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RADIO VATICANA E UMBERTO VERONESI

vaticana
E’ ufficiale.

Il prof. Umberto Veronesi è perito di parte a favore della Radio Vaticana nel procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose attualmente in corso al Tribunale di Roma.

Ricordiamo che il prof. Veronesi, durante la sua carica di ministro della salute del Governo Amato, ad aprile del 2001 formò, con apposito decreto, la commissione di studio su Radio Vaticana.

Vedere ns. messaggio allegato qui sotto.

Oggi, in un’aula dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si è svolta la riunione fra i periti del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e i periti di parte.

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ELETTROSMOG DI RADIO VATICANA E ALLUCINAZIONI CATECUMENALI

Si “scava” nel “tufo” di Cesano pur di distogliere l’attenzione dagli effetti disastrosi delle emissioni elettromagnetiche della Radio più potente del mondo.

Quando 182 bambini di due mense scolastiche di Roma Nord, nel lontano 1998, furono intossicati da salmonella per opera di una ditta di ristorazione di area cattolica, i periti di parte, scagliandosi con zelo contro le conclusioni del perito nominato dalla Procura della Repubblica e dello stesso Osservatorio Epidemiologico regionale, cercarono di dimostrare che la salmonella potesse provenire da uno sbalzo di pressione dell’acquedotto romano.

Riscontriamo una metodologia simile, ma molto più rozza, quando personaggi senza alcuna preparazione tecnica e senza conoscenza del territorio, animati solamente da un insano zelo parrocchiale, giustificano l’aumento di mortalità per tumore nell’area di Cesano evidenziato dai primi studi all’inizio degli anni 80 dal medico Carlo Santi, menzionando di tutto e di più: il gas radon delle pietre di tufo, il disastro di Chernobyl del 1986, misteri dell’Esercito, il deposito di scorie nucleari presso la sede Enea della Casaccia.

Mischiare problematiche serie e diverse mettendo tutto in un grande calderone è una tecnica rozza e ascientifica che si smonta con molta facilità.

Le indagini epidemiologiche dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio prima e quelle del Tribunale di Roma poi hanno interessato un’area di circa dieci chilometri di raggio dal sito della radio Vaticana.

Il deposito nucleare si trova dentro quell’area ma più vicina alla cittadina di Anguillara.

La mortalità non risulta aumentata in vicinanza del sito dell’Enea.

C’è una significativa differenza epidemiologica tra la mortalità di militari a guardia del sito della radio Vaticana e della caserma prospiciente e la mortalità dei lavoratori dell’Enea e degli abitanti limitrofi al centro di stoccaggio.

Si è visto che l’incidenza delle patologie leucemiche decresce allontanandosi dalla stazione radiofonica e che questa dipendenza inversamente proporzionale alla distanza è confermata, ed è anzi rafforzata, quando si considerano le distanze esatte fra antenne e vittime invece delle distanze fra il “baricentro” delle 28 antenne e le medesime vittime.

La stessa scuola di Fanteria dell’Esercito italiano ha emesso raccomandazioni.

Gli stessi presidi sanitari della radio Vaticana hanno emesso prescrizioni a tutela dei coloni e dei lavoratori, finendo con l’espellere i primi.

L’Ispesl di Monteporzio Catone ha monitorato e relazionato.

Le stesse Ferrovie dello Stato hanno dovuto schermare i loro treni che si bloccavano proprio nei punti più vicini al sito vaticano.

Non si può parlare a vanvera ignorando tutte queste cose e anni e anni di studi e ricerche.

C’è una significativa differenza tra la mortalità rilevata a Cesano e La Storta con quella rilevata nel centro di Anguillara più vicino al centro Enea.

– Il fatto che due casi (fra quelli accertati ufficialmente) si siano verificati all’interno del centro trasmissioni della Marina Militare della Storta, che si trova all’interno dell’area di indagine, rafforza l’ipotesi del nesso fra campi elettromagnetici a radiofrequenza e malattie leucemiche.

-Il fatto che l’epidemiologia del territorio sia stata confrontata con quella di Roma, ove esiste un inquinamento atmosferico dovuto al traffico urbano di gran lunga più pesante di quello dell’area di interesse, dimostra che l’evidenza del nesso sarebbe stata ben più evidente se il confronto fosse stato fatto con un territorio urbanisticamente omogeneo.

Tant’è che lo studio epidemiologico disegnato nell’ambito del procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo attualmente in corso contro la radio Vaticana e la Marina Militare eliminerà questo limite sostanziale delle prime due indagini epidemiologiche.

Cosa si vuole dimostrare, che le radiazioni di Chernobyl, per una sorta di prodigio, siano state attratte dalle 28 antenne del Vaticano seminando tassi di radioattività maggiori proprio a Cesano e dintorni?

Oppure, per una sorta di coincidenza, si vuole accusare i cittadini morti o ammalati di Cesano e dintorni di essere colpevolmente più vulnerabili di altri cittadini romani al gas radon?

Non so se sia il caso di impiegare altro tempo per dare credito e ampliare la confusione prodotta da personaggi tristi in cerca di attenzione che purtroppo aggravano la situazione di parzialità e di prostituzione di numerosi esperti istituzionali.

Coordinamento Comitato Roma Nord

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