RADIO Archivi - Tecnostan https://www.tecnostan.eu/tag/radio/ Protezione, Prevenzione e Benessere - Sistemi di protezione contro i campi elettromagnetici Fri, 17 Jun 2016 08:21:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://www.tecnostan.eu/wp-content/uploads/2016/06/cropped-favicon-32x32.png RADIO Archivi - Tecnostan https://www.tecnostan.eu/tag/radio/ 32 32 RADIO VATICANA E UMBERTO VERONESI https://www.tecnostan.eu/2006/11/radio-vaticana-umberto-veronesi/ Fri, 10 Nov 2006 18:45:06 +0000 https://www.tecnostan.eu/?p=922 E’ ufficiale. Il prof. Umberto Veronesi è perito di parte a favore della Radio Vaticana nel procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose attualmente in corso al Tribunale di Roma. Ricordiamo che il prof. Veronesi, durante la sua carica di ministro della salute del Governo Amato, ad aprile del 2001 formò, con apposito decreto, la commissione […]

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vaticana
E’ ufficiale.

Il prof. Umberto Veronesi è perito di parte a favore della Radio Vaticana nel procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose attualmente in corso al Tribunale di Roma.

Ricordiamo che il prof. Veronesi, durante la sua carica di ministro della salute del Governo Amato, ad aprile del 2001 formò, con apposito decreto, la commissione di studio su Radio Vaticana.

Vedere ns. messaggio allegato qui sotto.

Oggi, in un’aula dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si è svolta la riunione fra i periti del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e i periti di parte.Erano presenti:

– il dott. Andrea Micheli (Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) ed il dott. Arduino Verdecchia (ISS), periti del GIP, insieme ai loro collaboratori di Roma e di Milano.

– la dott.ssa Susanna Lagorio (ISS), perito di Radio Vaticana, che rappresentava anche il prof. Umberto Veronesi.

– il prof. Fuasto Orecchio (Univ. La Sapienza) e l’ing. Angelastro, periti di parte della Marina Militare.

– l’ing. Raffaele Capone, perito di parte di alcune parti offese e parti civili.

– l’avv. Pacelli (discendente di Papa Pacelli), uno dei tre difensori degli indagati della Radio Vaticana.

Il 23 novembre prossimo si svolgerà la prossima udienza del processo indiziario e verrà confermata l’effettuazione dell’indagine epidemiologica e stabilita la data ufficiale di inizio.

L’Istituto dei Tumori di Milano ha già deciso che anticiperà i costi dello studio dopo che il Ministero della Giustizia ha rifiutato qualsiasi anticipo di somme perchè ogni pagamento è dovuto, per legge, solo alla fine dell’indagine e che ogni anticipo è a discrezione del magistrato.

All’udienza del 23/11 dovranno essere sciolte alcune riserve sul rapporto di dipendenza fra il dott. Micheli e lo stesso Istituto di Milano, che anticipa i suddetti costi, presentate dall’avv. Coppi, un altro componente del collegio difensivo degli indagati della Radio Vaticana.

Ancora ostacoli posti sulla strada dell’accertamento della verità.

L’indagine epidemiologica dovrà durare 18 mesi. Il costo previsto è di circa 160.000 Euro.

Saluti,

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

——

Roma, 7 novembre 2006.

L’11 aprile del 2001, con apposito Decreto Ministeriale, il ministro della sanità del Governo Amato, prof. Umberto Veronesi, istituì una commissione scientifica sul tema radiofrequenze e leucemie in relazione alle emissioni elettromagnetiche della Radio Vaticana di Santa Maria di Galeria.

Quella commissione era costituita dai dottori Donato Greco, dell’Istituto Superiore di Sanità (Ministero della Sanità, oggi Ministero della Salute), Peter Boyle, dell’Imperial Cancer Research Fund (Londra, UK), Giuseppe Masera, della Clinica Pediatrica dell’Università di Milano, e Roland Mertelsmann, del dipartimento di ematologia dell’Università di Friburgo (Svizzera).

A settembre del 2001, con ministro della salute del Governo Berlusconi il prof. Gerolamo Sirchia, quella commissione emanò il rapporto scientifico “Esposizione a campi a radiofrequenza e leucemia infantile: stato attuale delle conoscenze scientifiche in rapporto alle problematiche dell’area di Cesano”.

Quel rapporto è stato pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità con il n. ISTISAN 25/01.

Collaborarono a quel rapporto, fornendo dati o rivedendo il testo, fra gli altri,

– il dott. Paolo Vecchia (presidente dell’ICNIRP), il dott. Martino Grandolfo e la dott.ssa Susanna Lagorio, tutti dell’Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultima è consulente del collegio di difesa (avvocati Melandri, Pacelli e Coppi) dei responsabili della Radio Vaticana coinvolti nel procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo attualmente in corso presso il Tribunale di Roma.

– l’ing. Sandro Piervenanzi, dipendente della Radio Vaticana, già testimone a favore della Radio Vaticana nel processo penale per “getto pericoloso di cose” svoltosi al Tribunale di Roma e che ha visto, il 9 maggio 2005, la condanna di alcuni responsabili della Radio Vaticana: il cardinale Roberto Tucci e Padre Pasquale Borgomeo.

Quel rapporto contestava le conclusioni delle indagini epidemiologiche condotte nel 1999 e nel 2000 nel territorio limitrofo agli impianti della Radio Vaticana dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio (oggi Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio) e, in particolare, dai dott.ri Francesco Forastiere, Carlo Perucci, Paola Michelozzi e Annibale Biggeri (quest’ultimo della Facoltà di Statistica dell’Università di Firenze).

Quel rapporto ISTISAN venne successivamente contestato dai predetti autori delle due indagini epidemilogiche tramite un documento scientifico da questi pubblicato il 26 ottobre del 2001, dal titolo: “Mortalità per leucemia nella popolazione adulta ed incidenza di leudemia infantile in un’area caratterizzata dalla presenza di un sito di emissioni di radiofrequenze”.

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ELETTROSMOG DI RADIO VATICANA E ALLUCINAZIONI CATECUMENALI https://www.tecnostan.eu/2005/10/elettrosmog-di-radio-vaticana-allucinazioni-catecumenali/ Fri, 14 Oct 2005 08:52:33 +0000 https://www.tecnostan.eu/?p=803 Si “scava” nel “tufo” di Cesano pur di distogliere l’attenzione dagli effetti disastrosi delle emissioni elettromagnetiche della Radio più potente del mondo. Quando 182 bambini di due mense scolastiche di Roma Nord, nel lontano 1998, furono intossicati da salmonella per opera di una ditta di ristorazione di area cattolica, i periti di parte, scagliandosi con […]

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Si “scava” nel “tufo” di Cesano pur di distogliere l’attenzione dagli effetti disastrosi delle emissioni elettromagnetiche della Radio più potente del mondo.

Quando 182 bambini di due mense scolastiche di Roma Nord, nel lontano 1998, furono intossicati da salmonella per opera di una ditta di ristorazione di area cattolica, i periti di parte, scagliandosi con zelo contro le conclusioni del perito nominato dalla Procura della Repubblica e dello stesso Osservatorio Epidemiologico regionale, cercarono di dimostrare che la salmonella potesse provenire da uno sbalzo di pressione dell’acquedotto romano.

Riscontriamo una metodologia simile, ma molto più rozza, quando personaggi senza alcuna preparazione tecnica e senza conoscenza del territorio, animati solamente da un insano zelo parrocchiale, giustificano l’aumento di mortalità per tumore nell’area di Cesano evidenziato dai primi studi all’inizio degli anni 80 dal medico Carlo Santi, menzionando di tutto e di più: il gas radon delle pietre di tufo, il disastro di Chernobyl del 1986, misteri dell’Esercito, il deposito di scorie nucleari presso la sede Enea della Casaccia.

Mischiare problematiche serie e diverse mettendo tutto in un grande calderone è una tecnica rozza e ascientifica che si smonta con molta facilità.

Le indagini epidemiologiche dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio prima e quelle del Tribunale di Roma poi hanno interessato un’area di circa dieci chilometri di raggio dal sito della radio Vaticana.

Il deposito nucleare si trova dentro quell’area ma più vicina alla cittadina di Anguillara.

La mortalità non risulta aumentata in vicinanza del sito dell’Enea.

C’è una significativa differenza epidemiologica tra la mortalità di militari a guardia del sito della radio Vaticana e della caserma prospiciente e la mortalità dei lavoratori dell’Enea e degli abitanti limitrofi al centro di stoccaggio.

Si è visto che l’incidenza delle patologie leucemiche decresce allontanandosi dalla stazione radiofonica e che questa dipendenza inversamente proporzionale alla distanza è confermata, ed è anzi rafforzata, quando si considerano le distanze esatte fra antenne e vittime invece delle distanze fra il “baricentro” delle 28 antenne e le medesime vittime.

La stessa scuola di Fanteria dell’Esercito italiano ha emesso raccomandazioni.

Gli stessi presidi sanitari della radio Vaticana hanno emesso prescrizioni a tutela dei coloni e dei lavoratori, finendo con l’espellere i primi.

L’Ispesl di Monteporzio Catone ha monitorato e relazionato.

Le stesse Ferrovie dello Stato hanno dovuto schermare i loro treni che si bloccavano proprio nei punti più vicini al sito vaticano.

Non si può parlare a vanvera ignorando tutte queste cose e anni e anni di studi e ricerche.

C’è una significativa differenza tra la mortalità rilevata a Cesano e La Storta con quella rilevata nel centro di Anguillara più vicino al centro Enea.

– Il fatto che due casi (fra quelli accertati ufficialmente) si siano verificati all’interno del centro trasmissioni della Marina Militare della Storta, che si trova all’interno dell’area di indagine, rafforza l’ipotesi del nesso fra campi elettromagnetici a radiofrequenza e malattie leucemiche.

-Il fatto che l’epidemiologia del territorio sia stata confrontata con quella di Roma, ove esiste un inquinamento atmosferico dovuto al traffico urbano di gran lunga più pesante di quello dell’area di interesse, dimostra che l’evidenza del nesso sarebbe stata ben più evidente se il confronto fosse stato fatto con un territorio urbanisticamente omogeneo.

Tant’è che lo studio epidemiologico disegnato nell’ambito del procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo attualmente in corso contro la radio Vaticana e la Marina Militare eliminerà questo limite sostanziale delle prime due indagini epidemiologiche.

Cosa si vuole dimostrare, che le radiazioni di Chernobyl, per una sorta di prodigio, siano state attratte dalle 28 antenne del Vaticano seminando tassi di radioattività maggiori proprio a Cesano e dintorni?

Oppure, per una sorta di coincidenza, si vuole accusare i cittadini morti o ammalati di Cesano e dintorni di essere colpevolmente più vulnerabili di altri cittadini romani al gas radon?

Non so se sia il caso di impiegare altro tempo per dare credito e ampliare la confusione prodotta da personaggi tristi in cerca di attenzione che purtroppo aggravano la situazione di parzialità e di prostituzione di numerosi esperti istituzionali.

Coordinamento Comitato Roma Nord

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