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Telefonino:Insonnia, depressione e ADHD

insonniaNon solo tenuto sul comodino o sotto il cuscino , come ho allarmato nel 2002, ma anche l’uso un’ora prima di dormire produce gli stessi effettiTelefonino: insonnia, depressione e ADHD. (Conseguenze: violenza, delitti in casa, nel vicinato e oltre, suicidi)
I grandi numeri dei nostri tempi con l’assistenza degli onnipresenti testimoni: antenne e telefonini che hanno reso incandescenti anche gli animi più miti.
Antonio Gagliardi- Elettrosmog Volturino

Le radiazioni dei telefonini rovinano il vostro sonno.
GIi scienziati propri dell’industria della telefonia mobile “scoprono” che l’uso del telefonino può portare di sera a perturbazioni nei cicli del sonno, mal di testa e depressione.
Le radiazioni dei telefonini, disturbano (riducono) il sonno e provocano mal di testa che generano un disordine, secondo uno studio nuovo.

L’esame, finanziato dagli operatori della telefonia mobile stessi indica che chi usa un telefono cellulare prima di andare a dormire, si scontra con problemi di sonno, rispetto a chi non lo utilizza, e che interferisce nelle capacità dell’organismo di recuperare la fatica accumulata durante il giorno.
Questi risultati sono allarmanti per i bambini e gli adolescenti ,- questo è quello che suggerisce l’esame specialmente-perché questi sono quelli che particolarmente lo utilizzano la sera e paradossalmente sono quelli anche che hanno in particolare bisogno di un sonno riparatore.

Questi disturbi inducono ad un cambiamento d’umore, della personalità, dell’ADHD ( Deficit di Attenzione da Disturbo di Iperattività) come sintomi della depressione, della mancanza della concentrazione e di efficienza del risveglio per l’apprendimento scolastico (universitario).

Lo studio è stato eseguito congiuntamente dagli scienziati dell’ Istituto Karolinska, dell’università di Uppsala in Svezia e dall’Università Wayne dello stato del Michigan negli Stati Uniti che hanno tutte una rinomanza di prim’ordine.

Questo esame che è stato appena pubblicato dall’Istituto di Massachusetts durante un simposio sulla salute riguardo alle tecnologie elettromagnetiche, è stato finanziato dal Foro Mobile dei fabbricanti che rappresenta le principali compagnie della telefonia mobile.
Esso ha suscitato preoccupazioni profonde fra gli esperti medici nel campo del sonno, tra essi uno ha indicato che c’era ora “l’evidenza più che sufficiente” che prova che le radiazioni del mobile “colpiscono il sonno profondo.”

Gli scienziati hanno osservato 35 uomini e 36 donne da 18 a 45 anni. Alcuni sono stati sottoposti alle radiazioni (identiche) ricevute con l’ausilio dei telefoni cellulari; altri sono stati collocati con precisione nelle stesse condizioni, ma con esposizione alle irradiazioni finte, senza ricevere radiazioni.
Le persone che avevano ricevuto la radiazione hanno impiegato più tempo per entrare nel ciclo di un sonno profondo e hanno passato meno tempo in questo. Gli scienziati conclusero: “l’esame indica che durante l’esposizione di laboratorio alle radiazioni sprigionate dalle radiofrequenze mobili da 884 MHz, il sonno paradossale che è molto importante per il recupero della fatica quotidiana, è compromesso (colpito).”

Il Foro Mobile degl’lndustriali che è molto imbarazzato, ha assunto un atteggiamento superficiale ripetto a questo risultato mentre palesava piuttosto insistente un disaccordo apparente con questa conclusione: questi “risultati erano poco conclusivi” e che “i ricercatori non hanno proclamato che l’esposizione causa perturbazioni al sonno.”

Ma il professore Bengt Arnetz che coordinò lo studio, ha dichiarato: “noi abbiamo trovato che gli effetti dell’esposizione ai telefoni cellulari sono scenari realistici. Questi suggeriscono che ci sono effetti misurabili nel cervello.

Egli pensa che la radiazione può attivare alcuni metabolismi del cervello come quello dello stress”, iniziare le fasi di allerta in numerose persone sensibili e ridurre le loro capacità di trovare un buon sonno (addormentarsi).”

Circa la metà delle persone studiate pensano di essere “elettrosensibili”, perché hanno riferito dei sintomi come mal di testa ed un cambiamento delle loro funzioni conoscitive dopo un uso del telefono cellulare.

Ma loro si sono rivelati incapaci di dire se loro fossero stati esposti alle radiazioni nei test.

Questo rinforza l’accuratezza della conclusione dello studio, perché era importante che nessuna suggestione che porta alla consapevolezza dell’esposizione (radiazione) ha potuto influenzare i risultati riguardo alle fasi del sonno.

In maniera più significativa, da questo parere gl’industriali che mettono in dubbio la pertinenza di questo esame intendono soprattutto sostenere che la radiazione non ha alcun effetto misurabile.
Questo studio si inserisce in una serie – particolarmente la recente e molto mediatica dell’ Università di Essex-che ha ugualmente constatato che le persone che pretendono essere elettrosensensibili non potrebbero distinguere quando la radiazione di laboratorio era in stato attivo, concludendo nello studio che essi non siano stati colpiti.

Ricordiamo che i critici hanno attaccato la metodologia di questo esame, ma questi risultati nuovi non possono che portare ad essi un discredito serio. Per loro, la radiazione ha avuto un effetto anche se loro non potevano dire
quando loro furono esposti.

Questo nuovo studio completa anche altre recenti ricerche. Una indagine massiccia, condotta su 1.656 adolescenti belgi per un anno ha riscontrato che la maggior parte di coloro che aveva usato il cellulare prima di essere andato a dormire:
” Ha concluso che quelli che avevano telefonato una volta per settimana erano tre volte meno stanchi di quelli che avevano usato il loro telefono almeno 5 volte.”

Il Dott Chris Idzikowski, direttore del centro del sonno di Edinburgo indica: vi sono adesso di più e sufficientemente delle evidenze conclusive di un grande numero di investigatori onorevoli” che evidenziano che esposizione al telefono mobile un’ora prima di andare a dormire compromette il sonno profondo.”

Il Dott William Kohler dell’Istituto del Sonno della Florida ha aggiunto:
“qualunque cosa che turba l’integrità del vostro sonno avrà potenzialmente conseguenze sfavorevoli nel funzionamento normale delle vostre capacità durante il giorno, come uno stato “pessimo”, (irritabilità), difficoltà di concentrazione,persino, per alcuni, problemi di iperattività e di comportamento nei bambini.”

David Schick, il dirigente d’azienda di Exradia, che fabbrica dispositivi di protezione contro le radiazioni, ha invitato i ministri a realizzare “un’indagine pubblica aperta” sugli effetti dei telefoni cellulari.

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Antenne Volturino-FG

A S S O C I A Z I O N E

“LOTTA INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE VOLTURINO – ONLUS”

Via Oberdan, 36 71030 Volturino_FG

S.E. il Prefetto_FG

Procuratore della Repubblica

Lucera_Fg

Assessorati:Ecologia, Urbanistica e Sanità_Reg.Puglia

Sindaco di Volturino

Dr. Prof. G. Assennato

A R P A PUGLIA

Oggetto: C.e.m. Antenne Volturino- Disastro ecosanitario.

Nel corso della trasmissione in diretta di Primaveraradio di Taranto il 15/02 scorso, si è parlato di campi elettromagnetici relativi a Volturino.

La giornalista Cinzia Propato, quando accennò ai dati epidemiologici da me raccolti, ha colto di sorpresa il prof. G. Assennato, direttore Arpa, intervenuto anche nella trasmissione, poiché non a conoscenza e io gli promisi di inviarli, sebbene tutti gli organi istituzionali siano stati resi edotti da circa 10 anni, come da documentazione allegata.

Non sono medico o scienziato e tanto meno epidemiologo, ma la mia attività di sondaggista per l’ istituto demoscopico Doxa, mi ha dato l’opportunità di approfondire sospetti sanitari, che giornalmente riscontravo tra la popolazione di Volturino, ma non nei paesi vicini e confermato successivamente nell’ indagine presso medici di altri 7 comuni.

Come si può osservare nei documenti, la elevata percentuale di disturbi al sistema nervoso: insonnia, ansia, irritabilità, depressione e anche ipertensione, sterilità, impotenza, malformazioni, cataratte, decessi tumorali, rivela una sostanziale differenza rispetto ai comuni vicini.

Tra l’ altro un indicatore molto significativo appare l’ effetto accelerativo delle onde elettromagnetiche nella progressione della cancerogenesi dal momento che i tumorati di Volturino oltre all’ incidenza superiore del 6% hanno vissuto mediamente 68 anni, 73 invece, quelli di altri comuni osservati.

E’ di importanza fondamentale sottolineare altresì, che i dati raccolti sono riferiti al periodo antecedente alla diffusione della telefonia cellulare e relative stazioni radiobase, che nel frattempo hanno riprodotto la stessa situazione sanitaria di Volturino ormai ovunque.

Al di là del rispetto dei limiti dei 6v/m prescritti dalla normativa questi dati sembrano invocare valori di esposizione più cautelativi.

Prudenza, dunque.

Quella prudenza già raccomandata, da più di 10 anni e in più occasioni, dalla Asl di Foggia all’ Amministrazione Comunale di Volturino e al Prefetto, ma che viene sistematicamente ignorata, anzi, lasciando la sede degl’ impianti radiotrasmittenti esposta all’ assalto incontrollato per altre installazioni, senza autorizzazioni e senza interventi, pur sollecitati insistentemente dal sottoscritto e comunicati a tutti gli organi competenti.

Né, come ha riferito nella trasmissione, anche il prof. Assennato, siano in possesso di autorizzazione sanitaria tutti quegl’ impianti installati dopo aprile 2006, quando l’ Arpa stessa ha comunicato al Sindaco e alla Procura di Lucera che non venissero più autorizzate altre antenne perché i valori di emissione erano molto prossimi a quelli imposti dalla normativa.

Ma, da allora, ne sono sono state installate più di una decina, e non si conoscono i nuovi valori di campo elettrico e comunque già da agosto 2005 hanno superato i 32V/m nelle vicinanze delle strutture, a fronte della normativa che impone di non superare i 20; rilievi eseguiti con rilevatore tipo 8 della marca Wandel & Goltermann che ho filmato e fotografato.

Quanta affidabilità può essere attribuita alla rilevazione dell’ Arpa, attraverso la Fondazione Bordoni, nota a tutte le Associazioni per la conflittualità d’ interessi, operando di concerto con gli operatori, avvertiti, anche della data precisa delle misurazioni?

Macchinine che si muovono senza radiocomando, bilance elettroniche del Bimby della Vorwerk, anche dopo adeguata schermatura della casa madre, manifestano irrequietezza nei pesi, automobili che non rispondono ai radiocomandi, l’ impianto d’ allarme della banca che si attiva spesso la notte facendo accorrere inutilmente la sorveglianza a sorprendere ladri fantasma e tante altre apparecchiature elettroniche portate in riparazione.

D’ altro canto sin dal 2002, 6000 medici tedeschi hanno firmato e consegnato un appello a quanti responsabili nel governo e nella scienza avessero il dovere di intervenire perché si scongiurassero ulteriori danni. Un altro appello è stato lanciato nel 2005.

Invece per Volturino il clamore suscitato nei media se in un primo momento sembrasse aver

stimolato l’interesse per uno studio epidemiologico ufficiale, il risultato non è più arrivato:

a dicembre 1999 la Asl di Foggia delibera di eseguire 3 indagini :

a. studio della motilità spermatica nei maschi di 19-21 anni,

b. consumo di psicofarmaci,

c. disturbi visivi,

da confrontare con la popolazione residente ad Orsara di Puglia.

Dopo tre anni chiedo notizie degli esiti e dopo reiterate sollecitazioni l’ anno successivo finalmente arriva la risposta:.”mancanza di risorse più volte sollecitate. difficoltà di carattere scientifico-epidemiologico.difficoltà pratiche.ci costrinsero ad abbandonare”.

Neanche il dirigente del distretto socio sanitario del posto, dr. M. Urbano, abitante a Volturino, ha mostrato sensibilità, dichiarandosi, anzi, incompetente.

E comunque la Asl di Foggia in più sedi e occasioni ha manifestato preoccupazione e in nome di una ragionevole cautela ha invitato ad allontanare quegl’ impianti in un punto più lontano dall’ abitato, ma, irresponsabilmente, i sindaci non ne hanno mai tenuto conto.

Né gli organi di vigilanza avessero mai impedito una sola installazione: “manutenzione, sostituzione, spostamento” la risposta prodotta negli anni alla Procura, salvo poi che a contarle, le antenne sono arrivate al numero 156 e nel 1986, inizio delle denunce, ne erano 28.

Il 22/12/2005 ripropongo l’ indagine alla stessa Asl e dopo altri solleciti non ho avuto alcun riscontro.

Anche l’ Università di Bari avvia uno studio sul sonno ma non ebbe più seguito dopo la scomparsa del prof. F.M. Puca, direttore della I Clinica Neurologica.

Lo studio, anche se incompleto aveva lanciato segnali significativi sui danni al sistema nervoso.

Lanciato dal TGUNO a dicembre 2004 suscita l’ interesse dell’ Istituto Superiore di Sanità che attraverso il dr. P. Comba, uno dei massimi epidemiologi, si presta per uno studio su Volturino, ma il Sindaco non è interessato visto che non ha risposto neanche dopo mie sollecitazioni.

L’ Associazione costituisce un comitato tecnico-scientifico, annoverando tra i più attenti studiosi del settore nel panorama universitario.

Ma il sindaco Dotoli inserisce elementi di contrasto nel comitato che ostacolano l’ avvio dei lavori, non convocando più i membri riuscendo a mantenere lo stato di abuso degli impianti e nel contempo il degrado sanitario nel paese.

Altrettanto insensibile alla notizia, tra l’ altro comunicata anche ad altri organi sanitari pugliesi compresa l’ Arpa, della preoccupazione confidatami dall’amico dr. G. Trincucci dall’ospedale Lastaria di Lucera, per l’ alto numero di ricoveri da Volturino per malattie neoplastiche riscontrati, senza conoscere quelli ricoverati presso altri nosocomi.

Quando si dice che il sindaco è la massima autorità sanitaria del paese.

Tutte prove evidenti che “le indagini non s’hanno da fare!!!”

Se si aggiunge ancora:

a.. una richiesta di indagine sanitaria da parte dell’Associazione alla Procura della Repubblica di Lucera, scomparsa nel 2001,
b.. consegna in Procura di falsi rapporti e spesso non redatti dai pubblici ufficiali del luogo, Carabinieri, Vigili e UTC,
c.. che spesso non vengo avvisato e quindi impedito di oppormi alle archiviazioni, nonostante richiesto,
d.. che all’ Associazione, portatrice di interessi superindividuali, è impedito di partecipare alle operazioni d’ indagine, di ottenere l’ iscrizione nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato, di ricevere aiuto economico,
e.. che una sentenza di demolizione confermata in Cassazione sin dal 1994 e che la Procura Generale di Bari non ha più eseguito e mai fornito spiegazioni spesso sollecitate,
f.. abbandono del Codacons e altri avvocati nella difesa dell’Associazione,
g.. emittenti appoggiate al traliccio di Telecom Service che dichiarano “munita di concessione edilizia” inesistente,
h.. che possano godere di finanziamenti pubblici e produrre consistenti profitti e beffarsi nel contempo delle esauste casse del comune di Volturino come evasori dell’imposta ICI, diffusori per giunta di superflue onde distribuite nelle case dei volturinesi, insieme a disinformazioni, frivolezze e pornovolgarità in eccesso, persino a colazione,
i.. che da circa un anno tutte queste notizie puntualizzate avrei voluto riferirle, nel più stretto riserbo, al Procuratore di Lucera, che non ha mai risposto alle mie richieste di audizione,
è manifesto che nella evidente e chiara cronicità di tali abusi imperseguiti è allocata anche la prova della consapevolezza del disastro sanitario, viceversa gli abusi sarebbero stati risolti da tempo, sicché la dimensione della gravità è di tale portata che nessun organo istituzionale voglia assumersi la responsabilità della soluzione.

Né la punizione degl’ irresponsabili potrebbe giovare a lenire le sofferenze della comunità di Volturino; perché se 21 anni di pressioni non sono stati sufficienti a vincere la resistenza della illegalità vige, quindi, un sistema di controllo invisibile che impedisce alle istituzioni di svolgere doverosamente i propri compiti.

Tutto coperto da garanzia di oscurità dell’informazione, prevalentemente in mano proprio agli abusivi e più attenta a diffondere, invece, notizie criminis altrui.

Allora,

l’ Associazione, si fa promotrice, sperando per l’ ultima volta, di un incontro fra le rappresentanze istituzionali più direttamente deputate alla decisione definitiva, incontro non nella sede municipale, perché lì non ottiene mai un rigo di risposta, bensì nella prefettura di Foggia.

Totale o parziale delocalizzazione?

Spegnimento delle trasmissioni nelle ore notturne?

Un nuovo centro abitato più a valle?

Immunità fiscali per i residenti effettivi?

La risposta, nella convocazione che S. E. il Prefetto vorrà indire al più presto possibile nei soggetti sottoelencati:

a.. Sindaco di Volturino
b.. Presidente Associazione
c.. Presidente Regione e
d.. Assessori Ecologia, Urbanistica e Sanità Reg. Puglia.
e.. Procuratore Repubblica Lucera.

Antonio Gagliardi – Presidente

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L’ELETTROSMOG CAMBIA IL DNA

dna
Effetti mortali di particolari campi magnetici negli insetti, mutazioni nei topi.
Interessante, per un fenomeno che secondo Battaglia, Veronesi & co. non esiste
Se sottoposto a forti campi elettromagnetici il Dna di un individuo puo’ anche trasformarsi.
Lo dimostra uno studio condotto con fondi Ue da tre ricercatori dell’Accademia delle scienze e delle arti del Kosovo, secondo i quali la scoperta rischia di mettere in dubbio l’affidabilita’ dei test del Dna su cui si fondano molte indagini in campo criminologico.
Dal lavoro emerge infatti che la struttura del Dna non e’ fissa, ma potrebbe essere condizionata da fattori biologici o biochimici.
Nell’esperimento, riferisce l’universita’ di Pristina, sono stati utilizzati tessuti di topo.
Lo studio segue precedenti ricerche condotte presso lo stesso ateneo su conseguenze dell’elettrosmog come gli effetti mortali di particolari campi magnetici negli insetti.

Sull’elettrosmog, Franco Battaglia (sì, ancora lui) ha scritto il libro “Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte”, a cui Umbertone Veronesi (sì ancora lui) ha garantito la prefazione.
Sull’opera, Carlo Stagnaro (sì, ancora lui) scriveva su “La provincia di Como”:

Un fantasma si aggira per l’Italia.
E’ lo spettro dell’elettrosmog.
Invisibile, impalpabile e inafferrabile, penetra nelle case, si aggira per strada, allunga le sue eteree mani ossute su giovani e vecchi.
Così, almeno, vorrebbe il refrain ambientalista.
Invece, sconfiggere questo evanescente nemico è molto più facile di quanto si creda.
E’ come il babau della nostra gioventù: puoi cercarlo sotto il letto o dentro l’armadio, perfino negli angoli più reconditi e bui della camera, ma non lo troverai.
Per la semplice ragione che non esiste.
Lo sostiene Franco Battaglia, docente di chimica fisica alla Terza Università di Roma, nel suo ultimo libro: Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte.

Si tratta di una raccolta commentata degli articoli che lo scienziato ha pubblicato su diverse riviste e quotidiani per dimostrare che, dietro lo spauracchio dell’inquinamento elettromagnetico, si nascondono in realtà sordidi obiettivi politici e concreti interessi economici.

“Non è stato difficile scoprire la verità – spiega Battaglia a La Provincia – Dopo un primo sommario esame dei rapporti dell’Organizzazione mondiale della sanità era chiaro che vi era un abisso tra le conoscenze in possesso dalla comunità scientifica e le notizie propagandate dai media, da alcune associazioni ambientaliste e da alcune associazioni sedicenti per la difesa dei consumatori”.

“Ogni studio più attento di quei rapporti dell’OMS e di quelli di altre istituzioni (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, American Physical Society, etc.) avvalorava il sospetto che in Italia l’elettrosmog fosse un problema inventato da mercanti di terrore per tornaconto personale”.

Il professore non è certo tenero con gli ecologisti: ma non si può esserlo con persone che, andando contro il parere unanime della comunità scientifica, inventano di sana pianta un problema, lo spacciano per tragedia e si propongono come salvatori della patria – al non modico prezzo di un business (quello della misura dei campi e dell’interramento dei cavi) del valore di un centinaio di migliaia di miliardi di vecchie lire, cinquanta miliardi di euro se preferite.

Mica Bruscolini

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Leucemia e linee di potenza: evidenze nascoste per 3 anni

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: Leucemia e linee di potenza: evidenze nascoste per 3 anni.

Il 29 ottobre scorso Sky News (http://www.sky.com/skynews/article/0,,30000-1157451,00.html) ha comunicato che il Ministero della Salute del Regno Unito avrebbe tenuto nascosto per tre anni uno studio che mette in relazione le linee di trasmissione dell’energia elettrica e la leucemia infantile. I bambini al di sotto dei 15 anni vissuti entro 100 metri dalle suddette linee sono stati sottoposti ad un rischio doppio di contrarre la leucemia.

In un’intervista pubblicata ieri 30 ottobre dal quotidiano l’ “Independent” (http://news.independent.co.uk/uk/health_medical/story.jsp?story=577526), il dott. Gerald Draper, del Gruppo di Ricerca su Cancro nell’Infanzia di Oxford, ha negato di aver soppresso i risultati del suo studio che ha esaminato 35000 casi di leucemia infantile fra il 1962 ed il 1995. Drapped ha ammesso di aver presentato i suoi risultati preliminari in un convegno “privato” 18 mesi fa. Ha aggiunto che a quel tempo i risultati dello studio erano “confusi”.

Non appena Sky News ha iniziato a parlare del nuovo studio, il Partito Conservatore inglese ha diffuso un comunicato stampa (http://www.conservatives.com/tile.do def=news.press.release.page&obj_id=116894)
in cui chiede al Governo Blair di rendere noto quando sia venuto a conoscenza di tali risultati e le azioni intraprese in merito. Il Partito Conservatore ha aggiunto che se tale rapporto è stato tenuto segreto per 3 anni, ciò rappresenterebbe una “disgrazia”.

Cordiali saluti.
Raffaele Capone.
Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/2004

ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA
SONO SCONCERTANTI I RISULTATI DI UN’ULTERIORE RECENTISSIMA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SVEDESE: L’USO PROLUNGATO DEL CELLULARE FA QUADRUPLICARE IL RISCHIO DI NEUROMA ACUSTICO, TUMORE BENIGNO DEL NERVO UDITIVO. GLI EPIDEMIOLOGI DEL KAROLINSKA ISTITUTE DI STOCCOLMA SONO ARRIVATI A QUESTA CONCLUSIONE CONFERMANDO COSI’ I RISULTATI DEL 2002 OTTENUTI DA LORO COLLEGHI DELL’UNIVERSITA’ DI OREBRO, SEMPRE IN SVEZIA.
LA NUOVA RICERCA E’ STATA CONDOTTA NELL’AMBITO DI UNO STUDIO COORDINATO DALL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO (IARC), ORGANISMO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS).
Lo studio epidemiologico è stato condotto fra tutti gli ammalati di neuroma acustico diagnosticato, fra il 1999 ed il 2002, in individui di eta’ compresa fra 20 e 69 anni in Svezia. Si è visto che il rischio di contrarre tale patologia raddoppia dopo 10 anni di uso del cellulare. Il rischio sale a 3.9 volte se si considera il lato del capo sul quale viene appoggiato il cellulare durante la telefonata.
Uno degli autori dello studio, il prof. Anders Ahlbom, membro dell’ICNIRP e vice direttore del dipartimento di epidemiologia del Karolinska Istitute di Stoccolma, che nel corso di un’intervista ha per ora rifiutato di rivelare i risultati riguardanti altri tipi di tumori del cervello, quali l’astrocitoma ed il meningioma, dichiara: “Se sono possibili i neuromi acustici, allora l’argomentazione che gli effetti non sono biologicamente plausibili non è applicabile; e non sappiamo cosa sia possibile .”, e continua affermando che, addirittura, “. non si può escludere la possibilità che l’esposizione a breve termine abbia un effetto che può rivelarsi soltanto dopo un lungo periodo di latenza”.
Un altro prestigioso epidemiologo, il dr. Sam Milham (Dipartimento per la Salute dello Stato di Washington, USA), che lavora sugli effetti della radiazione elettromagnetica da più di 20 anni, dichiara che “. ciò è solo la punta di un iceberg . se i cellulari possono causare neuromi acustici, essi possono anche causare tutti gli altri tipi di tumori del cervello”. Lo stesso Milham non pensava che un aumentato rischio di tumore potesse essere visibile così presto. “Da quello che conosciamo sulla latenza dei tumori solidi – egli dice – non ci si aspetterebbe di vedere un aumento a 10 anni e sarebbe più plausibile a 20 anni di esposizione”. Il prof. Lennart Hardell, epidemiologo dell’Università di Orebro, sempre in Svezia, afferma che la ricerca di Ahlbom conferma i suoi risultati ed aggiunge: “noi consideriamo il neuroma acustico come un tumore che segnala un aumento del rischio di cancro generato dai cellulari. I risultati possono indicare un incremento del rischio per altri tipi di tumori del cervello”.
Quando vennero pubblicati i risultati dello studio di Hardell, nel 2002, questi furono bruscamente criticati da tanti altri ricercatori, compresi importanti esponenti dello stesso istituto Karolinska che definirono Hardell un allarmista ed un irresponsabile. Questo drammatico precedente deve costituire un chiaro messaggio per tutti coloro che, anche in Italia, sottovalutano o addirittura negano ogni rischio dovuto all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, contribuendo cosi’ a mettere a rischio la salute pubblica.
Riferimenti:
Lonn, Stefan; Ahlbom, Anders; Hall, Per; Feychting, Maria, “Mobile Phone Use and the Risk of Acoustic Neuroma”, Epidemiology. 15(6):653-659, November 2004, USA, www.epidem.com.
Microwave News, October 2004, PO Box 1799, Grand Central Station, New York, NY 10163-1799, USA, edited by Louis Slesin, www.microwavenews.com.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”

Dal Corriere.it del 27/6/2004.

“Sarebbe pericoloso anche tenere il telefonino alla cintura”
“Il cellulare in tasca riduce la fertilità negli uomini”
“Una ricerca dell’Università ungherese di Szeged: «Deteriora sia la concentrazione che la mobilità degli spermatozoi» ”

BUDAPEST (UNGHERIA) – Continua il dibattito in campo medico sulla nocività dei telefoni cellulari. Secondo una nuova ricerca sugli effetti sulla salute dell’uso dei cellulari, l’uso del telefonino può ridurre del 30% la produzione di sperma dell’uomo. Si tratta del primo studio a indicare che la fertilità maschile può essere danneggiata dalle emissioni. I più a rischio sono gli uomini che portano il cellulare nell’apposita custodia attaccata alla cintura o nelle tasche dei pantaloni. Ma perfino gli spermatozoi che sopravvivono all’esposizione subiscono un danno parziale, riducendo ulteriormente la fertilità.

LA RICERCA – Gli scienziati che hanno effettuato lo studio, in primo luogo il dottor Imre Fejes, del dipartimento di ostetricia e di ginecologia dell’Università di Szeged in Ungheria, avvertono però che il lavoro va approfondito, per confermare la scoperta e stabilire i meccanismi di funzionamento del fenomeno. Lo studio verrà presentato martedì prossimo a Berlino, in Germania. Ha scritto il dottor Fejes: “L’uso prolungato di telefoni cellulari può avere un effetto negativo sulla spermatogenesi (produzione di sperma) e sulla fertilità maschile, perché deteriora sia la concentrazione sia la mobilità degli spermatozoi”.

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CELLULARI E SALUTE

Studio effettuato da ricercatori svedesi per danni alla salute 

Cellulari e salute
Un recente studio realizzato in Svezia solleva nuovi dubbi…

Un approccio particolare quello utilizzato dai ricercatori della Lund University in Svezia, guidati dal neurochirurgo Leif Salrdo, per valutare eventuali danni alla salute arrecati dall’utilizzo del telefono cellulare.

I risultati della ricerca, che sarà pubblicata ad aprile dalla rivista statunitense del National Institute of Environmental Health Sciences, sono stati anticipati dal Time e ripresi da Panorama (del 21/2/3).

Lo studio della Lund University non ha puntato ad appurare eventuali connessioni tra certi tipi di cancro e uso del telefonino, ma si sono concentrati sugli effetti delle onde emesse dai telefonini sulla barriera (BBB: blood brain barrier) che protegge il cervello da sostanze chimiche, tossine e proteine che circolano nel sangue.

I risultati di una serie di esperimenti, realizzati a partire dal 1992, dai ricercatori di Lund ha appurato che almeno nelle cavie da laboratorio le radiazioni emesse dai telefoni cellulari penetrano la barriera. “Di conseguenza riescono a passare molecole di una proteina del sangue, l’albumina. Questi risultati – si legge su Panorama – sono stati recentemente riprodotti in un altro laboratorio e uno studio recente mostra per la prima volta che quando l’albumina supera la barriera BBB i neuroni del cervello possono morire.”

I ricercatori hanno rilevato “infiltrazioni di albumina anche a potenze basse, di 0,5 milliwatt, un livello che esiste fino 1,8 metri di distanza dall’antenna di un telefono cellulare.”

Questa affermazione solleva un ulteriore problema, quello del “telefono cellulare passivo”.
I ricercatori tuttavia mettono in allerta anche per il crescente utilizzo di tecnologie wireless in dispositivi di uso comune come frigoriferi, forni e computer.

Particolarmente a rischio nell’uso di telefoni cellulari sarebbero giovani ed adolescenti per i quali il professor Salford ne sconsiglia l’utilizzo.

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Germania: decine di tumori per i radar

Nuovo caso di allarme nell’esercito: 69 soldati addetti ai radar militari si sono ammalati di cancro tra il 1976 e il 1996. Ma potrebbe essere solo la punta di un iceberg: furono esposti 900 uomini.
BERLINO – Sessantanove malati di cancro, di cui 24 già morti, e forse si tratta solo della punta di un iceberg. Un autentico bollettino di guerra giunge dalla Germania, questa volta però sotto accusa non sono i proiettili all’uranio impoverito, ma normalissimi radar militari. Finora, almeno ufficialmente, ritenuti innocui. A lanciare l’allarme è stata il secondo canale televisivo pubblico “Zdf”: l’emittente cita uno studio – in un primo tempo negato, poi confermato dallo stesso ministro della Difesa Rudolf Scharping – che dimostra scientificamente come nel corso di 25-30 anni i militari addetti ai radar siano stati esposti, senza alcuna protezione, a raggi X, un “sottoprodotto” dei raggi emessi dal radar. I risultati sono gravi danni alla salute dei soldati, i sessantanove casi rintracciati sono soltanto un campione, complessivamente il numero di militari esposti in questi anni alle radiazioni si aggira intorno alle 900 unità. L’età media delle morti di cancro – si parla di leucemia, tumori cerebrali, cancro ai nodi linfatici, carcinomi polmonari – è di soli 40 anni.

Secondo lo studio citato dalla “Zdf”, già alla fine degli anni Cinquanta la Bundeswehr era al corrente dei rischi per i soldati, ma non aveva mai preso alcuna misura di protezione. Ancora negli anni Novanta i valori massimi sono stati superati ad esempio nel sistema di difesa Patriot.

“Con sicurezza – si legge nello studio – si può affermare che le soglie di tolleranza massima sono state ampiamente superate. I soldati non sono stati né informati né protetti”. Secondo la “Zdf” lo studio era già da due anni in possesso delle autorità militari, che però l’avevano tenuto sotto chiave.

Una pesantissima accusa, cominciano a fioccare le denunce degli ex milari danneggiati. Il primo è l’ex sottoufficiale addetto ai radar Peter Rasch, oggi cinquantanovenne, che negli anni Sessanta si ammalò 39 volte in soli quattro anni, i medici non riuscirono mai a trovare le cause. Più tardi al sottoufficiale fu scoperto un tumore al polmone, fortunatamente guarito da una tempestiva chemioterapia. Rasch ha in mano documenti che dimostrano che già nel 1958 il suo posto di lavoro era stato ispezionato dalle autorità locali, raccomandando ai vertici militari di porre protezioni di piombo intorno alle apparecchiature. Ancora nel 1992 una misurazione aveva rivelato valori 15 volte superiori ai livelli di guardia.

Il ministro Scharping ha ammesso l’esistenza dello studio: “Il numero dei casi registrati è davvero drammatico” – ha detto. Scharping ha chiesto che i tempi dei tempi brevi per i risarcimenti, ma ha difeso il suo dicastero: “Già nel 1962 – ha detto – furono diramate istruzioni di protezione, riprese dalla Nato nel 1978 e solo nel 1984 dalle autorità civili”.
Adesso però si pone un dubbio drammatico: gli impianti radar tedeschi sono spesso analoghi a quelli usati in altri paesi della Nato, Italia inclusa. E se anche altrove non fu usata alcuna protezione, il caso tedesco dei radar potrebbe diventare – come già mucca pazza e i proiettili all’uranio – un caso europeo.

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1° seminario nazionale di studio sul tema INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E GEOPATICO, RISCHI E RIMEDI

Data: 08/04/00
Tipologia: Seminario
Partecipazione come:
Organizzato da: organizzato
Presso: Sala Consigliare, Campi Salentina (Le)

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