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ANSA – il 75% Italiani dorme meno di 6 ore

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ANSA.it – IL 75% ITALIANI DORME MENO DI 6 ORE, 28% FATICA A PRENDERE SONNO

Peccato che non ci sia il minimo accenno all’esposizione elettromagnetica in cui versa l’intera popolazione italiana e non solo.
Vittima inconsapevole di esposizioni a impianti radiotrasmittenti di radio, televisioni, telefonini , questi portati addirittura a letto e con il cordless quasi in ogni famiglia, la popolazione ormai versa in uno stato di tale stress neurologico che nel sonno manifesta tutti i disagi che proietta durante il giorno: lo squilibrio psico fisico inevitabilmente ha consegnato alla cronaca quotidiana violenza di ogni genere, dai delitti di famiglia ai suicidi in ogni strato sociale, tra medici e poliziotti, tra giovani e meno giovani, è il segnale della stato di agitazione permanente che per una lite anche banale porta a delitti con tale regolarità poiché manca quella capacità di autocontrollo.
Ripercussioni ovviamente anche sul lavoro, la qualità ne soffre, con gente ansiosa o che sonnecchia sul posto di lavoro non giova certamente all’economia in generale i cui contraccolpi li abbiamo notati già da tempo.
Insisto nel lanciare accuse nell’epidemia elettromagnetica, così come tanti medici tedeschi spesso lanciano appelli ai governanti, proprio perché hanno riscontrato reversibilità di manifestazioni neurologiche quando i loro pazienti si sono allontanati da zone elettrocontaminate.
Altro che allungamento dell’età, aumento di peso corporeo, alcool, cattiva alimentazione: questa è solo disinformazione.

Antonio Gagliardi-Elettrosmog Volturino.

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Effetti dei CEM a radiofrequenza, ed in particolare a 1800 MHz

Radio Frequency Manager (RFM)1
Riportiamo una notizia del 29/9 tratta dal sito www.microwavenews.com riguardante i risultati di una ricerca scientifica condotta in Cina sugli effetti dei CEM a radiofrequenza, ed in particolare a 1800 MHz (telefonia mobile), resi noti nel corso del 4° Seminario Internazionale sugli effetti biologici dei CEM svoltosi a Kunming (Cina) dal 12 al 16 settembre scorsi.

E’ stato dimostrato che esponendo delle cellule ad una campo elettromagnetico a 1800 MHz per 24 ore, ad una intensità corrispondente ad un SAR di 3 Watt/Kg, si ha un aumento della rottura del DNA statisticamente significativo.

Un SAR di 3 Watt/Kg, aggiungiamo noi, è un valore di esposizione comparabile con i limiti di base definiti a tali frequenze dall’ICNIRP e recepiti dalla Raccomandazione 519/99 della Comunità Europea.

Tali limiti di base, secondo l’ICNIRP e secondo quella Raccomandazione, includono un fattore di sicurezza di 50 volte nei confronti dei livelli che generano gli effetti acuti (termici) sul capo e sul tronco (2 Watt/Kg) e sugli arti (4 Watt/Kg).

Ciò significa che tali limiti di base non proteggono da effetti ben più gravi com quelli di danneggiamento del DNA.

Microwavenews ricorda come tale effetto sia stato già messo in evidenza più di dieci anni fa dalle ricerche dei dr. Lai e Singh dell’Università di Seattle, il cui lavoro è stato ripetutamente attaccato dall’industria dei cellulari e dai loro consulenti.

Ricordiamo che lo studio Reflex (2001-2004), co-finanziato dalla Comunità Europea, è arrivato a conclusioni simili.

I risultati di quest’ultimo studio sono stati resi noti proprio un anno fa e sono stati pubblicati a giugno scorso sulla rivista Mutation Research (Vol. 583, Issue 2, pp.178-183, 6 June 2005).

Il dr. Michael Repacholi, responsabile del Progetto CEM dell’OMS, è stato componente del comitato organizzatore e del comitato accademico svoltosi in Cina.

Saluti.
Raffaele Capone, Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

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Come Stai – Un tessuto ci proteggerà?

Presso l’Istituto sperimentale del Cnr di Roma, è stato testato un tessuto innovativo. Si chiama Stan (stuoia trapuntata antinde nocive) e ha dimostrato di possedere buone capacità di schermare le cellule umane dai campi elettromagnetici alle frequenze tipiche della telefonia mobile. Il tessuto ha una trama di sottilissimi fili di rame avvolti da spire di filamenti di carbonio e lavorati in modo da formare una rete molto fitta. Sta per entrare in commercio una serie di prodotti “anti onde” fatti con questo tessuto, tra cui custodie per cellulari, con tanto di cappuccio per l’antenna.

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