffaele Guariniello
ore 12.30 Inquinamento elettromagnetico,
esperienze dei comitati: realtà e politica
Maria Grazia Del Negro
RELATORI
Raffaele Guariniello
Procuratore aggiunto Torino
Maria Grazia del Negro
Coordinatrice Comitati Spontanei di Torino
e Provincia contro l’elettrosmog
Nicola Limardo
Architetto ambientale,
esperto in biofisica Novara
Flavio Ronchetto – Santi Tofani
Fisica Sanitaria ASL 9 Ivrea
Marco Rapellino
Ufficio Qualità Ospedale Molinette Torino
Anna Villarini
Biologa, Istituto dei Tumori Milano
DAMANHURcrea
Centro Congressi Adriano Olivetti
Via Baldissero 21• 10080 Vidracco
Tel. 0125 789999
SEGRETERIA SCIENTIFICA
G.C. Fiorucci
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Accademia dell’Equilibrio
Tel. 0125 789999 • convegni@damanhur.it