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I campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari: effetti sulla salute dei bambini e adolescenti, RNCNIRP 2011.

bambino

RISOLUZIONE DEL COMITATO NAZIONALE RUSSO

Prof. Grigoriev Yury, prof. Valentina Nikitin, dott. Grigoriev Oleg, maggio 2011.
Tale risoluzione è stata approvata dai membri della commissione nazionale russa sulle radiazioni non ionizzanti (RNCNIRP), nella sessione del Comitato in data 3 marzo 2011.
http://iemfa.org/images/pdf/RNCNIRP_Resolution_2011.pdf
La risoluzione è l’evoluzione delle dichiarazioni scientifiche adottate dal RNCNIRP nel 2001, 2004, 2007, 2008 e 2009, tenuto conto delle opinioni attuali sui nuovi dati scientifici.
La risoluzione rappresenta il nuovo punto di vista della comunità scientifica destinata ai consumatori dei servizi di telecomunicazioni mobili, come pure al potere legislativo ed esecutivo che elaborano e attuano politiche di tutela della salute, dell’ambiente, della comunicazione scientifica e di sicurezza.

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INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E TELEFONI CELLULARI

2000px-Radio_waves_hazard_symbol.svgCentro Congressi Adriano Olivetti

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
E TELEFONI CELLULARI:

QUALE IMPATTO SULLA SALUTE ?

“Come dobbiamo comportarci
con i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari?
La parola agli scienziati, ai giuristi, ai consumatori.
Fra gli interventi: Raffaele Guariniello,
procuratore aggiunto di Torino.”

DAMANHURcrea 28 OTTOBRE 2006

COMUNE DI VIDRACCO

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E TELEFONI CELLULARI:
QUALE IMPATTO SULLA SALUTE?

Le più comuni sorgenti di campi elettromagnetici sono rappresentate
da linee elettriche, stru-menti
dotati di motore elettrico, schermi per computer, apparati per
telecomunicazioni e dif-fusione
radiotelevisiva, telefoni cellulari e relative stazioni radio base.
Sono molte le incertez-ze
sui potenziali rischi dei campi elettromagnetici, soprattutto sulla
correlazione tra l’esposi-zione
a campi elettromagnetici (in particolare, quelli della telefonia
mobile) e l’insorgere di
patologie nell’uomo. Non si sono ancora evidenziati rapporti certi di
causa-effetto, tanto che
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel dubbio, ha
raccomandato di attenersi
comunque al “principio di precauzione” (prudent avoidance), che è una
politica di gestione del
rischio applicata in situazioni con un alto grado di incertezza
scientifica.
Ma se la ricerca scientifica tarda ad esprimere giudizi definitivi
come dobbiamo comportarci
nei confronti dei campi elettromagnetici e dei telefoni cellulari?

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E TELEFONI CELLULARI:
QUALE IMPATTO SULLA SALUTE?
PROGRAMMA
ore 9.30 La paura della tecnologia
Marco Rapellino
ore 10.00 Inquinamento elettromagnetico:
metodologia di rilevamento
e sistemi di protezione
Nicola Limardo
ore 10.30 Effetti delle onde
elettromagnetiche sull’organismo umano
Anna Villarini
ore 11.00 Pausa
ore 11.20 Progressi scientifici nel campo
del bioelettromagnetismo
Flavio Ronchetto – Santi Tofani
ore 12.00 Obblighi e responsabilità
in tema di esposizione a campi elettromagnetici
prodotti da impianti di telefonia cellulare
Raffaele Guariniello
ore 12.30 Inquinamento elettromagnetico,
esperienze dei comitati: realtà e politica
Maria Grazia Del Negro
RELATORI
Raffaele Guariniello
Procuratore aggiunto Torino
Maria Grazia del Negro
Coordinatrice Comitati Spontanei di Torino
e Provincia contro l’elettrosmog
Nicola Limardo
Architetto ambientale,
esperto in biofisica Novara
Flavio Ronchetto – Santi Tofani
Fisica Sanitaria ASL 9 Ivrea
Marco Rapellino
Ufficio Qualità Ospedale Molinette Torino
Anna Villarini
Biologa, Istituto dei Tumori Milano
DAMANHURcrea
Centro Congressi Adriano Olivetti
Via Baldissero 21• 10080 Vidracco
Tel. 0125 789999
SEGRETERIA SCIENTIFICA
G.C. Fiorucci
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Accademia dell’Equilibrio
Tel. 0125 789999 • convegni@damanhur.it

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ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/2004

ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA
SONO SCONCERTANTI I RISULTATI DI UN’ULTERIORE RECENTISSIMA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SVEDESE: L’USO PROLUNGATO DEL CELLULARE FA QUADRUPLICARE IL RISCHIO DI NEUROMA ACUSTICO, TUMORE BENIGNO DEL NERVO UDITIVO. GLI EPIDEMIOLOGI DEL KAROLINSKA ISTITUTE DI STOCCOLMA SONO ARRIVATI A QUESTA CONCLUSIONE CONFERMANDO COSI’ I RISULTATI DEL 2002 OTTENUTI DA LORO COLLEGHI DELL’UNIVERSITA’ DI OREBRO, SEMPRE IN SVEZIA.
LA NUOVA RICERCA E’ STATA CONDOTTA NELL’AMBITO DI UNO STUDIO COORDINATO DALL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO (IARC), ORGANISMO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS).
Lo studio epidemiologico è stato condotto fra tutti gli ammalati di neuroma acustico diagnosticato, fra il 1999 ed il 2002, in individui di eta’ compresa fra 20 e 69 anni in Svezia. Si è visto che il rischio di contrarre tale patologia raddoppia dopo 10 anni di uso del cellulare. Il rischio sale a 3.9 volte se si considera il lato del capo sul quale viene appoggiato il cellulare durante la telefonata.
Uno degli autori dello studio, il prof. Anders Ahlbom, membro dell’ICNIRP e vice direttore del dipartimento di epidemiologia del Karolinska Istitute di Stoccolma, che nel corso di un’intervista ha per ora rifiutato di rivelare i risultati riguardanti altri tipi di tumori del cervello, quali l’astrocitoma ed il meningioma, dichiara: “Se sono possibili i neuromi acustici, allora l’argomentazione che gli effetti non sono biologicamente plausibili non è applicabile; e non sappiamo cosa sia possibile .”, e continua affermando che, addirittura, “. non si può escludere la possibilità che l’esposizione a breve termine abbia un effetto che può rivelarsi soltanto dopo un lungo periodo di latenza”.
Un altro prestigioso epidemiologo, il dr. Sam Milham (Dipartimento per la Salute dello Stato di Washington, USA), che lavora sugli effetti della radiazione elettromagnetica da più di 20 anni, dichiara che “. ciò è solo la punta di un iceberg . se i cellulari possono causare neuromi acustici, essi possono anche causare tutti gli altri tipi di tumori del cervello”. Lo stesso Milham non pensava che un aumentato rischio di tumore potesse essere visibile così presto. “Da quello che conosciamo sulla latenza dei tumori solidi – egli dice – non ci si aspetterebbe di vedere un aumento a 10 anni e sarebbe più plausibile a 20 anni di esposizione”. Il prof. Lennart Hardell, epidemiologo dell’Università di Orebro, sempre in Svezia, afferma che la ricerca di Ahlbom conferma i suoi risultati ed aggiunge: “noi consideriamo il neuroma acustico come un tumore che segnala un aumento del rischio di cancro generato dai cellulari. I risultati possono indicare un incremento del rischio per altri tipi di tumori del cervello”.
Quando vennero pubblicati i risultati dello studio di Hardell, nel 2002, questi furono bruscamente criticati da tanti altri ricercatori, compresi importanti esponenti dello stesso istituto Karolinska che definirono Hardell un allarmista ed un irresponsabile. Questo drammatico precedente deve costituire un chiaro messaggio per tutti coloro che, anche in Italia, sottovalutano o addirittura negano ogni rischio dovuto all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, contribuendo cosi’ a mettere a rischio la salute pubblica.
Riferimenti:
Lonn, Stefan; Ahlbom, Anders; Hall, Per; Feychting, Maria, “Mobile Phone Use and the Risk of Acoustic Neuroma”, Epidemiology. 15(6):653-659, November 2004, USA, www.epidem.com.
Microwave News, October 2004, PO Box 1799, Grand Central Station, New York, NY 10163-1799, USA, edited by Louis Slesin, www.microwavenews.com.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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