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Volturino:Antenne illegali,nuove installazioni

Sodalizio contro sindaco

Volturino – Si torna sulla vicenda dell’inquinamento elettromagnetico a Volturino.
Ad intervenire è il presidente dell’Associazione da anni in lotta contro le antenne selvagge, Antonio Gagliardi.

Secondo il presidente del sodalizio, il sindaco di Volturino, Donato Dotoli, non avrebbe commissionato alcuno studio all’ARPA poiché il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico è stato previsto dal Ministero dell’Ambiente da quest’anno e che si avvale delle strutture regionali, quali le Arpa, incaricate di sorvegliare il rispetto dei limiti di legge, in tutti i comuni del territorio italiano.

«I valori di emissione rilevati dall’Arpa, attraverso gli strumenti della Fondazione Bordoni, sono sì al di sotto dei limiti, ma è pur vero che l’Arpa stessa ha prodotto e reso alla Procura di Lucera e al sindaco stesso, un altro documento in cui raccomanda proprio al sindaco Dotoli di non autorizzare altri impianti perchè sono stati rilevati valori molto prossimi ai limiti consentiti.
E dalla conoscenza di questo documento sino ad oggi sono state installate altre 7 antenne senza autorizzazione e senza che il sindaco abbia adottato provvedimenti di sospensione.
E l’ennesima denuncia alla Procura è partita con allegato il documento dell’Arpa che scoraggia altre installazioni.
Dunque come può essere rassicurante se non ingannevole che le emissioni delle antenne siano sotto la soglia consentita se non sono stati effettuati altri rilevamenti dopo quelle 7 antenne?
Piuttosto incombe una grave responsabilità sul primo cittadino di Volturino che evita costantemente di rispondere dello stato di totale illegalità amministrativa di quegl’impianti opponendo resistenza alle pressioni dell’Associazione.
Ha evitato anche di rispondere all’Istituto Superiore di Sanità che gli aveva scritto di essere interessato a svolgere una indagine epidemiologica subito dopo il servizio del TG Uno dedicato a Volturino.
Proprio da un mese l’ho anche informato che il dott. Trincucci, medico legale all’ospedale Lastaria di Lucera, mi ha confidato preoccupazione per la frequenza di ricoveri tumorali da Volturino, senza considerare quelli che sono ricoverati presso altri nosocomi.
Così pure la costituzione della commissione tecnico-scientifica fatta fallire subito dopo la sua costituzione.
Quella commissione avrebbe dovuto confermare se i dati sanitari allarmanti raccolti dal sottoscritto: insonnia, ansia, ipertensione, cataratte, infertilità, impotenza, tumori e malformazioni oltre ad un’aspettativa di vita più bassa rispetto ai paesi vicini, avessero avuto una valenza scientifica».

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Da Il CORRIERE della SERA di oggi

Nota: la maggiore incidenza di leucemia infantile entro i due chilometri da Radio Vaticana è risultata di 6 volte e non di 2 volte come erroneamente scritto.

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Il gip ha chiesto alla Procura nuovi accertamenti sui casi di leucemia Elettrosmog, riparte l’inchiesta sulle emissioni di Radio Vaticana

È di nuovo bufera sull’elettrosmog di Radio Vaticana. Un’indagine riparte dopo aver rischiato di diventare carta straccia e i difensori degli indagati minacciano di ripercorrere la vecchia strada del ricorso in Cassazione.

La ripresa dell’inchiesta è dovuta al gip Zaira Secchi: il giudice ha disposto che la procura compia altri accertamenti sui casi di leucemia denunciati dai cittadini di Roma nord. È l’esito in cui speravano il procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e il pm Stefano Pesci, che avevano proposto l’archiviazione non per convinzione ma soltanto come escamotage per aggirare il problema dei termini scaduti. L’accusa ha giocato d’azzardo e ha vinto, cosa che ha suscitato qualche malumore nella difesa: l’avvocato Marcello Melandri, annunciando che si rivolgerà alla Suprema Corte, ha definito «abnorme» l’ordinanza del gip.

L’inchiesta è stata aperta nell’ottobre del 2003 per accertare se nove casi di leucemia mieloide, che hanno colpito altrettanti bambini fra il ’94 e il 2000, siano da imputare all’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana, a Santa Maria di Galeria, e del radar della Marina militare a La Storta.

Il Coordinamento dei comitati Roma Nord avrebbe individuato altri 19casi più recenti e intanto sul registro degli indagati sono finiti in sei: il cardinale Roberto Tucci, padre Pasquale Borgomeo e l’ingegnere Costantino Pacifici per l’emittente della Santa Sede (a causa dell’elettrosmog Tucci e Borgomeo sono già stati condannati in primo grado a dieci giorni di arresto per getto pericoloso di cose); gli ufficiali Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco ed Emilio Guarini per l’impianto con le stellette. A questo punto sarà una perizia epidemiologica a stabilire se c’è un legame tra i tumori e le onde elettromagnetiche.

Per i Comitati Roma nord la decisione del giudice «è una notizia che ci riempie di fiducia e speranza nel corso della giustizia, ci saranno altri due anni per scoprire la verità. Se Radio Vaticana non ha nulla da temere, perchè non accettare le decisioni del tribunale?».

«Finalmente si riparte», dice il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, sottolineando che «però bisogna dare in fretta una risposta ai cittadini».

L’associazione ricorda che «un’indagine epidemiologica della Agenzia di sanità pubblica evidenzia un eccesso di leucemie infantili entro i sei chilometri da Radio Vaticana, con un raddoppio del rischio nel raggio di due chilometri».

«I cittadini che vivono in quest’area – conclude Parlati – hanno diritto di essere informati e soprattutto tutelati».

Lavinia Di Gianvito

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Condivisione di richiesta di dimissioni del Dott. Repacholi

Il dott. Repacholi dichiarava alla “Commonwealth of Australia, Official Committee Hansard, Senate
Environmental, Communications, Information Technology and the Arts
References Committee, Reference: Electromagnetic Radiation –
Thursday, 31 August 2000 – Canberra.” di essere stato consulente di parte di industrie dell’energia e
delle telecomunicazioni in alcuni procedimenti giudiziari svoltisi in Nuova Zelanda.

E’ mai possile che gli standard dell’ICNIRP sono fermi al 1998.
E’ mai possibile che restano ancora non accettati altri effetti bilogici altre quello termico.
Chiedo non solo le dimissioni del Dott. Repacholi, ma anche di molti altri, anche in seno all’ISS ed inaltri ministeri.
L’elenco sarebbe lunghissimo.

Aderendo pienamente
Gianfranco Turis
Coordinamento Comitati Antielettrosmog Avellino

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ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA

Da: “cittadiniattivi
Oggetto: COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/2004

ELETTROSMOG / TELEFONI CELLULARI E TUMORI DELLA TESTA
SONO SCONCERTANTI I RISULTATI DI UN’ULTERIORE RECENTISSIMA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SVEDESE: L’USO PROLUNGATO DEL CELLULARE FA QUADRUPLICARE IL RISCHIO DI NEUROMA ACUSTICO, TUMORE BENIGNO DEL NERVO UDITIVO. GLI EPIDEMIOLOGI DEL KAROLINSKA ISTITUTE DI STOCCOLMA SONO ARRIVATI A QUESTA CONCLUSIONE CONFERMANDO COSI’ I RISULTATI DEL 2002 OTTENUTI DA LORO COLLEGHI DELL’UNIVERSITA’ DI OREBRO, SEMPRE IN SVEZIA.
LA NUOVA RICERCA E’ STATA CONDOTTA NELL’AMBITO DI UNO STUDIO COORDINATO DALL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO (IARC), ORGANISMO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS).
Lo studio epidemiologico è stato condotto fra tutti gli ammalati di neuroma acustico diagnosticato, fra il 1999 ed il 2002, in individui di eta’ compresa fra 20 e 69 anni in Svezia. Si è visto che il rischio di contrarre tale patologia raddoppia dopo 10 anni di uso del cellulare. Il rischio sale a 3.9 volte se si considera il lato del capo sul quale viene appoggiato il cellulare durante la telefonata.
Uno degli autori dello studio, il prof. Anders Ahlbom, membro dell’ICNIRP e vice direttore del dipartimento di epidemiologia del Karolinska Istitute di Stoccolma, che nel corso di un’intervista ha per ora rifiutato di rivelare i risultati riguardanti altri tipi di tumori del cervello, quali l’astrocitoma ed il meningioma, dichiara: “Se sono possibili i neuromi acustici, allora l’argomentazione che gli effetti non sono biologicamente plausibili non è applicabile; e non sappiamo cosa sia possibile .”, e continua affermando che, addirittura, “. non si può escludere la possibilità che l’esposizione a breve termine abbia un effetto che può rivelarsi soltanto dopo un lungo periodo di latenza”.
Un altro prestigioso epidemiologo, il dr. Sam Milham (Dipartimento per la Salute dello Stato di Washington, USA), che lavora sugli effetti della radiazione elettromagnetica da più di 20 anni, dichiara che “. ciò è solo la punta di un iceberg . se i cellulari possono causare neuromi acustici, essi possono anche causare tutti gli altri tipi di tumori del cervello”. Lo stesso Milham non pensava che un aumentato rischio di tumore potesse essere visibile così presto. “Da quello che conosciamo sulla latenza dei tumori solidi – egli dice – non ci si aspetterebbe di vedere un aumento a 10 anni e sarebbe più plausibile a 20 anni di esposizione”. Il prof. Lennart Hardell, epidemiologo dell’Università di Orebro, sempre in Svezia, afferma che la ricerca di Ahlbom conferma i suoi risultati ed aggiunge: “noi consideriamo il neuroma acustico come un tumore che segnala un aumento del rischio di cancro generato dai cellulari. I risultati possono indicare un incremento del rischio per altri tipi di tumori del cervello”.
Quando vennero pubblicati i risultati dello studio di Hardell, nel 2002, questi furono bruscamente criticati da tanti altri ricercatori, compresi importanti esponenti dello stesso istituto Karolinska che definirono Hardell un allarmista ed un irresponsabile. Questo drammatico precedente deve costituire un chiaro messaggio per tutti coloro che, anche in Italia, sottovalutano o addirittura negano ogni rischio dovuto all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, contribuendo cosi’ a mettere a rischio la salute pubblica.
Riferimenti:
Lonn, Stefan; Ahlbom, Anders; Hall, Per; Feychting, Maria, “Mobile Phone Use and the Risk of Acoustic Neuroma”, Epidemiology. 15(6):653-659, November 2004, USA, www.epidem.com.
Microwave News, October 2004, PO Box 1799, Grand Central Station, New York, NY 10163-1799, USA, edited by Louis Slesin, www.microwavenews.com.

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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